Cosa significa avere un blog

garden
Image by GinDotx on DeviantArt

Avere un blog è come avere un giardino. Qualcuno se ne prenderà cura gelosamente decidendo di non aprire mai il cancello, lasciandolo ammirare solo da dietro le inferriate, altri invece lasceranno entrare tutti condividendo con loro momenti molto importanti.

Esattamente come in un piccolo fazzoletto di terra, siamo costretti a scegliere quali fiori piantare, limitatamente al tempo che possiamo dedicare alla semina, alla potatura e all’innaffiatura. Ci sarà chi riuscirà a farlo diventare la propria professione, dedicandosi al giardinaggio a tempo pieno, chi invece ritaglierà frammenti di tempo con i quali abbellire e decorare il proprio appezzamento.

Qualcuno si farà pagare per installare piccoli cartelli pubblicitari, tra i rami delle piante più belle, altri, come me, non ne sentono il bisogno e per il momento preferiscono evitare sponsor e pubblicità.

Ognuno visiterà il giardino dei propri amici per ammirare piante più belle e commenterà gli accostamenti cromatici che vanno di moda in quel momento, in modo da poter poi applicare le nuove scoperte alla propria passione.

Le piante più belle vengono seminate da molte persone ed esistono particolari operatori che si preoccupano di indicare in queli giardini è possibile ammirare determinati esemplari di nostro interesse.

E’ persino possibile legare piccoli cartellini alle piante per indicare alcune caratteristiche che ne facilitano la classificazione e la ricerca. Ad esempio possiamo dire, per un arbusto di rose selvatiche: “rosso”, “spine”, “spontaneo”, “selvatico”. Le piante si ricoprono così di nuovo valore, c’è anche chi sostiene che sia la naturale evoluzione del giardinaggio tre punto zero.

Se qualcuno semina una pianta infestante, presto tutti quanto la troveranno nelle loro aiuole. Questa pianta si chiama “meme”. Quello che sto scrivendo adesso, è un esemplare di tale arbusto e mi è stato regalato poco fa da Delymyth.

A mia volta ho deciso di spedire un seme a Feba che ritiene di perdere tempo, uno a Stefano che tiene un corso di giardinaggio e uno a Elena che crede di non avere ha aggettivi sufficienti.

Perchè uso twitter?

Partecipo al meme proposto da Diego e giunto a me da BluBlog.

Questi sono i tre motivi principali per cui uso twitter:

Mantiene in contatto

Tramite Twitter posso mantenermi in contatto con tanti amici contemporaneamente e stringere rapporti con nuove persone. E’ fatto da persone per persone e rivela i lati umani e personali di chi lo usa.
Inoltre permette di realizzare eventi di grande socializzazione come le BolognaTwitterBeer!!!

E’ veloce e semplice

Poche distrazioni durante il suo uso. Tante distrazioni per via del suo uso.
L’interfaccia web è estrememente semplice, l’update via SMS o IM è estremamente banale.
Inoltre esistono programmi come Twitterrific che lo rendono estrememente bello da usare.

Decido io chi ascoltare

Non c’è spazio per le persone antipatiche. Se qualcuno non mi piace, semplicemente non lo ascolto, togliendolo dai miei friends. Per questo motivo non c’è spam, non ci sono rompiscatole, non si ha mai voglia di staccarsi da Twitter.

FizzBuzz – Come te la cavi?

Vi dico un segreto: pare che i programmatori non sappiano programmare.

Questo è pressappoco quello che emerge da uno degli ultimi articoli apparsi su coding horrors.

Un articolo molto dibattuto che ho visto riapparire su molti dei feed che seguo quotidinamanete; per esempio su quello di DElyMith.

Successivamente alla pubblicazione di questa scottante verità, il suddetto blog è stato intasato da così tanti commenti che si è visto costretto a chiudere la sezione apposita, collezionando 190 repliche via technorati in meno di 36 ore. La cosa è stata talmente dirompente da scatenare le ire di molti che hanno voluto dimostrare il loro valore mediante frammenti di codice veramente interessanti.

Riassumendo, si sostiene che moltissimi programmatori, sedicenti esperti, se messi di fronte a problemi molto semplici, non siano in grado di trovare gli algoritmi idonei e di conseguenza non siano in grado di produrre il codice necessario allo svolgimento della soluzione.

Vediamo l’esempio principale:

Scrivere un programma che stampi i numeri da 1 a 100. Al posto dei multipli di tre stampare “Fizz” invece del numero e al posto dei multipli di cinque stampare “Buzz”. Per i numeri multipli sia di tre che di cinque stampare “FizzBuzz”.

Molti programatori sarebbero capaci di scrivere questo programma in un paio di minuti. Qui viene il bello: La maggioranza dei laureati in informatica non è capace. Inoltre molto programmatori esperti impiegano più di dieci-quindici minuti per scrivere una soluzione.

Nel mio piccolo, mi sono messo alla prova, raccogliendo la sfida e provando a realizzare il codice incriminato.
Ho chiuso tutte le finestre sul mio destop, ho aperto solo un terminale bash e con VI ho cercato di scrivere il codice incriminato in java.

Ho cronometrato la mia prova dal momento in cui ho aperto VI al momento in cui il mio programma ha stampato correttamente la soluzione al problema.

Ho impiegato esattamente 5 muniti e 9 secondi per scrivere il codice adatto.

Io ho scelto java, ma qualsiasi liguaggio è adatto al test.
Voi quanto tempo ci mettereste a risolvere il problema?

MEME: Descrivi questo blog in 10 parole.

Lo scopo di questo meme è di descrivere il blog in non più di 10 parole.

Ogni visitatore è tenuto a laciare un commento.

Lucia ha ispirato questo meme con questa descrizione:

sullo sfondo scuro scorre il dialogo un pò banale di un film americano