Femcamp come ve lo racconta un informatico

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Speranze disattese e certezze confermate

Mi aspettavo che le mie colleghe, che vivono la rete, andassero dalle cyber suffragette a dire loro che certe visioni della rete fan ridere i polli (anche quelli arrosto) e che mettersi a fare certe critiche ad Andrea Beggi è veramente fuori luogo. Certo non fuori luogo quanto tenerci più di un’ora a sentire un monologo delirante sulle occorrenze di google per giustificare lo squilibrio sessuale su internet, come al citizencamp, ma quasi quasi ci andavamo vicino.
Sono rimasto deluso da tutte quelle colleghe che non si sentono rappresentate da certi movimenti cyberfem e che non hanno dichiarato a chiare lettere il loro dissenso in merito.

Socialità VS impegno

La certezza che la parte sociale del FemCamp sarebbe stata molto più interessante delle presentazioni ce l’avevo, semplicemente perchè io sono un tecnico e se non mi si portano questioni bleeding edge non mi diverto a guardare uno schermo videoproiettato.

Per questo motivo quasi nessuna delle presentazioni ha attirato la mia attenzione al punto da sottrami al cortiletto ricco di vita e di divertimenti. Ovviamente elena e feba sono state meravigliose e stanno riscuotendo il meritato successo.

Tema o non tema

Qualcuno mi ha fatto notare come un barcamp senza un tema sia qualcosa di sostanzialmente inutile. Ci ho pensato su e continuo a non essere d’accordo. Secondo me un barcamp è un momento di interscambio libero. Se ti va bene è così, se non ti va bene, nessuno ti obbliga a partecipare, tantomeno a restare una volta che ti ci trovi dentro. Se non ti piace qualcosa c’è tutta la libertà di prendere la parola e fare presente la questione. Se te ne resti in disparte a ruminare giudizi, hai semplicemente perso una occasione.

Quando avevo qualcosa da dire o domande da porre, il barcamp mi ha dato la possibilità di farlo. Quando non ho detto niente, è perchè non avevo niente da dire. Questo ha un effetto simmetrico. Quando nessuno dice niente, si prende per buono che non avesse niente da dire…

La questione della discriminazione

Non credo che le discriminazioni si risolvano con altre discriminazioni. Per questo il cyberfemminismo è una cagata pazzesca.
Credo che ogni individuo sia diverso dal suo prossimo e quindi l’ipotesi dell’uguaglianza universale sia una fandonia.
La differenziazione di genere è inevitabile e naturale. L’uguaglianza sociale (sacrosanta e inviolabile) non può essere confusa con l’uguaglianza reale, assolutamente irrealizzabile.
Per una volta che esiste un medium neutro che collega i cervelli, liberi dalle identità biologiche, arrivano certi elementi e continuano a farne una questione sessuale. Secondo me prima o poi si sveglieranno dal loro torpore intellettuale e si accorgeranno di non avere più nessuno intorno ad ascoltare.

[MoB] – Making of Barcamp

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Mettendo un biglia su una superficie inclinata, questa inizierà a rotolare verso il basso, aumentando la propria velocità in modo crescente. Dopo poco, la velocità della sferà sarà inarrestabile e quello che era cominciato per gioco diventerà qualcosa di molto più serio.

Ci sono solo due casi in cui la pallina si fermerà: una salita molto ripida, in grado di sottrarre enrgia cinetica per convertirla in noiosissima energia potenziale, oppure un ostacolo contro il quale la povera massa rotolante andrà a sbattere regalando la sua preziosa quantità di moto ad un urto del quale non si conoscono le conseguenze a priori.

La biglia in questione, ignara del suo destino è stata appoggiata il 24 febbraio 2007 in quel di Ancona. Ha continuato a rotolare verso Casalecchio, Roma, Genova e Mestre.

Avendo raggiunto una velocità considerevole ed essendosi trovata affiancata da altre biglie velocissime, aveva ormai raggiunto una condizione di moto assai preoccupante. Non avendo incontrato salite troppo irte, le nostre sfere hanno prodotto un urto violentissimo nelle nostre teste e hanno dato origine a un’idea precisa: RomagnaCamp!

La romagna è sempre stata terra di divertimento, convivialità e mare. Quale miglior occasione per mescolare il divertimento di un barcamp, la convivialità di un weekend di vacanza e la suggestione che solo il mare riesce a regalare?

Elena ed io, ci stiamo lavorando da una decina di giorni; adesso che molti nodi sono stati sciolti, possiamo iniziare a fare outing. Il RomagnaCamp si farà senza ombra di dubbio. Se la metà dell’entusiasmo che ci stiamo mettendo per organizzarlo verrà trasmessa ai partecipanti, allora sarà davvero qualcosa di straordinario.

