Bagno Wave – Vogliamoci male

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La settimana scorsa scrivevo della pessima esperienza in un locale milanese e oggi mattina sono andato a rileggere, a distanza di mesi, quello che successe ad Elena la scorsa estate. Lei ricevette un pessimo servizio in uno stabilimento balneare e ne scrisse sul suo blog. In poche ore google le fece superare il sito del bagno wave in fatto di importanza.

Ricordo che sei mesi fa il sito del bagno wave era graficamente approssimativo e male indicizzato. La gestione deve aver capito l’importanza della propria immagine sul web ed è corsa ai ripari. Adesso il sito è sempre indicizzato male ma si vede che hanno speso dei soldi per renderlo più bello.

Soldi spesi male, a mio giudizio, perchè il livello di tamarraggine (tamarreria, tamarritudine) è salito a dismisura. Inoltre ad accogliere il visitatore c’è un’animazione flash che è considerata obsoleta fin dai trattati lateranensi. Ma non finisce qui, al visitatore è successivamente chiesto di cliccare sulle parti private di una ragazza. Non sto qui a fare una menata femminista perchè la mia barba me lo impedisce, ad ogni modo il cattivo gusto è assicurato. Provare per credere.

3 novembre 2007 – eTourCamp

eTourCamp

Il 3 novembre 2007 presso il Salone Internazionale delle Vacanze a Lugano avrà luogo l’eTourCamp, organizzato dal ramo svizzero della blogosfera italiana, oppure dal ramo italiano della blogosfera svizzera, questo è tutto da scoprire. Io parteciperò in doppia veste, sia in quella di barcamper che in quella di Intruder, dato che Intruders.TV Italia è media partner dell’evento. Per capire meglio quali sono le ragioni di questo barcamp ho intervistato Alessandro Inversini, uno degli organizzatori.

Ciao Alessandro, chi organizza l’eTourCamp a Lugano?

Alessandro: eTourCamp è organizzato da un gruppo molto eterogeno di persone. Siamo in otto: ricercatori, imprenditori e liberi professionisti accomunati da due cose: la passione per le nuove tecnologie e per il turismo. L’idea è venuta a ad alcuni di noi durante lo ZenaCamp. Isabella ce l’aveva messa in testa… poi io (Alessandro), Leonora ed Elena abbiamo conosciuto Luca e da lì siamo partiti e ci siamo trovati con interessi molto simili. Poi piano piano altri amici e colleghi si sono aggiunti: Lorenzo, Marco e Stefano.

Qual è il tema del barcamp?

Alessandro: Il tema del barcamp è l’uso delle nuove tecnologie e soprattutto web2.0 nel turismo. è un tema che può essere discusso a 360 gradi. Da chi gestisce i flussi di contenuti (le comunity per esempio) a chi questi contenuti li produce (penso alle immagini ai video per esempio). A noi interessa capire come il settore del turismo si sta muovendo e chi sono le persone dietro questo mondo. Il web, soprattutto il web2.0 è fatto di persone. Il turismo è un’esperienza strettamente personale..emozionale. Questo ci è sembrato un mix interessantissimo per il primo barcamp della regione Italiana della Svizzera, il Canton Ticino.

Quale genere di partecipanti è interessato all’evento?

Vorremmo portare principalmente i turisti, quelli che con le loro macchine fotografiche o telecamere registrano tutto ciò che gli succede e poi scrivono anche un piccolo diario di viaggio; ma anche aziende, bloggers e comunity builders che aiutano lo sharing di questi particolari contenuti, mettendo a disposizione strumenti e funzionalità. Insomma… fare incontrare persone normali che hanno cose da dire con chi le può aiutare a condividere esperienze, consigli su destinazioni, alberghi e così via.

Ci sono degli sponsor o delle aziende coinvolte?

eTourCamp si svolgerà durante il salone de “I Viaggiatori” che è il nostro sponsor principale. “I Viaggiatori” è una fiera internazionale del turismo e come sponsorship ci darà alcune sale in cui discutere e confrontarci sul nostro tema. L’ingresso sarà riservato solo ai partecipanti ad eTourCamp, ma anche ai curiosi senza cravatta ma con TAG di riconoscimento! 😉
Orange, la compagnia telefonica francese, ci sta aiutando per lo sviluppo di un’iniziativa connessa all’eTourCamp. Con la fantasia che ci contraddistingue, l’abbiamo chiamata eTreasure: una caccia al tesoro basata su SMS per la città di Lugano che si svolgerà il giorno seguente.

Quali sono gli interventi già prenotati che secondo te saranno interessanti da seguire?

