L’altra notte

crepe
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L’altra notte, Livia, Simone, Alessio ed io, rientrando da una festa parigina ci siamo fermati sotto l’hotel dove alloggiava Simone per mangiare una crèpe. L’esercizio pareva abbandonato a se stesso quando tutto d’un tratto uno dei barboni che bivaccava per strada si è rivelato essere l’addetto alla fabbricazione e vendita delle suddette specialità francesi.

Abbiamo quindi iniziato a fare battute in italiano riguardo lo stato di pulizia dell’appena descritto operatore crepistico e nutellististico e di come avesse spento la sigaretta nel tacco della scarpa per poi usare la stessa mano per chiudere la crepe.

Risate a crepapelle per noi italiani soprattutto per esorcizzare il voltastomaco di quella situazione.

Fatto sta che alla fine di tutto ci ha dato il resto ringraziando in italliano. Le crepe erano buonissime. L’antitetanica l’ho fatta, la figura da stronzo anche.