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Dichiarazioni dei redditi – Un link interessante

Questo è il punto di vista di Nicola Mattina sulla vicenda delle dichiarazioni dei redditi online, pubblicato su Nova. Inutile ripetere quanto sia d’accordo con lui.

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Codachè?

Il Codacons chiede alla Stato italiano (cioè anche a me) 520 Euro per ogni contribuente (cioè anche io), a nome di tutti (cioè anche a nome mio).

Io non sono d’accordo, ma sono disposto a velocizzare questa operazione. Ho già spostato 50 Euro dalla mia tasca destra a quella sinistra.

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Fenomenologia da voyeurismo italico, becero e orribile

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Picture by eudoxe2000 on DeviantArt

Quando ho scritto che ritenevo giusto pubblicare le dichiarazioni dei redditi degli italiani agivo, come spesso mi succede, limitando alla mia stretta cerchia di amicizie, il pensiero e la considerazione dell’intelligenza umana. Non avevo preso in considerazione molte altre testoline che abitano il nostro paese e frequentano la rete con le quali, per snobbismo, ho poco a che fare.

Invece questi elementi esistono e fin troppo spesso non li ho presi in considerazione, mantenendo bassi i numeri dei miei affari mediatici, cercando sempre la dimensione ragionata delle mie opinioni e molto spesso facendo scelte di principio più che di numero.

Come precedentemente dichiarato, un’occasione ghiotta per dimostrare questa mia superficialità di analisi della corteccia italica è la questione delle dichiarazioni online. Qualche giorno fa l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili tutte le dichiarazioni dei redditi dei passati anni e un fiume di utenti si è riversato su questi succosi moduli intasando i server che li ospitavano.

Giunta l’intimazione istituzionale di sospendere il servizio i suddetti dati sono stati resi disponibili da solerti paladini della trasparenza e messi sui circuiti P2P rendendoli, di fatto, eternamente pubblici. E qui viene il bello! Alessandro Longo ci ha scritto un post molto interessante in cui semplicemente rende nota questa condizione.

In questo preciso momento, il post di Alessandro, ha raggiunto 329 (trecentoventinove!!!) commenti. Ma è il loro contenuto ad aver scatenato la mia incredulità:

Si comincia con qualche commento pertinente e di ragionamento. Poi il putiferio: gente che chiede espressamente i file della propria città. Poi quelli del proprio paesello. Poi qualcuno chiede perché emule non funziona sul suo computer. Partono gli insulti. Sei un imbecille che non sai usare neanche emule. Poi inizia il supporto tecnico per far funzionare emule. Che su mac si chiama Amule. Poi i meno avvezzi indicano la propria email personale e l’invito, in MAIUSCOLO, ad inviare loro i file che stanno cercando. Le indicazioni “urgente” si fanno sempre più impellenti. Qualcuno cerca Agrigento disperatamente.

Fateci un giro, dopo questa esperienza il blog di Beppe Grillo vi sembrerà un circolo di intellettuali.

Fatti coraggio Alessandro, ne usciremo. Non so come, ma ne usciremo…

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Dichiarazioni dei redditi – Bloccato tutto

Non faccio in tempo a scriverci un post, che bloccano tutto.
A parte i server che sono scoppiati in poche ore a causa del sovraccarico, pare che tutto sia stato bloccato perché la trasparenza fa davvero paura.
Beppe Grillo ha superato se stesso mostrandosi finalmente per quello che è: un patetico ipocrita. Secondo lui e pochi altri cialtroni pubblicare le dichiarazioni dei redditi favorirebbe la criminalità organizzata nella scelta delle vittime di ricatti, pizzi e sequestri.
Vecchissimo argomento che cede al peso della sua schifosa ipocrisia. Chi commette crimini, ed in questo caso di tipo organizzato, ha tutte le informazioni che necessita anche senza andare a visionare il sito dell’agenzia delle entrate. I cattivi sanno sempre tutto, la sicurezza informatica e il full disclosure insegnano.

Vi invito ad ascoltare le opinioni di un uomo degno di stima, ex presidente dell’autority garante della privacy, Stefano Rodotà, che per l’ennesima volta illumina con saggezza le paradossali oscurità della nostra triste democrazia.

Qui l’intervista a Stefano Rodotà.