Per maggiori informazioni riguardo a luoghi, tempi e modi, andate a leggere la pagina ufficiale del RomagnaCamp. Per tutte gli accadimenti da qui al suo compimento, troverete tutto aggregato con il tag MoB (Making of Barcamp) qui e da Elena.

P.S. Il logo e la grafica del RomagnaCamp sono stati realizzati da Bus3. Si esatto, lo stesso Bus3 che ha sempre fatto il polemico nei confronti dei barcamp. Lo abbiamo coinvolto nell’organizzazione e sono sicuro che si divertirà moltissimo. Questo è il potere del WEB 2.0, la partecipazione.

Qualche opinione relativa ai barcamp

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Picture by webgol on Flickr

Con il VenetoCamp di lunedi 14 maggio, ho partecipato a 5 barcamp in italia.

Credo che la modalità barcamp alla nostra maniera sia piuttosto diversa da quella americana, sia perchè le nostre culture sono diverse, sia perchè la roba importata non ha mai lo stesso sapore di quella originale. Non dico che sia meglio o peggio, semplicemente diversa.

Non è l’argomento culturale quello che mi interessa trattare, ma semplicemente esprimere le mie opinioni riguardo ad alcuni dei mille dettagli che hanno caratterizzato i barcamp cui ho preso parte e che per questo motivo mi piace definire “i miei barcamp“.

CitizenCamp – Episodi da non dimenticare

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Viaggio in macchina

Passo a prendere Dario, Gioxx ed Elena e andiamo al CitizenCamp. In macchina abbiamo 2 TomTom e un MaemoMapper ma nessuno di noi ha preso su l’indirizzo quindi la tecnologia non può venirci incontro e neppure guidarci a destinazione. Per fortuna Elena sa la strada e senza alcun intoppo giungiamo alla meta. Il parcheggio è facile e non crea difficoltà come successe ad Ancona. Ben altri saranno gli episodi che mi faranno ricordare il CitizenCamp.

Siamo cittadini digitali

La sede che ospita il CitizenCamp è stupenda. Compiliamo il compilabile, firmiamo consensi al trattamento dei dati e presentiamo i documenti per l’accesso wireless alla rete Guglielmo (stabile ed efficiente).

Si entra alle 10.45 circa.

Per tutta la giornata prendo parte alle presentazioni e in perfetto spirito barcamp interagisco con i relatori. Segnalo la mia politica di scrematura del flusso informativo a Gaspar, mi lascio rapire dalla lunga coda di Mantellini e Morelli, mi rendo protagonista di una polemica durante lo speech di Robin Good.

Cosa? Non ne sapevate nulla? E allora ve la racconto io!

La polemica con Robin Good

Robin Good, eroe indiscusso del MarCamp, ha subìto le conseguenze del web 2.0 e di ciò che la socialità comporta. Essere messi in discussione. Giocare mettendosi in gioco.

La presentazione di Robin era a dir poco imbarazzante. Non nel contenuto, ma nel modo in cui è stata proposta.

Robin, mimetico come di consueto, ha annunciato una intervista a Nicolò Bellia in tema di “diritto al non lavoro”, “reddito di cittadinanza”, “wealth sharing”. Tutto comincia con una serie di slide silenziose durante le quali persino il fonico del cineca resta perplesso e, credendo di avere qualche problema tecnico si prende cura di informarsi da Robin, seduto in platea, se fosse normale che non stesse parlando mentre alcune frasi bianche su sfondo nero passavano sul maxischermo. Tutto previsto, le parole non hanno bisogno di commento e nel mezzo della presentazione inizia una intervista a Nicolò Bellia. [nota 1].

Subito dopo la parte filmata, la presentazione continua con altre scritte bianche, silenziose, su sfondo nero. Ci vengono date informazioni numeriche di tipo economico e finanziario. La tesi sostenuta è che attraverso una serie piuttosto “alternativa” di tecniche di ridistribuzione dei capitali e a successivi investimenti sarebbe possibile ottenere un assegno mensile di 500 euro per ogni cittadino, finalizzato al rendere l’uomo e le sue passioni, liberi dalla schiavitù del lavoro.
Di questo genere di argomenti ne parlava Bertrand Russell all’inizio del 1900 e io ne sono sempre stato attratto. Sono un sostenitore del diritto al non lavoro, ma alcuni pricipi economici, esposti durante la presentazione, proprio non riesco a capirli; per questo motivo decido di porre qualche domanda al relatore direttamente venuto dalla Foresta di Sharewood. Le mie domande sono semplici e prendono in esame la svalutazione economica, il concetto di bacini e di flussi economici, di dislivelli finanziari.

