Facebook ADS and Analytics to leverage your music business: The Sartonialist with Paul Bonahora

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Music industry faced big changes in the last decade. But more changes are coming and my friend Paul Bonahora, a musician with high skills in Internet Marketing, explains us how to leverage Facebook to grow your community and improve your music business. Enjoy!

Intervista a Clara Shih, autrice di “The Facebook Era”

Questa mattina ho intervistato Clara Shih, autrice di “The Facebook Era” per il blog di 123people. Il suo keynote era molto interessante ma purtroppo fermo al 2007, cioè a quando è uscito il suo libro. Dato che Clara Shih ha in programma un aggiornamento che uscirà il prossimo agosto, sono impaziente di leggerlo colmare il gap tra il mondo attuale e quello dipinto tre anni fa nel suo libro (e nel suo keynote di oggi).

In chiusura dell’intervista ho chiesto brevemente il suo parere riguardo la scelta di Ducati di chiudere il DesmoBlog. Ovviamente la risposta ve la lascio scoprire da soli. Buona Visione.

mettere ordine

Da 977 a 786 amici su facebook in un paio d’ore. Less is more 🙂

Se per caso ti ho eliminato dagli amici, offendimi pure nei commenti qui sotto

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XING Partner Ecosystem mi piace

Ieri sera ho avuto modo di partecipare al lancio di XING Partner Ecosystem, l’apertura della piattaforma di sviluppo del Business Social Network teutonico che da qualche mese è sbarcato in Italia.

La sostanza è estremamente semplice, attraverso la piattaforma OpenSocial di Google viene messa a disposizione la massa di utenti XING agli sviluppatori che realizzano applicazioni utili. Si parla di situazione di win-win-win, in quanto gli utenti potranno beneficiare di nuove applicazioni utili integrate a XING, il social network aumenterà il suo valore e le sue funzioni, gli sviluppatori avranno accesso ad un bacino di utenza orientata al business. Ovviamente la selezioni delle applicazioni rimane sotto il controllo della direzione del social network.

Questa scelta di controllo potrà far storcere il naso a qualcuno ma tutto sommato stiamo parlando di un social network che ha un obiettivo e un segmento di utenza ben definito: l’ambito lavorativo. Questo controllo di qualità l’azione di marketing da parte degli utenti avanzati, mantenendo la piattaforma libera dallo spam pubblicitario e garantisce il livello qualitativo delle interazioni all’interno del social network.

Tra le applicazioni già disponibili nella directory io sto già utilizzando TwitterBuzz, un motore di ricerca realtime su twitter, Dopplr, il popolarissimo social network di triptracking, Doodle, il mio sistema di organizzazione appuntamenti preferito.

Credo che unire l’apertura della piattaforma, similarmente a come ha fatto Facebook a giugno 2007, mantenendo un controllo sulla qualità (cosa non fatta da FB e che ha generato spam, spam e ancora spam), sia una scelta vincente da parte della società tedesca.

Se ancora non avete provato XING, questo è il mio link di invito. Buon networking!

Tavola rotonda rettangolare

Questa sera ho preso parte ad una tavola rotonda (rettangolare) il cui tema era “Tutti su Facebook”, all’interno dello spazio dibattiti della festa cittadina del PD di Ravenna. Come giustamente Matteo fa notare, cos’abbia da festeggiare il PD non si sa, tant’è che prende gente come me allo spazio dibattito.

Oltre al sottoscritto Luca SartoRi, c’erano “il guru dei social network” Giovanni Boccia Artieri e la blogger Elena Zannoni.

Tantissima la gente presente e persino una diretta web in streaming disponibile anche on-demand: video1, video2, video3.

Domandona finale di una vittima un signore del pubblico: “si sono contento che i giovani usano questi strumenti, perchè sono utili, che se io telefono a mia zia in inghilterra per sapere come sta, mi dice che sta bene e io sono contento. Adesso con questi strumenti posso anche vederla che se c’ha un braccio ingessato e mi dice che sta bene, lo so che dice una bugia. Allora noi della mia generazione, confronto con i giovani, troviamo delle difficoltà nell’utilizzo, ma possiamo anche dire che se chiamo mia zia in australia per esempio è una cosa buona. Allora io dico che insomma alla gente però il mezzo ci piace e va bene, ma vuole anche guardarsi di persona e dire della pataccate per ridere che va ancora meglio. Grazie”.

