Critica personale alle regole di entropia sociale di Vanz

Dice Vanz in questo post:

Non è necessario un modello di business esistente. I social media sopravvivono anche senza modelli di business. Anzi le community spesso funzionano meglio, senza.

Disaccordo: dipende tuttu da quali valori si utilizzano per definire il business. Se ci limitiamo al denaro come unico indicatore di successo è vero, se invece utilizziamo altri valori come la partecipazione o l’utilità individuale allora non è vero per niente.

Decretare la morte di un ambiente nell’ambiente stesso è il modo più veloce per rendersi ridicoli.

Concordo. Purtroppo non è l’unico modo per rendersi ridicoli e forse neanche il più veloce.

Il fatto che tu non lo usi non significa che non lo usino gli altri. Il fatto che i tuoi amici non lo usino, idem. Il fatto che nessuno che conosci lo usi, uguale. Berlusconi vince le elezioni.

Concordo. Spesso si usa “se stessi” come valido campione statistico ed è il modo più sbagliato di compiere un ragionamento razionale. Il ragionalmento dovrebbe sempre utilizzare strumenti solidi e validi. Tipicamente campioni statistici molto ampi e indagini prive di errori sistematici.

“La maggior parte delle persone” non significa niente.

Disaccordo. Ha un significato valido. Ma di solito viene messo come introduzione (e giustificazione) ad una cazzata micidiale.

Il successo di uno strumento/ambiente di community non si misura in numeri. Non si misura nemmeno in tasso di adozione o in volte che è citato sui media. C’è solo un modo di misurarlo: in soddisfazione dei suoi utilizzatori e utilità per una comunità, anche piccolissima.

Disaccordo. Non credo che sia l’unica misura possibile o accettabile. I servizi sono spesso investimenti di aziende e su questa base devono essere valutati. Magari non ci piace perchè ci siamo affezionati, ma è così. Inoltre siamo sempre soddisfatti di tante cose fino a dichiararne il nostro amore pubblicamente. Poi ci chiedono 3 dollari al mese per continuare a lavorare e di colpo non ci servono più.

L’evoluzione degli ambienti/strumenti non è quasi mai darwiniana, ovvero quasi mai sopravvive solo il più forte: gli strumenti coesistono, a volte evolvono, a volte convergono. Raramente qualcosa sostituisce in toto qualcos’altro.

Concordo. Ma neanche l’evoluzione darwiniana comporta per forza la scomparsa di una caratteristica debole. Gli ambienti forti sono sempre dotati i grande biodiversità.

La convergenza, il mashup e gli incroci, nel codice informatico come in quello genetico, rendono quasi sempre l’esemplare più robusto e non più debole.

Concordo. Vedi la precedente.

Il codice lasciato libero di giocare in cortile ha molte più difese immunitarie e buona salute del codice tenuto chiuso in casa a studiare.

Concordo. Ma dipende dal cortile e da come il codice era stato scritto. Altrimenti il rischio è cheil codice si sbucci le ginocchia talmente spesso da necessitare moltissimi cerotti. E che alla fine siano tutti cerotti e niente ginocchia…

Il fatto che la stampa – in particolare quella italiana – parli molto (o per nulla) di uno strumento, fortunatamente non ha alcun effetto sulla sua diffusione.

Disaccordo. Credo che per questa regola tu abbia applicato la regola definita qualche riga fa. Hai usato te stesso come campione significativo. In verità da quando i media pompano FB tutti vanno su FB. Ma è altresì vero che non possiamo sapere cosa sia conseguenza di cosa, in effetti.

All’inizio era il sincrono (o pseudo): la convergenza sembra tornare evolutivamente verso il sincrono (o pseudo).

Boh. Non ho capito cosa intendi esattamente.

Non è possibile prevedere l’uso che faranno del tuo strumento. Né controllarlo. È chi lo usa che determina la natura e gli scopi di uno strumento, non chi lo progetta. La progettazione più dirigista e autoritaria non impedirà che il tuo strumento venga usato per tutt’altro.

Disaccordo. Dipende dal servizio e da chi lo progetta. Sicuramente è possibile che qualcuno possa inventare modi creativi di utilizzare uno strumento per scopi non previsti ma molto spesso questi scopi creativi non saranno utili ad una massa sufficientemente critica di persone per diffondere il nuovo utilizzo. Diciamo che risulta molto intelligente lasciare alcuni aspetti dei propri servizi sufficientemente liberi per essere utilizzati a piacere. In questo modo si può incoraggiare una diffusione maggiore perchè la creatività degli utilizzatori potrebbe giocare a vantaggio di chi progetta.

A volte è possibile determinare – con testi, feature, contenuti, attività di animazione – l’uso (più correttamente, il tono) di un ambiente, ma solo in parte, e non funziona sempre.

Concordo. Credo che si possa fare molto più spesso di quanto si pensi.

Gli strumenti si consumano con l’uso. Più caratterizzato e specializzato è uno strumento di cazzeggio, prima la gente se ne stanca.

Disaccordo. Non credo che la curva di maturazione sia direttamente collegata alla specializzazione.

Too many features is like no features.

Concordo.

Lo strumento del futuro non esiste.

Disaccordo. Esiste e si chiama givupper.

Le regole non sono mai finite o definite: un post come questo è e sarà per sempre in costruzione.

Disaccordo. Secondo me ti sei dimenticato di dire che la principale regola per il successo di un servizio web è