La risposta alle mie domande è una doccia gelata: “Mi dispiace, io non so nulla di questo argomento, non posso risponderti”. Brusio in sala. Forse non ho capito e chiedo spiegazioni relativamente alla mancanza di contraddittorio. Purtroppo avevo capito bene ed un Robin meno brillate di come me lo ricordavo ci informa che il suo ruolo è stato quello di “portarci una notizia che lui reputava interessante” e nulla più.

Tocca al sottoscritto informarlo che siamo ad un barcamp non ad un telegiornale o ad un comizio e che la discussione è la spina dorsale di questo genere di eventi. Da queste parole scaturisce un piccolo dibattito in sala, relativamente all’argomento in esame; qualche persona (in sala e su skype) esprime giudizi molto meno ponderati dei miei nei confronti di Robin, e di questo mi dispiaccio molto.

Ci pensa Mucio a concludere il talk con un commento di una semplicità disarmante:
“Mi scoccerebbe molto dare 500 euro a qualcuno che mi è antipatico, sapendo che gli daranno la possibilità di non fare un cazzo tutto il giorno.”

Dopo qualche minuto sono andato a parlare con Robin per spiegargli che la mia polemica nasceva dal desiderio di partecipazione e dal fatto di essere molto vicino alle tematiche prese in esame; chiarimento avvenuto, la pace e la tranquillità ritornano in sala.

La mia prima volta con una fanciulla

Dopo un po’ che mi aggiro per le sale arriva, inattesa come un gavettone a gennaio, la mia “prima volta”. Mi unisco ad un gruppetto che stava chiacchierando e una voce mi risuona nelle orecchie:
“Luca!!! Ciao sono Estroversa!”.

E’ la prima volta che un mio lettore mi riconosce. Che emozione!!!

La giornalista e le novità tecnologiche

Poco prima di iniziare la mia presentazione, ho potuto prendere parte ad una scenetta meravigliosa che ha avuto Gioxx come protagonista.

Una ragazza piuttosto carina si è avvicinata a Giovanni e ha estratto il suo taccuino. La domanda è stata diretta e pungente: “Dove hai saputo di questo evento? su Internet?”
L’ilarità si è impossessata di noi. Io e Fullo abbiamo iniziato a tempestarlo di domande:
“Gioxx hai Internet e non ci dici niente? Ma almeno ti stai curando?”
Risate a crepapelle con la ragazza/giornalista che non capiva il motivo.

La fanciulla ha successivamente assistito alla mia presentazione sulla pirateria e sulle Creative Commons in silenzio mistico.
Alla mia domanda: “Tu sai cos’è l’EULA?” la giovane riccioluta è andata nel pallone più completo, mani due spugne, salivazione azzerata, manie di persecuzione, miraggi. [nota 2]

Si compie il destino di una star

Finita la mia presentazione di carattere serioso, esplode la stella della follia.

Mucio estrae una bottiglia di Vodka e succo di pera e inizia la festa.
Abbiamo celebrato il cinquantesimo compleanno dell’unione europea nel migliore dei modi. Mascherine e alcool per tutti. Siamo tutti nello spazio!!!
Fullo, Cristian Conti, Elena, Gioxx, Dario, Estroversa, Samuele ed io siamo i mattatori della conclusione della giornata. Successivamente si unisce anche Jtheo e altri.

Io mi sono messo a parlare di mitologia greca con feba, la quale ha però respinto i nostri inviti a partecipare all’aperitivo e alla cena.
Il suo saluto è valso più di un raggio di sole durante l’inverno.

Blogstars vs Zbloggers

Aperitivo e cena in un noto locale di Bologna. La meravigiosa organizzatrice del CitizenCamp, Svaroschi, ha avuto la gentilezza di venire a salutare il tavolo dei zbloggers prima di andare via. Tale cortesia è mancata ad altri, ma noi ce la siamo spassata alla grande. Niente paura, non rimuoverò nessuno dal mio aggregatore per rappresaglia o vendetta…

Altri talk e foto

Non ho riportato molti giudizi riguardo ai talk a cui ho partecipato perchè preferisco commentare i blog dei rispettivi protagonisti.
Qui, qui e qui ci sono tonnellate di parole molto interessanti.

Qui le mie foto e qui quelle di tutti gli altri.

Conclusioni

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere il CitizenCamp qualcosa di indimenticabile.

CI VEDIAMO ONLINE!!!


Nota 1: Il sito di Nicolò Bellia ha un’estetica talmente kitch da metterlo in testa alla mia
classifica:
“gli N siti che non metto in aggregatore/bookmark neanche per soldi”
e come direbbe Matrix:
“Tra 20 anni, con una grafica così, possiamo chiedere quello che vogliamo”

Questo non sminuisce il valore delle sue idee che sono estremamente affascinanti ma discutibili esattamente come tutte quelle di tutti gli uomini.

Nota 2: Fantozzi al confronto era meno nel panico. La situazione mi ha ricordato la famosa scena: “che cos’è la punzonatura?“.

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