Bhe…di intressante ci sarà sicuramente la mia presentazione di eTreasure 🙂
A parte le gli scherzi…Tre interventi di quelli prenotati mi incuriosiscono…Scuola del Viaggio: dall’esperienza reale alla comunità virtuale e ritorno, Tecniche per aumentare traffico ad un sito turisto e anche ” Scopriluoghi.com- scout out your land” progettata da alcuni amici.

Ringraziando Alessandro per la disponibilità, non mi resta che darvi appuntamento per sabato prossimo a Lugano.

Londra, Hunterian Museum

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Come ogni buona capitale, pensare di andare a Londra e di vedere tutto in una sola visita è davvero folle. Ci sono tantissime cose da vedere e da fare e, avendo già battuto la città in lungo e in largo sulle mete turistiche più conosciute, questa volta ne ho approfittato per visitare alcuni luoghi meno famosi, ma pur sempre interessanti.

Scesi alla stazione di Temple, con la cartina tascabile sempre a portata di mano, io e Livia abbiamo attraversato la London Business School, in tutta la sua moderna chiassosità. A poche centinaia di metri abbiamo trovato il palazzo che a mio avviso avrebbe dovuto ospitare il museo dedicato a John Hunter, il chirurgo inglese al quale si attribuisce gran parte della moderna scienza medica. Sottolineando l’importanza della chirurgia empirica, a discapito di quella teorica fatta solo di discussioni senza fine, John Hunter tagliava a fettine ogni cosa gli passasse a tiro di bisturi, con una instancabile passione per gli umani.

Durante la sua vita pare fosse uno dei più famosi e facoltosi clienti dei graverobbers, i trafugatori di cadaveri che lavoravano nottetempo nei cimiteri londinesi di metà 1700. La richiesta di corpi da fare a pezzetti era talmente elevata che con buona probabilità l’effettivo status di cadavere fosse di poca importanza nella nebbia londinese di quel periodo. Gli affilati bisturi dei medici dissezionatori mostravano ai loro studenti il contenuto dei preziosi esemplari distesi sul tavolo operatorio. Forse qualcuno storcerà il naso, ma praticamente tutto quello che si sa sulla nostra anatomia è passato su quei tavoli e se adesso possiamo vantare una qualità e durata della vita notevolmente allungata è merito di chi si accaniva e straziava quei corpi esanimi.

Il museo si articola su due piani e non è particolarmente esteso. Il tempo necessario per una visita è comunque di un paio d’ore. L’ingresso è gratuito come in gran parte delle mostre permanenti dei musei inglesi e si viene invitati ad indossare un badge con scritto sopra “visitor”. Non so perché questo avvenga, visto che all’interno tutti gli altri umani presenti sono comodamente posti a riposare, suddivisi in tanti pezzetti, dentro pratici vasi di vetro a bagno di formalina.

Tra le cose da segnalare, interi apparati nervosi, arteriosi e venosi, sapientemente inchiodati a tavole di quercia e una moltitudine di crani, appartenuti ad altrettanti uomini di cui praticamente non si sa nulla, se non che alcuni di essi avessero i denti cariati e una strana propensione ad attirare corpi pesanti ed acuminati sui loro lobi frontali.

Per gli amici geek, posso segnalare la presenza di un quarto del cervello di Charles Babbage, inventore della macchina differenziale che si può ammirare presso il Science Museum, sempre a Londra.

Would you like some tea?

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Picture by hclemon on DeviantArt

Tra un’oretta partirò per Londra. Chissà per quale motivo io sono sempre così felice di andare, seppure per qualche giorno, nella capitale britannica.
I motivi sono tanti, dall’odore di fritto dei ristoranti asiatici che pervade i vicoli di Soho, al trambusto della metropolitana nelle ore di punta (io amo le scale mobili), dai cancelli verniciati di nero a Camden Town e i suoi mercatini.

Questa volta non avrò con me altro dispositivo elettronico se non il mio Nokia E61i, quindi sarà improbabile che io riesca ad aggiornare questo blog prima di lunedi prossimo. Sarà anche un’ottima occasione per mettere alla prova il mio nuovo gioiellino tecnologico.

Inoltre questa sera presenzierò alla “MOO’s Hot and Sticky Summer Party”, sperando di incontrare tanta gente simpatica e divertente (oltre a sperare di ricevere tonnellate di gadget).

Pertanto se qualcuno di voi fosse a Londra da oggi a lunedi e fosse interessato a fare quattro chiacchiere, può inviarmi una mail, che spero di leggere abbastanza frequentemente.

Altrimenti mi può trovare in uno dei seguenti posti che frequenterò compulsivamente: Tate Modern, Wasabi in Oxford Street, Apple Store in Regent Street, Cyberdog in Camden Town, Harrod’s.