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Scott Berkun: Feedback without frustration.

Great video with Scott Berkun (@berkun) talking about design critiques and how to give and receive feedback. Enjoy!

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Lancio di Windows 7 – Conversazione in corso

Successivamente alle mie critiche riguardo il lancio di Windows 7 ho ricevuto molti commenti su questo blog e su FriendFeed.

Uno tra tutti mi ha particolarmente fatto piacere, quello di Carlo Rossanigo, capo delle relazioni esterne di Microsoft Italia. A questo commento molto strutturato e puntuale ho deciso di dare piena replica per ospitare su questo blog un confronto cordiale e amichevole.

Riporto il commento di Carlo e successivamente le mie risposte, omettendo l’apertura e la chiusura (comunque disponibili integralmente qui) per focalizzarmi sui 7 punti “stonati” ai quali voglio dare risposta:

1. Le parole che non ti ho detto: ovviamente è stato interessante leggere tutto questo oggi sul tuo blog, ma sarebbe stato ancor più interessante e diretto parlarne a voce ieri sera, a caldo, al termine dell’evento, quando ci siamo salutati. Non trovi? Raccogliere il tuo feedback a caldo e magari illustrarti di persona insieme ai miei colleghi il perchè di certe scelte mi avrebbe fatto ancora più piacere rispetto a questo commento.

Carlo, su questo punto hai pienamente ragione e mi rammarico di essere dovuto andare via da smau pochi minuti dopo la fine dell’evento, prendendomi giusto il tempo di fare qualche foto. Devo anche dire che il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post, in questo modo, lo si può descrivere con una sola parola: responsabilità.
Durante l’evento, a caldo, avevo inviato una serie messaggi su twitter, alcuni ripresi su friendfeed da alcuni amici. Mi sono sentito in dovere di lasciare sedimentare le mie impressioni per qualche ora, prima di riprendere l’argomento e strutturarlo. In questo modo è possibile far nascere una conversazione piuttosto che fare qualche risata facile durante un evento che ha comportato il lavoro di molti. Sono quindi molto lieto che possa esserci un confronto sui punti che ho evidenziato nella mia critica.

2. Lo spettacolo e la figura da sagra di paese: non volevamo fare uno spettacolo né essere straordinariamente coinvolgenti. Era una conferenza stampa cui erano invitati, come ha sottolineato Roberto D’Adda, numerose testate non specializzate, quali femminili e lifestyle, che in alcuni casi non avevano mai visto Windows 7 in azione. Rispetto ad altre occasioni, abbiamo deciso di invitare allo stesso evento sia i giornalisti sia i blogger e questo forse può aver generato in te un’aspettativa di una interazione tecnica differente ( e ricito il D’Adda). Questo è un altro punto di cui faremo tesoro.

Ogni tipo di evento ha una forma e un obiettivo. Una conferenza stampa, una dimostrazione di un prodotto, un lancio ufficiale sono cose ben distinte tra loro. La mia critica sostanziale è appunto aver fatto una via di mezzo tra queste cose, senza gloria e senza biasimo. Come conferenza stampa era poco interessante, mancando di una componente importante come la competenza di chi intervistava l’AD. Per una dimostrazione del prodotto era sbagliata la platea che risultava essere troppo eterogenea per interessi e per competenze. L’invito che ho ricevuto recitava “Lancio di Windows 7” ed è proprio sul concetto di lancio di un prodotto che si incentra il mio ragionamento e le mie critiche. Io credo che il lancio di un prodotto come W7 necessiti di uno spettacolo. Qualcosa che colpisca e che impressioni positivamente divertendo.

3. Sulle domande: abbiamo fin da subito invitato tutti a recarsi nell’area delle demo/rinfresco per approfondire ogni aspetto, tecnico e non, con i responsabili di prodotto, ma, per correttezza, abbiamo dato spazio anche immediatamente dopo la fine dell’evento alle prime domande dalla platea. Non ce ne sono state tante, ma se ne avessi avuta tu una interessante, l’avremmo sicuramente apprezzata e debitamente approfondita.

Qui la critica era più verso il pubblico che non verso di voi. Il mio criticare il pubblico inerte è una storia di lungo corso e non ha a che fare con questo episodio in modo particolare. Io personalmente non ho posto alcuna domanda perchè non mi sembrava il contesto adeguato. Quando ho una domanda impegnativa cerco di porla direttamente al diretto interessato in privata sede, senza esporlo all’imbarazzo della folla. Se ho una domanda banale, non la esprimo durante un evento che non mi convince.

4. La moderazione: grazie per il suggerimento di affidare ad un giornalista la conduzione di un simile evento, ma abbiamo ritenuto che non sarebbe stato un atto garbato nei confronti degli altri giornalisti invitati. Per questo abbiamo scelto Paoletta, che lavora per RTL (grazie Maxime) e che, secondo me, ha portato una nota di spontaneità nella conversazione con Pietro.

