Blog Driver Day 2 – Un geek in pista

luca r8
Picture by Angela on Flickr

Le domande terribili

Come precedentemente segnalato in ambito politico, l’italiano medio non sa porre questioni in modo efficace. Le sue domande sono sempre dei pistolotti atroci, senza capo né coda. Anche in questa occasione c’è stato modo di dimostrare questo assioma del tutto italico.

Due tecnici Audi erano a disposizione dell’orda di blogger per rispondere alle domande che questi ultimi avessero avuto il piacere di formulare. Dopo un silenzio iniziale è partita la grandinata sulfurea. “Eh ma la trazione integrale è troppo integrale…”, “Ma secondo voi Audi ha in serbo sorprese a livello macroeconomico…”, “Da un punto di vista strettamente strategico perchè la Formula 1 è meno interessante delle nespole toscane…”; ovviamente queste domande le sto inventando al momento. Ma il senso è quello, nessuno. Almeno per me che conosco le camme e i pistoni da un punto di vista meccanico ma quando qualcuno parla di “divertimento di guida” penso alle barzellette durante una gita al museo.

Le prove in pista

Se quando ero entrato all’autodromo mi sentivo un pesce fuor d’acqua, al momento di provare le auto sentivo anche l’odore della padella pronta a friggermi. Il mio incedere incerto tradiva tutta la mia paura di mettermi alla guida di una quattroruote rombante.

Ma d’improvviso il demone della pista si è impossessato di me e dopo un paio di giri ero il nuovo Nuvolari. Prendevo bene i punti di corda, pigiavo a tavoletta sul gas e soprattutto bestemmiavo i compagni di turno che restavano indietro.

A questo proposito ci tengo a segnalare a tutti i pubblicitari di mondo, il luogo migliore per fare inserzione. Una location innovativa che garantirà popolarità a qualsiasi prodotto decidano di promuovere. Almeno una volta nella vita, qualsiasi italiano alla guida di un’automobile passerà un tempo medio di 30 minuti osservando il vostro banner senza la minima possibilità di voltare lo sguardo. Approfittatene!!!

Il luogo sin ora descritto, giardino dell’Eden dell’inserzione pubblicitaria è: “IL LUNOTTO POSTERIORE DI LUCA CONTI“.

Si sospetta che le interminabili file che, sotto ferragosto, iniziano a Reggio Emilia e finiscono ad Ancona, siano causate dal nostro buzz-marketer preferito che prende la macchina per andare a fare la spesa. 500 metri di percorso urbano con Luca Conti alla guida sono come il battito d’ali della farfalla di Lorenz.

Blog Driver Day 1 – Un geek in pista

Luca e Alessio
Picture by Pandemia on Flickr

Premessa: a me non piacciono le auto. Non è che le odio, come succede al giuoco del calcio, semplicemente mi sono indifferenti. Le vedo come mezzi di trasporto sovrautilizzati, non ne apprezzo le doti sportive, mi fanno ridere quando sono usate come status symbol.

Detto questo, il blog driver day è stato una figata pazzesca.

Viaggio per Vallelunga

Per essere a Vallelunga entro mezzogiorno sono partito alle sette di domenica mattina da Ravenna, orario in cui di solito mi ritiro dalle mie scorribande notturne e per pochi minuti non ho incontrato i miei amici che facevano colazione dalla Signora Rita dopo la nottata al Bronson.
Alle undici e trenta giungevo a Vallelunga, dopo aver fatto colazione lungo la strada e aver incontrato l’insidia numero uno dei viaggiatori solitari.

L’insidia numero uno dei viaggiatori solitari

L’insidia numero uno dei viaggiatori solitari è “Il pulmone dei pensionati in gita”.
Questa enorme casa di riposo ambulante riesce a contenere fino a 50 – 60 vegliardi, che pimpanti come le bolle d’aria nei loro catateri viaggiano l’Italia in lungo e in largo alla scoperta di ogni tipo di santuario o luogo sacro.
Questi resistenti dell’ultima guerra mondiale, magiapreti fino al giorno della pensione, sono la linfa vitale del mercato del pellegrinaggio che li trasporta, spesso a loro insaputa causa Alzheimer, verso le mete più improbabili. Dal santuario delle vergini partorienti, fino al sacrario del silenzio di Chiasso.

I pulmoni in cui vengono trasportati sono costretti a tappe forzate di massimo 5 km a causa delle condizioni disastrate delle prostate che trasportano. Essi divengono le insidie numero uno dei viaggiatori solitari, che fermatisi alla stazione di servizio contano di realizzare un pit-stop da record immaginando di fare rifornimento alla vettura, allo stomaco e liberare inutile urea nel tempo massimo di 10 minuti primi.

Per la benza nessun problema: gli anziani non creano alcun disturbo. Mentre per tutto il resto sono la causa scatenante delle peggio bestemmie per il suddetto viaggiatore, che si vede costretto a file interminabili per mangiare una maledetta rustichella sintetica e alla fine stremato decide di fare i suoi bisogni dietro ai tir posteggiati dietro il parcheggio, dato che ai bagni dell’autogrill si verificano code e rallentamenti a causa degli anzianotti incontinenti e inaccontentabili.

Le gare del primo giorno

Torniamo all’argomento principale: la mia esperienza in pista.
Come ho premesso di macchine non mi interesso minimamente per cui ogni singola gara, svolta durante la prima giornata, ai miei occhi appariva come “qualcuno che arrivava prima di qualcun altro, che lo stava inseguendo”. Chi andava piano era uno sfigato e chi andava forte era uno sborone. Punto.

Nota di merito per la gara delle fiat 500. Un enorme serpentone di cinquine nuove che sbisciolava lungo la pista, precedentemente frequentata da bolidi ruggenti il cui ricordo rendeva la gara monomarca una simpatica scampagnata tra utilitarie scarburate in cerca di posteggio. Pare che successivamente fosse in programma anche la corsa nei sacchi, non disputata per motivi di tempo (e di decenza).

La gara allstar è stata vinta da Gianni Morbidelli del team Audi (che ci ospitava), secondo classificato il signor “boh” e terzo Christian Ghedina. Da quello che ho capito, Ghedina è arrivato terzo perchè con gli scarponi da sci non è molto semplice fare la doppietta in scalata di marcia…

… to be continued … stay tuned