Dato che il nostro umarell aveva perfettamente centrato il punto abbiamo annuito e dopo l’applauso di rito abbiamo spento la luce del tendone e ce ne siamo andati.

Una cosa però è da dire: la piadeeeeeina era buona e anche la salciccia e la pancetta della grigliata. OI CIO!

Pulizie di pasqua

Come regolarmente mi impongo, ho rimosso tutti gli amici di Facebook dei quali non sapevo dire dove o come li avessi conosciuti. Sono passato da 798 a 589.

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Presenza o persistenza?

Alcuni amici hanno diversi account su Skype, MSN, Gtalk. Allo stesso modo hanno diversi telefoni cellulari ed altrettanti numeri di telefono. Mi dicono che differenziare gli account e i numeri serve loro per impedire agli scocciatori di raggiungerli durante le ferie o fuori orario.

Io ho sempre preferito convergere tutta la mia presenza su un unico account per ogni servizio, e se fosse possibile condenserei tutti i servizi in uno solo. Vedo la presenza sui vari servizi come la rappresentazione di me, un po’ come il profilo di Facebook e non riesco a differenziare la mia persistenza a seconda dell’ora del giorno o del giorno della settimana.

Riesco solo a decidere se sono connesso al mondo, e allora accendo il telefono e mi collego a qualunque cosa riesca a collegarmi, oppure non ci sono e spengo tutto. Se non ho voglia di parlare con qualcuno non ci parlo, declinando gentilmente per mancanza di tempo, o semplicemente non rispondendo.

Stessa cosa per l’email. La ridondanza di account la uso solo per sopperire all’incertezza di funzionamento. Se non mi arriva qualcosa sulla mail principale la faccio rispedire su una delle secondarie. Ma non divido l’email di lavoro da quella personale. Per me tutto è personale, anche il lavoro.

Sarebbe bello se qualcuno volesse condividere con me la sua opinione nei commenti. Grazie in anticipo a chi vorrà farlo.

buon noncompleanno a me!

mad hatter

E’ cosa buona e giusta, ricevere gli auguri per il proprio compleanno, più che per ogni altra ricorrenza. Se sotto Natale o Pasqua è piacevole fare gli auguri ed è altrettanto bello riceverli, in occasione del proprio giorno di nascita il livello di gioia sale di molto.

Principalmente perché non è una festa mainstream, ma è esclusiva e personale. Solo 100 persone su 36525 compiono gli anni proprio lo stesso giorno e quindi la probabilità di essere l’unico del proprio ristretto network sociale è abbastanza alta. Pertanto gli auguri saranno esclusivi e personali, oltre che unidirezionali.

Per questo motivo è bello scoprire quali persone si ricordano del tuo compleanno. Nei tempi passati si riceveva una telefonata o un biglietto ma adesso le email e gli sms vanno per la maggiore. Fino ad una decina di anni fa, con il fatto che la gente non usava ical o google calendar, ricevere una telefonata era la prova indiscutibile che qualcuno si era ricordato del tuo compleanno.

Poi sono arrivati i calendari sui telefonini della Nokia, che non nascondo di essere stato uno dei pionieri utilizzatori per scopi compleannici. Ma almeno dovevi sbatterti per inserire le ricorrenze esatte dei tuoi amici e in un qualche modo avevi speso tempo per colui che andavi a messaggiare allo scoccare della mezzanotte.

Adesso però ci sono facebook, skype, myspace e tutti gli altri servizi che automatizzano tutto il processo. Il risultato è che non è necessario ricordarsi nulla. A dire il vero non è necessario neanche essere amici perché le notifiche vengono inviate automaticamente.