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Loren Feldman la dice giusta

[update] Si rende necessaria una contestualizzazione di questo filmato per poter capire il motivo per cui l’ho pubblicato. Loren Feldman ha un videoblog monto interessante che si chiama 1938 media nel quale pubblica la sua opinione riguardo ai fatti della rete. Il tutto secondo una sua personale chiave di lettura, molto caratterizzata. Caratterizzata al punto da chiamare “schifo” lo schifo e “figata” una figata. Cosa che nella nostra blogosfera non avviene per una classica impostazione di opinione che ci contraddistingue. Loren è stato recentemente recensito da un certo Tom che lo ha criticato perchè lo ritiene non professionale a causa di alcune scelte stilistiche e in questo video, Feldman, si prende la briga di dare una lezioncina di stile al suo detrattore. L’ho pubblicato perchè sono d’accordo con molte delle sue tesi riguardanti la rete.

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Finalmente liberi

Vorrei complimentarmi con PaulTheWineGuy e con Napolux perchè il merito a qualcuno bisogna pur darlo. Se davvero sono loro i responsabili della chiusura temporanea di BlogBabel io mi tolgo il cappello e mi inchino riverente.

L’idea che non ci sia una lista numerata a fianco ai nomi dei blogger, anche se solo per qualche ora, mi riempie di gioia e di buon umore. Il fatto poi che come capri espiatori siano stati scelti due personaggi brillanti rende la cosa ancora più bella.

Cosa dire in merito alla polemica tra Tumblr e Blog, proprio a proposito di BlogBabel, se non quello che qualcuno più svizzero di me ha già detto questo pomeriggio? Testuali parole: “della polemica su BlogBabel ce ne sciacquiamo le palle”. E io sottoscrivo appieno.

Blogbabel è (stata) una di quelle cose che ha sempre e solo fatto discutere sul niente. Da noi si dice “ogni volta che vede una merda ci mette il piede dentro” per indicare che qualsiasi passo sia stato fatto, sembrava fatto apposta per essere il passo sbagliato.

Ma non credo veramente che le intenzioni fossero cattive. Semplicemente si è voluto implementare un sistema di classifica su qualcosa che molti di noi vedono come inclassificabile: la propria vita. Forse qualcuno obietterà che anche Google classifica i nostri blog, che lo fa anche Yahoo e soprattutto Technorati. Io però obietto con un semplice argomento: ma vogliamo mettere Google, Yahoo e Technorati a confronto con Blogbabel? No dico, vogliamo farlo veramente?

Allora mettiamo anche a confronto le strategie di interazione con la comunità che queste aziende hanno avuto nel tempo e quello che di buono hanno portato. Google ha portato la gente a cercare e a trovare i propri interessi, Technorati ha dato la popolarità ai contenuti degli utenti, blogbabel a parte farci fare i fighi con le caramelle Valda, con le varie aziendine di PR che se non sei nei primi 100 non sanno neanche che esisti, con i vari aperitivi, che ha fatto?

Intendo chiaramente cosa di buono ha portato alla comunità, non tanto alle persone coinvolte. Ho molta stima di tutti loro, ma proprio perchè li rispetto esprimo la mia opinione senza remore a dire che la scelta più saggia degli ultimi mesi è stato proprio chiudere baracca per qualche tempo, sperando che questo serva a loro per meditare sul da farsi, pensare a come portare qualcosa di buono alla rete piuttosto che a meditare nuovi insulti per chi non si allinea al loro modo di pensare.

Il mio consiglio è quello di non mischiare più le mele con le pere, i carciofi con le palline da ping pong e la vita della gente con le aziende di publishing, poi che facciano quello che vogliono e mi auguro che abbiano tutta la fortuna possibile. Perchè quando qualcuno fa qualcosa di buono e ci mette anche solo la metà dell’impegno che i ragazzi di BB ci hanno messo negli ultimi mesi, beh, è giusto che le cose vadano per il meglio. Così come quando si sbaglia qualcosa è giusto riconoscerlo, risolvere il problema e ripartire verso nuove avventure.

Blogbabel come la abbiamo conosciuta è morta, speriamo. Siamo in attesa della nuova versione, che non sarò certo io a numerare perchè spero che non ci siano più numeri a fianco alla vita della gente.

[Update]: vengo a sapere di QUESTO. Rinnovo i complimenti a Paul. Colui che ha insegnato alla blogosfera una lezione di stile togliendo dei contenuti trattati male sotto il profilo giuridico, facendo tremare alcuni meccanismi della rete, tira fuori un argomento molto interessante. Il diritto d’autore, questo sconosciuto. Per tutti coloro che lo stanno additando come il male puro: il problema non è Paul quando segnala una violazione alle licenze di utilizzo. Il problema è l’uso fallace che ne state facendo voi. Paul non si è inventato la regola, vi ha solo chiesto di rispettarla.

