Il richiamo della default password

Credo che tra le cose che un geek non riesce ad evitare ce ne sia una che spicca più di tutte le altre: la default password degli access point e router WiFi.

Mentre te ne vai bel bello in giro con il tuo portatile, ti imbatti in una rete aperta e brrrrrr, senti un brivido lungo la schiena. Ecco che il richiamo della default password si rende imprescindibile. Punti subito il tuo browser sull’ip del gateway e al momento in cui ti viene richiesta hai le dita tremanti.

5 tasti in sequenza per il login.

5 tasti in sequenza per la password.

E sai che la schermata blu di amministrazione dell’access point ti ricompenserà.

Probabilmente non farai alcuna modifica ma la semplice azione ti renderà il re del mondo. Quel piccolo mondo che ruota intorno a te, durante quei 15 secondi da lamer.

Se Shimomura lo avesse saputo, avrebbe catturato il Condor nel tempo in cui finisce una puntata dei Simpson…

Lei non sa chi sono io…

Ecco, è successo anche a me.

Questa sera mi è stata rivolta la frase più ridicola che l’uomo contemporaneo sia riuscito a coniare.

E’ stata enunciata, non in questa forma, ma molto simile, da una persona estremamente arrogante e presuntuosa per difendere una posizione ridicola ed inarroccabile.

Amici miei, mi chiederete, quale sia stala la mia risposta a cotanta spocchia.

Me la sono presa particolarmente a male. Lì per lì non me la sono sentita di argomentare, evidenziando il grottesco uso delle parole, che venivano sputacchiate da un animale bipede eretto.

Se mio nonno mi avesse visto reagire in una situazione del genere, uno scappellotto fatto bene non me lo avrebbe risparmiato. Gli animali non si trattano facendo gli animali, mi insegnò lui, contadino e allevatore sin dai primi passi che aveva percorso nei terreni pietrosi della sua terra natia.

Per questa ragione, di educazione elementare, non ho colto la palla al balzo, come faccio di solito, per imbastire un battibecco sbilanciato sia per costume che per levatura.

Il risultato è una colossale arrabbiatura ma la dolce consapevolezza che uno scappellotto, questa volta me lo sono risparmiato. Seppure mi manchi quella mano familiare…

Adesso con la mente aggrovigliata e con un pensiero ben vestito, vado a dormire; domani, a quella bestia, non penserò più. Continuerò a pensare a quella mano ferma ed abbronzata che aiutava le parole, cullandomi nei sogni d’infanzia che non volevano arrivare.

Buona notte.

Mi sono perso la metafora

Questa sera sono andato al cinema a vedere una bella commedia sdolcinata.
“L’amore non va in vacanza”. Gli amanti del cinema d’autore storceranno il naso ma io alla fine faccio come mi pare e sostanzialmente vado a vedere tutto quello che passa sullo schermo.
Ad un certo punto una delle protagoniste femminili dice questa frase riferendosi ad un uomo che non voleva una storia seria con lei:

“Ti ho amato per tre anni e ti sono sempre stata vicino. Tu mi hai usata a tuo piacimento e ogni volta che le cose si facevano serie tu dicevi che non poteva funzionare perchè siamo UN BUCO ROTONDO E UN BASTONE QUADRATO

Ecco, riguardo al buco rotondo non ho avuto particolari problemi a capire il significato, ma il bastone quadrato non riesco proprio a figurarmelo,

qualcuno ha qualche idea in merito?

Se me le tirano fuori…

Ho fatto di tutto per evitare di esprimermi al riguardo ma non ce la faccio più.
Se la tengo ancora un po’, mi dichiaro addosso…

Vediamo un po’ cosa stanno dicendo questi signori (che “Signori” non sono):

Ruini: “Daremo indicazioni vincolanti per i cattolici”

Ottimo! Così noi, NON cattolici, potremmo fare quello che la legge dello Stato ci permette e non quello che passa per la mente ad un branco di vecchietti che portano la gonna e vivono insieme.

Joseph Alois Ratzinger: Sovvertendo il matrimonio si mette a rischio la società

Quindi è meglio sposarsi e non farsi prete.

