delirio geek – Le torri di Hanoi

La leggenda vuole che in un tempio indù ci siano alcuni monaci che spostano costantemente tre dischi di oro su tre colonne di diamante. I dischi sono di diversa dimensione e un disco non può mai essere posto sopra un disco più piccolo. I monaci devono spostare 64 dischi e quando completeranno il lavoro il mondo finirà. Wikipedia racconta questa storia molto meglio di me.

Ci sono due ragioni per non temere questa leggenda, la prima ragione è di tipo matematico. Spostando un disco al secondo i monaci impiegherebbero 18.446.744.073.709.551.615 secondi, cioè 5.845.580.504 secoli per completare il lavoro. Saremmo abbondantemente morti e sepolti prima di quel giorno. Inoltre il sole ci avrà già fagocitati in una immensa gigante rossa.

La seconda ragione è molto più semplice: è una leggenda palesemente inventata.

Nel frattempo io mi sollazzo con la versione IPod Touch di Towers of Hanoi e devo dire che me la cavo piuttosto bene.

Questo è il filmato del mio attuale record (19° posto al mondo nelle ultime 24 ore).

Non ci sono dubbi, questo è l’anno del mobail

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Picture by dazzclub on DeviantArt

Ieri sera stavo ritirando la mia giacca al guardaroba de “Le Web 3” quando un tizio a fianco a me si è interessato alla mia maglietta di Intruders.TV. Per cui abbiamo iniziato a parlare e gli ho raccontato un po’ quello che facciamo: le interviste, l’imprenditoria, eccetera.
Ad un certo punto gli ho chiesto di cosa si occupasse e lui mi ha detto che era il CEO di una startup. Sai che novità… Il nome della sua azienda per quanto fosse tipo “wawamuma”, “gugaguga”, “momabunga”, “Zipm”, “Zaff” o qualcosa di simile, non mi faceva sovvenire alcunchè e io ne ho approfittato per fare un piccolo esperimento verbale.

Ho annuito con la testa e ho chiesto se la sua azienda si occupasse di sharingqualchecosa, bookmarkingqualchecosa, socialqualchecosa. Ovviamente il tizio era felicissimo che io sapessi perfettamente che la sua azienda facesse proprio quelle tre cose lì e guardacaso, per mia grandissima fortuna, la sua era l’unica azienda che lo facesse in modo nuovo, innovativo e da un punto di vista mai provato prima.

Ad un certo punto mi ha detto che la piattaforma (qui sono tutte piattaforme! neanche una cazzo di riga di schifoso codice scriptato, qui si fanno solo piattaforme) serve per integrare servizi condivisi e sociali anche su dispositivi MOBAIL.

A questo punto io hli ho detto “HEI, MA QUESTO E’ L’ANNO DEL MOBAIL!” e lui era tutto contento!

Allora ho aggiunto: “è dal 1985 che è l’anno del mobail, prima o poi non lo sarà più, datevi una mossa a finire la piattaforma” e me se sono andato, mentre in tizio si era fatto scuro in volto e ritirava la propria giacca.