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Boicottare le olimpiadi

Qualcuno dice che boicottare le olimpiadi cinesi non sia un gesto sufficientemente ecclatante. Sostiene invece che se gli atleti portassero delle spillette con scritto “Tibet Libero” durante le cerimonie, allora si che sarebbe un gesto importante.

Io propongo anche di fare le moocard e le moostickers. Sono sicuro che i burocrati cinesi si mangeranno il cappello di fronte a tanto stile.

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Un oscuro presagio

sauron
Picture by GuardianOfShigeru on DeviantArt

C’è una sensazione strana nell’aria. Qualcosa che non riesci a capire, ma è forte e presente. Ti senti braccato, hai il suo fiato sul collo. Sei cosciente che tra poco toccherà anche a te.

I tuoi amici sono già caduti uno a uno ed è solo una questione di tempo. E’ inevitabile ormai. All’inizio nessuno diceva niente, ma poi le voci si sono diffuse. Prima suffusamente, poi a sussurri sempre più intensi. Adesso quasi se ne parla apertamente.

Gli altri ti chiedono se è già successo anche a te e tu non capisci di cosa stiano parlando. Poi qualcuno ammette di esserci stato ma nessuno dirà mai di esserci dentro fino al collo.

Ad un certo punto qualcuno fa la spia e rivela a tutti cosa sta succedendo. Il perchè di quelle telefonate di sabato pomeriggio. Il motivo per cui un vecchio amico che non senti da mesi è stranamente interessato alla tua vita. Il perchè vuole offrirti un caffè.

E’ il multilevel marketing. E tu verrai invitato a bere il caffè più lungo della tua vita.

Ho saputo che un mio amico sta cercando di vendere conti in banca a tutto il circondario, voglio proprio vedere cosa si inventerà con me che di queste cose già scrivevo mesi fa’. Stay tuned…

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Rifiutare duepuntozero

Pare che Yahoo non abbia accettato l’offerta di Microsoft.

Secondo voci autorevoli, pare che neanche l’aver invitato Jerry Yang ad un aperitivo in un locale fighetto, avergli offerto delle tartine e avergli regalato una copia di Windows Vista Utimate Edition sia servito ad ammorbidire le sue aspettative.

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Non ci sono dubbi, questo è l’anno del mobail

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Picture by dazzclub on DeviantArt

Ieri sera stavo ritirando la mia giacca al guardaroba de “Le Web 3” quando un tizio a fianco a me si è interessato alla mia maglietta di Intruders.TV. Per cui abbiamo iniziato a parlare e gli ho raccontato un po’ quello che facciamo: le interviste, l’imprenditoria, eccetera.
Ad un certo punto gli ho chiesto di cosa si occupasse e lui mi ha detto che era il CEO di una startup. Sai che novità… Il nome della sua azienda per quanto fosse tipo “wawamuma”, “gugaguga”, “momabunga”, “Zipm”, “Zaff” o qualcosa di simile, non mi faceva sovvenire alcunchè e io ne ho approfittato per fare un piccolo esperimento verbale.

Ho annuito con la testa e ho chiesto se la sua azienda si occupasse di sharingqualchecosa, bookmarkingqualchecosa, socialqualchecosa. Ovviamente il tizio era felicissimo che io sapessi perfettamente che la sua azienda facesse proprio quelle tre cose lì e guardacaso, per mia grandissima fortuna, la sua era l’unica azienda che lo facesse in modo nuovo, innovativo e da un punto di vista mai provato prima.

Ad un certo punto mi ha detto che la piattaforma (qui sono tutte piattaforme! neanche una cazzo di riga di schifoso codice scriptato, qui si fanno solo piattaforme) serve per integrare servizi condivisi e sociali anche su dispositivi MOBAIL.

A questo punto io hli ho detto “HEI, MA QUESTO E’ L’ANNO DEL MOBAIL!” e lui era tutto contento!

Allora ho aggiunto: “è dal 1985 che è l’anno del mobail, prima o poi non lo sarà più, datevi una mossa a finire la piattaforma” e me se sono andato, mentre in tizio si era fatto scuro in volto e ritirava la propria giacca.