Joseph Alois Ratzinger (sempre parlando di matrimonio): Un’applicazione molto concreta di questo principio – ha spiegato infatti il Pontefice – si trova se si fa riferimento alla famiglia, cioè all’intima comunione di vita fondata dal Creatore e regolata con leggi proprie. Essa ha la sua stabilità per ordinamento divino. Il bene sia dei coniugi che della società non dipende dall’arbitrio

Al signor Joseph sfugge il fatto che il DiCo non sono obblighi nei confronti di qualcuno ma opportunità concesse a chi ne sente il bisogno. Per esempio nessuno verrà obbligato a convivere con un vecchio farneticante, per queste cose ci sono già le disposizioni delle curie.

Joseph Alois Ratzinger: altri principi che regolano il giudizio etico rispetto alla vita da rispettare dal momento del concepimento alla sua fine naturale, essendo la vita un dono gratuito di Dio del quale l’uomo non può disporre

Se la vita viene rispettata dal momento del concepimento, come mai non vengono battezzati i feti nati morti?
Comunque non si preoccupi caro anziano biancovestito, se dovesse sentirsi male, non le daremo strazio come fu per Welby, la lasceremo in preda alla sua fine naturale. Tanto a lei chi gliela negherebbe mai la sepoltura cattolica?

Nel mondo di oggi appare, ha spiegato, “in tutta la sua urgenza” la necessità di “riflettere sulla legge naturale, che è comune per tutti gli uomini” in quanto “è scritta nel cuore dell’uomo, e anche oggi non è inaccessibile”.

Ci ho pensato un po’ sopra.
Ho continuato a pensarci per benino.
Mi sono fatto un the al bergamotto e ho continuato a rifletterci.
E alla fine mi è sopraggiunta una domanda: CHECCAZZO VUOL DIRE?
Se un anziano in casa protetta dice una cosa del genere, viene preso di forza, sedato a dovere e via, un bel clistere e tutti a dormire, nonno!

L’uomo di oggi, infatti, ha concluso il Papa, troppo spesso sembra aver dimenticato che “non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito”.

Me lo venga a dire il giorno che dovrà subire un trapianto di organo.
Perchè non si esprimono sul grande vero problema che affligge le nostre misere vite (escludendo le grandi religioni monoteiste): l’inquinamento atmosferico e il riscaldamento globale.

Camillo Ruini: Potrà essere importante – ha proseguito subito dopo – una parola meditata, una parola ufficiale – chiara e vincolante – che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che potrà essere chiarificatrice per tutti

Sono settimane che non dormiamo in attesa di questa comunicazione chiarificatrice.

Rino Fisichella: Alcuni provano disagio per queste verità e preferirebbero – ha detto – il silenzio. Per noi invece le sue parole sono di sostegno

Sono di sostegno a dei vecchi promiscui che vivono fuori dalla società che vorrebbero dirigere.
Per noi che invece viviamo tra la gente e siamo la gente, queste parole sono del tutto arroganti e inutili.

Concludo con una citazione degna di nota:

Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori che – dal Rinascimento ad oggi – hanno provocato nei cristiani un senso di sana vergogna per i loro tradizionali pregiudizi.

Bertrand Russel – Perché non sono cristiano

Sakura – Il Fiore di Ciliegio

Sakura

Oggi assunto a simbolo di tutte le arti marziali, venne adottato dai samurai quale emblema di appartenenza alla propria classe. Nell’ iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: esso, durante la fioritura, mostra uno spettacolo incantevole nel quale il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura avvolta nell’armatura, ma è sufficiente un’ improvviso temporale perché tutti i fiori cadano a terra, proprio come il samurai può cadere per un colpo di spada infertogli dal nemico. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo ma come l’unica maniera onorevole di andarsene, rifletté nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso ancora oggi ricordato è “hana wa sakuragi, hito wa bushi” (花は桜木人は武士) che tradotto significa “tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero”.

fonte Wikipedia

Dedica ai calamari e alla loro compagnia aerea

My Way

Co-written by Paul Anka & Frank Sinatra
As performed by Frank Sinatra
Hit # 27 on the Top 40 charts in 1969

And now, the end is near, and so I face, the final curtain.
My friend, I’ll say it clear,
I’ll state my case, of which I’m certain.
I’ve lived, a life that’s full, I’ve traveled each and every highway.
And more, much more than this,
I did it my way.

The road not taken – Robert Frost (1915)

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth.

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same.

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I–
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.