Stonycreek, Somerset County, Pennsylvania

Flight 93 Memorial

Arrivare a Stonycreek non ha proprio niente di particolare. Il solito paesello della Pennsylvania come ne abbiamo visti tanti nel nostro viaggio. Nessuna sensazione particolare, soliti pick-up fuori dalle verande verniciate di bianco, con le solite sedie a dondolo in un pomeriggio come tanti altri.

Ma c’é qualcosa di diverso, ci sono molte più bandiere americane fuori delle case rispetto a quante ne abbiamo viste in Kansas o in Missouri. A parte questo, davvero niente di particolare.

Era un giorno di settembre come tanti altri quando questa piccola comunità tra le colline della Pennsylvania é apparsa di colpo sulle cartine geografiche ed é stata inserita nei POI (point of interest) dei navigatori GPS.

Ce lo spiega una cameriera di un ristorante per famiglie lungo la statale mentre ordiniamo le nostre uova col bacon: “qui non c’é niente, ma siamo sulle mappe perché a 15 miglia da qui si é schiantato il volo 93 in quel famosamente tragico undici settembre 2001. Per questo si fermano molti turisti, per visitare il memoriale”.

E noi che ci eravamo fermati solo per fare colazione, dopo esserci districati nel traffico Pittsburg, siamo caduti dalle nuvole. Ma abbiamo immediatamente deciso che avremmo fatto una deviazione.

Dopo una ventina di minuti di guida tra le colline, seguendo un po’ il GPS e un po’ i cartelli stradali, siamo arrivati sul posto che ha reso un pochino famoso questo posto altrimenti anonimo.

Il memoriale definitivo é in costruzione e quello temporaneo é adibito all’interno di quello che fu il centro direzionale di coordinamento delle attività governative nei giorni successivi a quel tragico giorno.

Si tratta di un capannone di lamiera che a prima vista andrebbe bene per parcheggiarci qualche macchina agricola o poco più. Fuori dal quale svetta una bandiera. Forse l’unica che ha senso vedere in questo posto.

La collina su cui avvenne lo schianto é ancora più anonima del luogo che la circonda, se non ci fossero i bulldozer al lavoro per costruire la prima parte del memoriale che sará pronta per l’undici settembre 2011, in occasione del decennale.

Enormi cartelli spiegano la direzione il cui il volo 93 si é schiantato al suolo con i suoi 40 passeggeri. La direzione esatta, l’angolo di impatto e ogni singolo dettaglio, quasi per supplire all’assoluta normalità del cantiere al lavoro.

Flight 93 Memorial

Alcuni turisti si fanno una foto con la collina sullo sfondo, con la stessa espressione di quando si immortalavano con la scritta Hollywood alle spalle. E noi che ci sentivamo in imbarazzo ad avere con noi le macchine fotografiche pur di non lasciarle incustodite in auto. Ci sono tanti mazzi di fiori, alcune decine di bandierine, foto e lettere.

L’interno del memoriale, il capannone di lamiera, é ancora piú votato al “mostra e racconta” di quanto mi aspettassi. Grandi cartelli riportano tutti gli avvenimenti dal decollo allo schianto, con dovizia di particolari e ci sono foto di tutta la fase di soccorso e indagine. É persino possibile visionare i libri con le trascrizioni delle scatole nere. L’immancabile guestbook con le firme dei passanti fa coppia con il timbro commemorativo da applicare al passaporto per dire “io ci sono stato”.

Ma alla fine della visita, in soli 20 minuti, ogni turista sa tutto di quello che é successo (ovviamente la versione ufficiale, ma questa é un’altra storia).

Per concludere, in questo posto sperduto nel nulla, quaranta persone sono morte in un attentato e sono celebrate raccontando quello che é successo a tutti quelli che passano. Forse in modo indiscreto, forse troppo mistificato, all’americana, Ma da un punto di vista narrativo funziona bene e trasmette la memoria.

Per cercare un paragone con casa nostra, quanti delle migliaia di turisti che si siedono in sala d’aspetto nella stazione di Bologna riescono a capire che cosa sia quella strana finestra a forma di crepa e il perché di una lapide con tanti nomi?

Cronaca di una partenza ritardata

Avendo deciso di raggiungere Milano nel pomeriggio di ieri, ho imboccato l’autostrada a Lugo di Romagna ma dopo qualche chilometro l’auto ha perso potenza e il cruscotto ha inziato a lampeggiare in perfetto stile natalizio: lucine rosse, arancioni e verdi in considerevole quantità.

Dopo aver prontamente raggiunto l’area di sosta sfruttando l’inerzia del veicolo ed essermi adeguato allo spirito natalizio intonando canti e invocazioni seppur non proprio ortodosse, mi sono ricordato di essere un socio ACI. Quindi ho immediatamente estratto la mia tessera dal portafoglio e ho chiamato il numero verde al quale ha risposto un operatore molto gentile che mi ha inviato un carro attrezzi.

In poco più di quaranta minuti dalla telefonata il carro attrezzi mi ha raggiunto, caricato e riportato a casa.
Sono quindi potuto ripartire per Milano con l’auto di backup, gentilmente prestatami da mio padre.

Tutto sommato è stata un’avventura di poco conto, ma è la prima volta che mi capita e l’ho voluta ricordare su questo blog. Sono anche disponibili i twit in tempo reale: qui, qui, qui, qui, qui e qui.

Anche l’anno prossimo rinnoverò la tessera ACI, che quest’anno avevo sottoscritto su consiglio di Giorgio.

On the road again

Luca Sartoni

Non faccio in tempo a chiudere il RomagnaCamp09 che il settembre mi cattura e mi rimpalla. Oggi parto per Milano e stasera partecipo alla StartupNight dai cari amici di Mikamai. Domani giornata milanese densa di appuntamenti e poi in serata cè la fiaccolata LGBT in piazza Oberdan alle 21.00.

Mercoledi scendo a Roma da Alessio e Giovedi sera parteciperò ad un incontro dal titolo “Una mappa per i prossimi 10 anni” presso l’Opificio Telecom Italia.

Sono piuttosto di corsa ma se siete in zona, fatevi vivi che ci vediamo. Mi trovate su Dopplr o su Latitude con l’account hikari.kariudo[at]gmail.com.

Le considerazioni sul RomagnaCamp le farò appena possibile. Probabilmente dal treno 🙂

Photo by Googlisti

Due giorni milanesi. Che poi è solo uno.

Domani lo passo viaggiando. Cattolica in mattinata e Milano nel pomeriggio.
Una “sporca decina/ventina/trentina” di persone è stata invitata da Current TV nei suoi studi.
Speriamo che abbiano pronte le tartine, altrimenti sai che musi lunghi…

Mi fa piacere incontrare Livia, Giovanni e Tommaso in casa loro e tutti gli altri allegri invitati.
Di sicuro ci scapperà qualche intervista per Intruders.TV Italia e un bel video di backstage.

Adesso si dorme che domani si guida.