Credo che un giornalista di buona personalità avrebbe alzato molto il carisma di quel palco e non sono per niente convinto che gli altri giornalisti lo avrebbero preso come uno sgarbo nei loro confronti. Come ho già detto il palco si livella sul più basso dei presenti e secondo me la presenza del vostro AD non era sufficientemente bilanciata durante l’intervista, riducendo una conversazione potenzialmente interessante ad una serie di aneddoti banali (primo tra tutti quello sullo spinning e la palestra…)

5. Il “papà di Windows”: dici all’inizio che non vuoi con questo tuo post criticare alcune persone ma poi non ti trattieni e infili una cinquina al buon Fabrizio Albergati, che a tuo parere, è carente di vitalità e nel suo ruolo sarebbe stato meglio rappresentato da un quartetto di 25enni. Ti assicuro che se “ti sentissi Albergati” (come tu scrivi), ti sentiresti un gran bene, perché la passione, l’amore e la competenza che Fabrizio ha per la tecnologia li ho trovati in poche altre persone nei miei primi 20 anni di lavoro. Avere più di 40 anni, non significa né essere poco smart nè essere incapaci di capire la tecnologia, soprattutto se lo fai da quando avevi 18 anni. Inoltre ( e cito per la terza volta Roberto, che ringrazio) non gli si è piantato il browser ma ha solo prontamente fatto marcia indietro dopo un mouse-over su un contenuto pubblicitario di un film magari non proprio adatto alla circostanza. Ma è il bello della diretta, come si dice. Comunque, quando finisco di risponderti, vado da lui, perché è dalle 2 sul tetto di casa e non vuole più scendere 🙂

Non credo che Albergati sia carente di vitalità e come ho detto mi è molto simpatico. Sono anche fermamente convinto che sia molto competente nel proprio ruolo e la sua professionalità è certamente indubbia. La mia critica colorita non era per la persona, ma per il personaggio. Ritornando alla questione del punto 2, il miglior vettore di un messaggio non è per forza il più competente in materia, pertanto io in quel contesto avrei scelto sicuramente un under 25.

6. Il prodotto: inizi ancora una volta scrivendo un elogio a Windows 7, ma poi lo etichetti come vecchio di 10 anni rispetto a OS X (ma non è uscito nel 2002?). Poi parli della nostra rincorsa in comunicazione nei confronti di Apple. Ma questa storia della rincorsa (che, mi verrebbe da dire, è stata reciproca in questi anni recenti) non ti sembra ormai un po’ scontata? Eviterò di dirti che anch’io sono un PC.

Come utente Mac sono già abituato alle anteprime contestuali sui file multimediali, agli effetti ombreggiati e alle caratteristiche eye-candy del sistema operativo. Forse per questo non resto sbalordito dal multitouch e dalle altre caratteristiche di Windows 7, al punto di vederli come veri punti di forza. Se elogio W7 è perchè i commenti di chi lo sta apprezzando sono davvero entusiastici. Ma chi è veramente entusiasta parla di stabilità, di sicurezza e di reale usabilità di un sistema operativo che nella versione precedente aveva avuto gravi difficoltà nel reggere la scena con il suo concorrente. Per questo io lo proverò, appena ne avrò l’occasione.

Riguardo al concetto di rincorsa, se si è inflazionato ci sarà un motivo, non credi?

7. I giovani sul palco: è stimolante, sul serio. Ne farò tesoro per le prossime volte. Lo abbiamo subito condiviso con i colleghi americani e l’hanno accolta immediatamente anche loro e hanno mandato sul palco oggi a New York Steve Ballmer con Kyle, una bambina di 5 anni e mezzo. Anche lei nei nostri spot dice “I’m a PC”: non dirlo ad Albergati però! 🙂

Under 25 sul palco è una mia idea. Se lo fate, voglio i diritti. 🙂

Seriamente, Luca: a parte quelle che secondo me erano delle osservazioni non in linea con il tuo stile ( e che mi sono permesso di sottolineare per un confronto costruttivo), ci hai dato degli input forti e utili, che macineremo in previsione dei prossimi annunci di prodotto o delle prossime occasioni di incontro con te e gli altri blogger.

Sarà mia premura darvi altri spunti quando se ne presenterà l’occasione. Mi fa molto piacere che si possano instaurare dialoghi di questo tipo e che la vostra azienda, Microsoft Italia, si dimostri così disponibile al confronto pubblico e trasparente.

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Lancio di Windows7 a SMAU. Occasione persa.

