Il grande Sartowski

lebowski

Oggi pomeriggio sono andato al supermercato in tuta da ginnastica, con la felpa vecchia e sdrucita e i capelli stropicciati. Mi sentivo esattamente come “The Dude”, Jeff Bridges nella scena iniziale de “Il grande Lebowski“. Al punto che volevo pagare il latte con un assegno…

E come sempre succede quando vai al supermercato in tuta da ginnastica, con la felpa vecchia e sdrucita e i capelli stropicciati, incontri tutti. Tutti quelli che non vedi da anni, tutti quelli che non vorresti vedere neanche quando sei appena uscito dal barbiere. E loro ti dicono: beh ti vedo un po’ giù di corda. E grazie al cazzo, sono al supermercato con la tuta da ginnastica, con la felpa sdrucita e con i capelli stropicciati!

E tu vorresti andare a casa loro e pisciargli su un tappeto. Ma questa è un’altra scena del film.

Il mestiere più antico del mondo

whore
Picture by Black-Eyes on DeviantArt

Perchè nascondersi dietro ad un dito? Ci sono persone che campano facendo proprio quello. Hanno amici, conoscenti, datori di lavoro e clienti. Vivono praticando questa professione, superando ogni barriera di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Queste persone traggono grande soddisfazione dall’esercizio di questa attività, sia economicamente che psicologicamente. Si possono incontrare in case private, in pubblici esercizi, sulle statali di provincia, dietro i vetri appannati delle auto parcheggiate nei viottoli fuori mano. Nei bar, sulla spiaggia, sulle piste sudate delle balere di paese, nei confessionali di noce intarsiato, attaccate ad una sigaretta o riverse sulla terra stordite dai fumi alcolici.

Hanno prosperato nei sobborghi lerci e malavitosi delle città dell’800, nelle capanne pellerossa, nei fortini dei cowboy. Alla corte dei sovrani e nei parlamenti, sia sui banchi che sotto di essi.

Come avrete ben capito, il mestiere più antico del mondo è quello del moralista, che non riposa neppure durante l’estate, prosperando anche nei luoghi di villeggiatura.

[Ten Aikido Tips] – Crescita

crescita
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Per fare un uomo servono 1000 kg di riso. Non tutti insieme.

L’aikido mi ha insegnato che ogni obiettivo richiede il completamento di un percorso che non può essere evitato. Le scorciatoie sono delle strade senza uscita e conducono di sovente a baratri senza fondo.

Nella salita verso la vetta della montagna, non ci si deve concentrare sulla cima da raggiungere, ma su ogni singolo passo in modo da renderlo unico e meritevole di essere stato compiuto.

Voler evitare le fatiche e voler accorciare i tempi, porta necessariamente ad una perdita di valori che sono alla base dell’arte che si sta studiando. Non è possibile migliorare se stessi senza rendersi conto di quanto sia importante crescere in modo armonico.

Inoltre non si deve mai prendere qualcun altro come metro della propria crescita. Ognuno è fatto a suo modo e ha i propri ritmi. Il sano spirito di gruppo e il supporto reciproco non devono trasformarsi in competizione per il raggiungimento degli obiettivi.

Gli obiettivi devono essere la crescita personale e la perfezione nella pratica dell’arte, non il riconoscimento mediante passaggio di grado, i complimenti ricevuti o il raggiungimento di uno status.

La crescita è un processo lento e continuo. Evitarla non significa arrivare prima ma significa, semplicemente, non crescere.

Il parco delle domande senza risposta

rollercoaster

Domenica sono andato a Mirabilandia.
Osservando quanto accade dentro e fuori di un parco a tema mi sono posto una serie di domande che per il momento non hanno trovato risposta.

