Ames test – Carcinogens and Natural foods

“If you eat natural foods do it because you like the flavor, don’t do it because you think you’re avoiding carcinogens, if anything it’s just the opposite.”

Very interesting point about organic food and mutations by Professor Richard A. Muller of Berkeley. Enjoy!

My first day of street photography in Singapore

Singapore

I landed yesterday in Singapore to visit my friends Lisa and Simone. I’ll be here for a week and beside my job I will spend a lot of time taking pictures in the street. Today was my first day and I went to Chinatown. In a few hours I found out three things about this awesome city:

Different perception of personal distance

Singapore
Studying martial arts I learned that every person feels a personal bubble around himself. When someone enters that bubble we feel awkward and we raise up our psychological defenses. The more dense the city, the smaller the bubble. For this reason getting really close to people, while taking pictures in the street, is very easy in Singapore.

Different relationship with food

Singapore
In chinatown the food is everywhere and saying hello to your live crab before his final trip to the kitchen is very common.

People are really open

Singapore
As soon as I raised up my camera to take pictures of his booth, this man started to dance for me and wanted to pose with his roasted duck. I’m so excited about the amazing adventures I’m going to have during the next days in here.

Full set of pictures on Flickr. Enjoy and stay tuned!

Polpette in Agrodolce

Polpette in Agrodolce

So che non è usuale che io scriva di cibo e ricette su questo blog, ma dato che ieri sera ho cucinato un piatto fuori dal mio solito schema risotto-frittata-pastasciutta, allora meglio immortalarlo anche qui:

Polpette in Agrodolce

Ingredienti

  • 300g di manzo tritato
  • 300g di vitello tritato (qualcuno mi dica la differenza, per me era uguale al manzo)
  • 150g circa di mollica di pane ammollata nel latte (ci ho messo il pane in cassetta, mica vendono la mollica da sola, o si?)
  • 100g di formaggio grattugiato
  • 2 uova
  • prezzemolo tritato finemente
  • 1 bicchiere di aceto robusto (poi ho capito che è l’aceto robusto e non il bicchiere)
  • 120g di zucchero
  • olio, sale, pepe

Preparazione

Lavarsi le mani e mettersi il cappello. Il cappello serve per essere più cool mentre cucinate.
si butta quasi tutto dento una ciotola, così come viene e si impasta con le mani. Pensavo mi facesse schifo impastare la carne, invece no quindi è venuto abbastanza bene. Per “quasi tutto” intendo tutto tranne l’olio, lo zucchero e l’aceto che servono dopo e se li mettere adesso fa schifo.
Poi una volta impastata tutta sta roba fate delle pallette (su dai sono polpette, ci arrivo anche io come si fanno le pallette-polpette).
Poi scaldate l’olio e friggetele (questo è facile a parte le ustioni e gli schizzi d’olio e la puzza di fritto che resta fino a pasqua).
Una volta che le polpette sono fritte, si fa il caramello. Per fare il caramello si mette lo zucchero in un tegamino, si aggiunge un pochino d’acqua (poca o ci mettete due ore) e si fa scaldare e ribollire fino a quando lo zucchero diventa caramello. Poi si aggiunge l’aceto (un bel bicchierone o le polpette sembrano glassate).
Poi una alla volta si passano le polpette nella salsa agrodolce e si impiattano.

Difficoltà della ricetta: 2/5

Se sono stato capace io, qualsiasi primate con il pollice opponibile è in grado di farle.

La ricetta originale l’ho presa sul “Cucchiaio d’argento” nell’App Store del mio iPhone

Everithing is paninable

sandwich

Una delle cose che ho imparato in Sicilia nei giorni passati è che “everithing is paninable”.
Dal semplice prosciutto alla carne di cavallo, dalle melanzane alle sarde alla beccafico, tutto è paninabile.
Addirittura il pane è persino superfluo, dato che l’altra sera mi è stato proposto (e chiaramente non mi sono certo rifiutato di divorare) un “tramezzino”. All’inizio non riuscivo a capire per quale motivo mi venisse offerto un sandwich nel mezzo di una cena a base di carne ai ferri. Poi mi è stato spiegato che si sarebbe trattato di due polpette di manzo con in mezzo prosciutto cotto e mozzarella.

E per quanto mi riguarda, “everything that is paninable, is mangiable”.

Picture by Tazzmaniac on DeviantArt

L’altra notte

crepe
Picture by faceless-n-confused on DeviantArt

L’altra notte, Livia, Simone, Alessio ed io, rientrando da una festa parigina ci siamo fermati sotto l’hotel dove alloggiava Simone per mangiare una crèpe. L’esercizio pareva abbandonato a se stesso quando tutto d’un tratto uno dei barboni che bivaccava per strada si è rivelato essere l’addetto alla fabbricazione e vendita delle suddette specialità francesi.

Abbiamo quindi iniziato a fare battute in italiano riguardo lo stato di pulizia dell’appena descritto operatore crepistico e nutellististico e di come avesse spento la sigaretta nel tacco della scarpa per poi usare la stessa mano per chiudere la crepe.

Risate a crepapelle per noi italiani soprattutto per esorcizzare il voltastomaco di quella situazione.

Fatto sta che alla fine di tutto ci ha dato il resto ringraziando in italliano. Le crepe erano buonissime. L’antitetanica l’ho fatta, la figura da stronzo anche.