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Web Content Strategy: Alessandra Farabegoli in video

Primo video di Alessandra Farabegoli a proposito di Content Strategy. Moltissimi complimenti ad Alessandra per questo debutto in video! Assolutamente da leggere anche il post correlato sul suo blog. Buona visione!

Vi consiglio di seguire Alessandra anche su Twitter.

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Lavoro

Analisi del mezzo FriendFeed – la separazione del personale dal professionale è possibile?

Ho un cliente (azienda) che sta analizzando FriendFeed da diverse settimane per cercare di capire se può essere un buon mezzo di interazione e collaborazione per tutte le risorse umane interne.
L’amministratore delegato (donna), dopo essere stata catturata dalle conversazioni in rete per quasi tre mesi e aver conosciuto molti dei protagonisti del FF italiano mi ha scritto vie email questa lucida analisi, basata sulla propria esperienza personale:

“beh…io credo che gli uomini di FF siano fondamentalmente sfigati (con le dovute eccezioni) che però si ritrovano in un ambiente pieno di disperate (al limite dell’assatanato devo ammettere) e questo conferisce loro un potere che non sono in grado di gestire. E succedono questi casini [ndr si riferisce ai flame continui e agli inciuci seriali].

Il vero stronzo è uno che sa prendere in giro così bene che poi NESSUNO può andargli a recriminare nulla. E’ un’arte essere stronzi…devi saper tenere in piedi le situazioni, devi trattare le persone a compartimenti stagni, devi separare nettamente i cavoli tuoi dalla facciata…non è che chiunque può reggere una cosa così. Su FF non ci riescono. Hanno troppa voglia di raccontare e raccontarsi.”

Ovviamente si tratta di un’analisi molto personale e che sono stato autorizzato a rendere pubblica. L’azienda deve ancora decidere se abbracciare o meno la piattaforma FF.

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Amici Humor

Gli ultimi saranno i primi

plane
Image by myjavamania on

Nonostante il mio volo per Lamezia Terme fosse in partenza alle ore 15.40, ho deciso di arrivare in anticipo all’aeroporto di almeno un paio di ore, durante le quali ho potuto:

  • Lasciare il telefonino nella macchina del mio amico, non sul sedile dove lui se ne poteva accorgere subito, ma da qualche parte sul tappetino dove chiaramente non se ne sarebbe accorto mai
  • Accorgermi di aver dimenticato il telefono nella macchina e iniziare a correre nervosamente su e giù per l’aeroporto come una gallina senza testa.
  • Ricomporre il mio decoro e cercare una soluzione
  • Ricordare che all’università usavo incidere il numero di telefono del mio miglior amico sui banchi e nei cessi, cosicché a distanza di anni me lo sarei ricordato a memoria se ne avessi avuto bisogno (questa è la motivazione ufficiale…)
  • Implorare ad una serie sconosciuti di poter scroccare loro una telefonata per raggiungere il mio amico
  • Essere evitato peggio dei punkabbestia di via Zamboni da tutti coloro a cui chiedevo una talefonata
  • Trovare l’unico telefono a monete funzionante in tutto l’aeroporto
  • Chiamare il mio amico e farlo tornare indietro
  • Recuperare il telefono
  • Fare una fila lunghissima per il check-in dato che ero l’ultimo
  • Farmi sgridare al varco di sicurezza perchè non avevo estratto il portatile dalla borsa prima di infilarlo nel forno a microonde
  • Arrivare al gate sudato come Stive Ballmer alla convention degli sviluppatori Microsoft e salire allegramente sul pulmino per ultimo
  • Quindi di conseguenza salire sull’aereo per primo, dato che il pulmino non aveva le doppie porte e usava un protocollo LIFO per immagazzinare i viaggiatori.