  • Perchè tutti coloro che amano le montagne russe cercano di convincere quelli che ne hanno timore a salirci a tutti i costi?
  • Perchè tutti vanno sui giochi dove sia coinvolta dell’acqua ricorperti di cellophane e impermeabili come il comandante Nobile alla conquista dell’artide?
  • Perchè ci sono persone che non fanno neanche un gioco ma riprendono anche le formiche per poi riguardarsi a casa tutte le bobine di girato e costringere tutti i parenti fino al quinto grado all’orrendo supplizio?
  • Perchè tutti cercano di fare cose non consentite tipo andare sulle giostre senza maglia, senza scarpe, con lo zaino, con un machete in mano, con una pigna in equilibrio sulla testa, con una gallina sottobraccio?
  • Perchè 20 persone in attesa di salire su una giostra riescono a creare un caos talmente disordinato da metterci almeno mezzora dove in inghilterra si sarebbe autogenerata una fila indiana ordinatissima che si sarebbe estinta in 10 minuti?
  • Perchè tutti quelli che soffrono di vertigini e hanno problemi psichici finiscono sulla stessa carrozza in cui salgo io?
  • Perchè alcuni genitori accompagnano i loro figli di 8 anni fino al banco di scuola, ma poi mentono schifosamente alla ragazza delle montagne russe che fa loro notare come il bambino sia troppo piccolo e sia pericoloso? No ma mio figlio ha 12 anni, non si preoccupi!
  • Perchè è obbligatorio girare in canottiera e a fine giornata esibire una ustione di secondo grado definita in gergo “La Cotta Agricola”?
  • Perchè tutti quelli che stanno male sulle montagne russe hanno mangiato un milkshake poco prima?

[Ten Aikido Tips] – Eleganza

aikido keikogi
Picture by behind-the-world on DeviantArt

L’eleganza è quella cosa che distingue qualcosa di bello da qualcosa di brutto. Rende leggere le cose pesanti e semplici le cose complicate.

Qualcosa di elegante non ha niente di superfluo e non manca di particolari fondamentali.

Eleganza nel vestire

L’abbigliamento di un aikidoka è composto da 4 elementi fondamentali: keikogi, cintura, hakama, eleganza nel metterli insieme.

Il keikogi è di cotone pesante ed è composto da pantaloni e casacca bianchi. Lo si veste per primo ed è la parte dell’uniforme che un praticante non cambierà mai durante la sua carriera. Dovrebbe essere sempre pulito e candido. Subendo molte sollecitazioni, a lungo andare potrebbe avere degli strappi. Sono il simbolo dell’uso e della passione del suo utilizzatore, pertanto alcuni di essi vengono sfoggiati con soddisfazione. Durante le cerimonie e le manifestazioni, è buon norma usare un keikogi particolarmente nuovo e stirato come simbolo del rispetto verso chi partecipa all’evento.

La cintura varia di colore in base al grado raggiunto dal praticante. La tradizione ammette solo due colori: il bianco che simboleggia la fase di preparazione e il nero per chi, invece, ha raggiunto l’ammissione alla scuola in cui pratica. Per una convenzione, in modo da separare in modo più preciso i praticanti, alcune scuole utilizzano diversi colori, esattamente con le scuole di karate. I colori normalmente utilizzati, partendo dal grado più basso, sono: bianco, giallo, arancione, verde, blu, marrone. La cintura nera continua a rappresentare l’ammissione nella scuola pertanto non va mai interpretata come un punto di arrivo, bensì un punto di partenza nello studio dell’arte.

L’hakama è un pantalone di colore blu o nero, piuttosto ampio, che si veste sopra il keikogi e la cintura. Proviene dalla tradizione samurai e ha lo scopo di nascodere i piedi all’avversario. Durante la pratica della spada, i piedi sono un ottimo indicatore delle intenzioni del guerriero, pertanto nascondendoli si impedisce di rendere prevedibili le proprie mosse.
L’hakama necessita una cura accurata per via della sua forma, dotata di pieghe nel tessuto. Alla fine di ogni sessione di pratica, l’aikidoka, spende una decina di minuti per ripiegarla correttamente.
L’uso dell’hakama viene concesso da parte del maestro al raggiungimento di un buon livello di pratica. Per le cinture nere, diviene d’obbligo indossare l’hakama durante la pratica

La completa vestizione della divisa impegna circa dieci, quindici minuti. Ogni laccio deve essere allacciato correttamente e i nodi dovranno essere stretti al punto giusto. Inoltre l’hakama richiede la realizzazione di speciali nodi per essere indossata nel migliore dei modi durante la pratica.