Pertanto il giorno del tuo compleanno tutti si ricordano di te e lo fanno sapere per sms, email, messaggi su facebook ecc. Ma tu lo sai che il 90% di quei messaggi è automatico. E quindi come fai a sapere chi pensa a te veramente, chi delega alla tecnologia l’azione di reminder e chi addiritura automatizza tutto il processo?

Inoltre, come fai, quando sei dall’altra parte, a differenziarti dalla massa di auguri che il povero festeggiato si trova a ricevere il giorno del suo compleanno? Inviare il messaggio a mezzanotte non è più fighissimo come lo era 10 anni fa, proprio per i motivi di cui sopra: lo fanno tutti.

Vi propongo un modo figo che ho sintetizzato in questi giorni. Si fanno gli auguri in anticipo di un paio di giorni, sbagliando data di proposito. Fingendo platealmente di essere convinti di essere nel giusto, naturalmente. In questo modo il compiente gli anni vi spiegherà che vi siete sbagliati e che siete in anticipo ma voi potrete sempre dire che vi ricordavate il periodo ma non il giorno, oppure che eravate realmente convinti che il suo compleanno era proprio quel giorno lì. La sua gioia sarà comunque autenticamente sollecitata.

In questo modo nessuno potrà mai sospettare che avete usato il reminder di facebook, perchè quello mica si sbaglia! E tutta la vostra fatica si concentra sull’anticipare le impostazione di reminder dei vostri calendari preferiti.

Tutto questo per dire che domani compio 28 anni, tanti auguri a me (con un giorno di anticipo), e che alcuni amici mi hanno già fatto gli auguri inscenando la pantomima che ho appena descritto. I casi sono due, o la mia idea non è innovativa, oppure da qualche parte ho sbagliato ad inserire in mio compleanno in uno dei miei millemila account duepuntozero.

Follow the white rabbit

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Appuntamento alle ore venti vicino ad Alexander Platz. Nessuna informazione ulteriore.
Se Vincent non avesse mandato Phil a prenderci sulla strada non avremmo mai trovato quel portone anonimo.
Un party semiclandestino in uno dei palazzi appartenuti alla DDR e che successivamente al crollo del muro si era trsformato in un club per eventi esclusivi.
Appena superato il portone, l’architettura era inconfondibile ma se mi soffermassi in descrizioni architettoniche, farei davvero una pessima figura visto che non so la differenza tra un attico e una cantina. Per rendere l’idea, il luogo sembrava l’edificio in cui Neo incontra Morpheus e ha un dejavù sotto forma di gatto.
Entrati nell’appartamento completamente ricoperto di legno e cimeli antichi, ci siamo resi conto che non era un party a cui avrebbero partecipato i mille iscritti all’expo. Nessun italiano in vista, tranne due che hanno guadagnato l’uscita dopo pochi istanti.

Il vino rosso offerto dalla servitù impeccabile ha reso l’ambiente più caldo ed entro pochi minuti eravamo perfettamente ambientati. Il contrasto tra le due stanze principali che componevano l’appartamento era notevole. Nella prima stanza, la più grande, si stava svolgendo la cena e alcuni videoproiettori illuminavano l’ambiente con tecnologie talmente fuori posto che avevano quasi un senso.

La seconda stanza era invece una smoking room arredata con poltrone di pelle antica. Non ricordo molto altro a distanza di dodici ore, ma sono sicuro che Vincent stesse intervistando Tim O’Reilly per Intruders.TV UK.

Il party organizzato da Netvibes, serviva per lanciare Plazes.com, probabilmente l’unica vera grande novità di questo expo. Sto provando Plazes.com e ho come l’impressione che sarà la nuova rivoluzione dopo facebook.

London strikes again

london
Picture by complejo on DeviantArt

Oggi si parte per Londra, in vista del Facebook Debate che si svolge mercoledi pomeriggio. Rientro previsto per giovedi sera.
Come al solito passerò tre giorni tra Camden Town, Tate Modern e Sushi bar. Questa volta voglio andare a visitare anche i Kew Garden.
Devo comprare una decina di Cubi di Rubik, che a Londra costano poco ma si rompono velocemente. Come al solito passerò le ore dentro al CyberDog.