Lo spettacolo che ieri ha annunciato il lancio di Windows 7 è stata una delle parentesi più deludenti degli ultimi mesi. Voglio limitare la mia analisi a quello che è successo sul palco della sala 4 del padiglione 10, perchè ovviamente la mia non è una critica alle persone o al contesto, ma un senso profondo di insoddisfazione riguardo al vero motivo per cui io, come molti altri, mi trovavo in quella sala: il lancio, appunto, di Windows 7.

Windows 7 a quel che la comunità degli utenti PC va dicendo da mesi è un prodotto che attende completamente le aspettative. Veloce, solido, robusto. Ed essendo la comunità a dirlo, io non ho alcuna ragione per dubitarne, per il momento.

Per cui evitando di affrontare il prodotto che pare ottimo e il contesto fatto di amici, di saluti e di buffet, voglio interrogarmi sul profondo senso di insoddisfazione che il lancio di ieri mi ha lasciato.

Innanzi tutto dobbiamo capire cosa significasse il lancio di W7 ancora prima che questo avvenisse. Microsoft arriva da un sistema operativo che definire un disastro è essere assai indulgenti. Windows Vista aveva completamente deluso gli utenti e sicuramente si era guadagnato un posto nella bacheca nera di Redmond insieme al vetusto Windows CE, all’orribile Windows ME e ad una serie di mattoncini inutilizzabili detti Windows Phone.

Per questa ragione il lancio di un prodotto di cui si sta già parlando bene e che ha la pretesa di farci mettere nel cassetto le pessime esperienze passate doveva essere qualcosa di veramente spettacolare e coinvolgente.

Lo show è iniziato con “Paoletta di RadioDJ” che salita sul palco ha snocciolato una serie di banalità sul suo rapporto con i computer. Recitava male e probabilmente leggeva peggio perchè pur togliendolci il dubbio di essere incapace nell’utilizzo dello strumento non brillava certo per verve o spontaneità. “Paoletta di RdioDJ” non essendo una star all’apice della carriera e non essendo comunemente riconosciuta come un personaggio dello spettacolo legato alla tecnologia non aveva alcun motivo per essere sul palco ad intervistare l’AD. Scelta sbagliata.

Secondo me si sarebbe dovuto scegliere tra due ipotesi: o fare uno show, o fare una intervista all’AD.

Nel primo caso si sarebbe dovuto prendere un personaggio davvero trascinante, qualcuno che facesse divertire la sala. Oppure si prendeva un giornalista autorevole e bravo e lo si lasciava parlare con Pietro Scott Jovane per i primi 15 minuti.

Ma torniamo a quello pseudo talk show tra Paoletta e PSJ. Hanno usato il primo quarto d’ora di palco, quello in cui l’attenzione dei presenti è al massimo, per snocciolare in maniera patetica (si patetica) le funzioni che OSX ha da 10 anni, come se la presenza di tali feature su Windows7 fossero mirabolanti novità. E il modo in cui ogni volta venivano raggiunti gli argomenti era davvero insopportabile.

Microsoft non è un’aziendina di paese in cui il proprio amministratore delegato va su una televisione locale e in italiano dialettato racconta quanto sono “leader di settore”. Microsoft è un’azienda con grandi investimenti in immagine e che ha uno dei brand più forti al mondo. Certe figure da sagra di paese non se le può permettere neanche qui in Italia, periferia dell’impero, e neanche a SMAU (e per adesso su SMAU non dico altro, ma presto parlerò anche di quello).

Andiamo al vero disastro della presentazione.

Il secondo atto della tragedia si è concretizzato con un uomo in cravatta che salito sul palco ha detto “Salve, io sono un PC”. Poi è arrivato l’inossidabile Albergati (colui che si dichiara il papà di Windows) e anche lui ha esternato la triste parodia “Salve, anche io sono un PC”. La scenetta è continuata specificando che il primo era un PC aziendale e il secondo un PC domestico.

Ora, qui c’è un problema. Già avete fatto la prima parte della presentazione con il vostro AD all’inseguimento delle caratteristiche che il vostro concorrente diretto ha da 10 anni circa, adesso riprendete un percorso pubblicitario che sempre lo stesso concorrente ha inventato ormai 5 anni fa e che inizialmente vi aveva spezzato le ossa, comunicativamente, diventando una delle campagne online che prima di tutte era riuscita a diventare virale.

E voi di Microsoft invece di trovare qualcosa di nuovo andate a riprendere quella campagna, che ormai è talmente abusata che ha stufato tutti, la riesumate e la mettete su un palco durante il lancio del vostro prodotto, che a detta di molti è il migliore che avete fatto negli ultimi 15 anni?