Eleganza nel movimento

Ogni movimento nell’aikido, ha un significato. Tutti i movimenti inutili al compimento di una tecnica devono essere evitati. Per raggiungere una determinata posizione si sceglie sempre il modo più efficace, senza perdere tempo o compiere fatiche inutili. Quando ci si sposta sul tatami si usa il minor numero di passi necessario.

Un aikidoka deve avere movimenti eleganti e belli da vedere. Se questo avviene, con buona probabilità la sua tecnica sarà di buon livello. Se invece non stimola queste sensazioni nello spettatore, allora si può essere certi della suo scarso livello tecnico.

Eleganza nel comportamento

Un aikidoka sa sempre cosa deve fare quando si trova sul tatami. Normalmente questa consapevolezza viene concretizzata nel silezio che contraddistingue la pratica efficiente. Non è mai il caso di parlare di quello che si sta facendo. Meglio concentrarsi sul farlo nel modo migliore. Per questa ragione, l’unico che parla durante le lezioni è il maestro. Questo privilegio lo carica di grande responsabilità, perchè ogni cosa che verrà detta resterà impressa nel praticante e ne influenzerà la pratica successiva.

Un aikidoka sa sempre quando è il suo turno di eseguire una tecnica e quando invece deve subirla. Non perda mai tempo, quando si trova sul tatami e ha grandissimo rispetto verso tutto quello che lo circonda.

Cosa significa avere un blog

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Image by GinDotx on DeviantArt

Avere un blog è come avere un giardino. Qualcuno se ne prenderà cura gelosamente decidendo di non aprire mai il cancello, lasciandolo ammirare solo da dietro le inferriate, altri invece lasceranno entrare tutti condividendo con loro momenti molto importanti.

Esattamente come in un piccolo fazzoletto di terra, siamo costretti a scegliere quali fiori piantare, limitatamente al tempo che possiamo dedicare alla semina, alla potatura e all’innaffiatura. Ci sarà chi riuscirà a farlo diventare la propria professione, dedicandosi al giardinaggio a tempo pieno, chi invece ritaglierà frammenti di tempo con i quali abbellire e decorare il proprio appezzamento.

Qualcuno si farà pagare per installare piccoli cartelli pubblicitari, tra i rami delle piante più belle, altri, come me, non ne sentono il bisogno e per il momento preferiscono evitare sponsor e pubblicità.

Ognuno visiterà il giardino dei propri amici per ammirare piante più belle e commenterà gli accostamenti cromatici che vanno di moda in quel momento, in modo da poter poi applicare le nuove scoperte alla propria passione.

Le piante più belle vengono seminate da molte persone ed esistono particolari operatori che si preoccupano di indicare in queli giardini è possibile ammirare determinati esemplari di nostro interesse.

E’ persino possibile legare piccoli cartellini alle piante per indicare alcune caratteristiche che ne facilitano la classificazione e la ricerca. Ad esempio possiamo dire, per un arbusto di rose selvatiche: “rosso”, “spine”, “spontaneo”, “selvatico”. Le piante si ricoprono così di nuovo valore, c’è anche chi sostiene che sia la naturale evoluzione del giardinaggio tre punto zero.

Se qualcuno semina una pianta infestante, presto tutti quanto la troveranno nelle loro aiuole. Questa pianta si chiama “meme”. Quello che sto scrivendo adesso, è un esemplare di tale arbusto e mi è stato regalato poco fa da Delymyth.

A mia volta ho deciso di spedire un seme a Feba che ritiene di perdere tempo, uno a Stefano che tiene un corso di giardinaggio e uno a Elena che crede di non avere ha aggettivi sufficienti.