E tutto questo lo fate fare ad Albergati? Ora, io non ho niente contro Albergati, che personalmente mi è molto simpatico. Però voi state lanciando un prodotto, non lo state producendo in quel momento. Non dovete dimostrarci quanto siete persone di esperienza, dovete farci venire voglia di provarlo e di sentirci fighi nell’utilizzarlo. Ecco io se penso di usare di W7, adesso mi sento Albergati. E’ questo che volete? Io no.

Poi la sfiga vuole che si sia piantato il vostro browser, a causa di un contenuto rich-media di tipo pubblicitario (semiporno), sul vostro portale MSN. Questa è sfiga vera, non me la sento di approfondire questo episodio.

Poi c’è stato il momento delle domande dal pubblico. Solita storia, la gente non sa fare domande, ci mette dieci minuti a trovare il coraggio e venti ad mettere in fila le duecentoquaranta parole che non dicono niente. State lanciando un prodotto o state facendo una conferenza? A cosa servivano le domande dal pubblico? A rassicurarci sulla retrocompatibilità? Assurdo farlo in questo modo.

Il finale dello show è stato l’unica parentesi degna. PSJ ha acceso i monitor di un gruppo di PC sul tavolo componendo lo scritta “Windows 7”. Il fatto che una cosa così semplice sia stata il momento migliore della presentazione è quantomeno sintomatico.

Chiaramente criticare e basta è facilissimo e quindi voglio dare qualche consiglio spicciolo e cosa avrei fatto io al posto loro.

PSJ è giovane (non solo di nome) e rende bene in video e sul palco, è giusto che lui ci sia, è giusto che abbia uno spazio nello show. Ma a fianco deve avere qualcuno con le spalle larghe quanto lui a reggergli la scena. La regola in questi casi è che il palco trasmette il carisma del più basso. E infatti PSJ era reso opaco da “Paoletta” e non il contrario.

Poi la seconda parte deve essere eliminata in blocco. Non me ne voglia Albergati, ma io sul palco non ce lo metterei. La parte centrale deve essere under 25. Anche se vendiamo a manager, anche se la platea è over 45.

Serve gente giovane, gente che sul palco ci sa stare e che trasmette vitalità. Prendete quattro ragazzi da una scuola di teatro, dategli mille euro a testa e fate esplodere quel palco. State lanciando un prodotto, non scrivendo codice.

E soprattutto smettetela di rincorrere Apple sulla comunicazione. Trovate nuove idee, nuovi filoni, nuove storie da raccontare. Il lavoro che la nuova leva di Microsoft Italia sta facendo è davvero lodevole. Sono persone aperte e disponibili, cose che fino a 5 anni fa erano impensabili adesso si stanno realizzando.

Secondo me è tempo che Microsoft si liberi di tutti i lacci che la tengono legata al passato grigio dell’informatica degli anni 90 e la smetta di scimmiottare Apple nella comunicazione. Che qualcosa si sta muovendo noi lo sappiamo, ora dovete dimostrarlo in modo convincente.

L’azienda Microsoft ha perso lo scettro dei cattivi, ma deve impossessarsi della fiaccola dei coraggiosi se vuole mantenere il ruolo di guida per il proprio popolo di utenti.

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Quattro chiacchiere con Stephen Elop

Stephen elop meets the bloggers

Ieri sera ho partecipato ad un incontro con Stephen Elop, presidente della Microsoft Business Division, grazie all’invito di Digital PR.
Questa volta non eravamo in un’angusta cantina ma in un locale molto piacevole seppur non favorevole dal punto di vista delle luci. Sarebbe stato davvero bello riprendere l’intera serata ma questo avrebbe costretto l’ospite americano a stare un paio d’ore con un faro spot puntato in faccia. Ho preferito evitargli il supplizio.

Il diluvio romano, l’orario e il giorno della settimana non hanno favorito la partecipazione delle grandi masse e l’incontro è stato intimo e piacevole. Abbiamo avuto modo di parlare apertamente con uno dei personaggi più influenti della multinazionale di Redmond.

La situazione ristretta mi ha permesso di rivolgere una domanda precisa, che ha piacevolmente trovato risposta nel mio interlocutore.

“Da un po’ di tempo, diciamo 5 anni a questa parte, le strategie di comunicazione di Microsoft sono cambiate. Se prima l’aggressività era la normalità adesso sentiamo sempre più spesso parlare di confronto, apertura alla comunità di sviluppo, interoperabilità. Dove dobbiamo cercare le motivazioni di questo cambiamento, nelle sentenze dell’Unione Europea, nel riconoscere errori commessi in passato oppure in Microsoft è successo qualcosa che non conosciamo?”

Stephen Elop ha immediatamente ammesso che nulla di sconosciuto è accaduto in Microsoft e che il risultato di questi cambiamenti è ricercare nelle richieste che la comunità e i partner stavano chiedendo da tempo.

L’illuminazione sta investendo una delle compagnie più aggressive di sempre?

Vedremo.