Le dimensioni contano

tree

Mille mila

L’altro giorno in auto stavo ascoltando la radio e uno spot pubblicitario mi ha lasciato perplesso. Non ricordo l’azienda che veniva pubblicizzata (per la gioia di chi ha studiato la comunicazione dello spot) e neanche cosa vendessero (pensate un po’…), ma ricordo chiaramente che volevano vantare indiscutibile impegno ambientale nelle loro politiche aziendali.

L’azienda si impegnava a piantare alberi proporzionalmente al fatturato che riusciva a fare nell’anno: “compra da me che io pianto gli alberi”.

Si vantava in effetti di aver già piantato UN MILIONE di metri quadrati di foresta sin ora. Non mille, non duemila ma UN MILIONE di metri quadrati.

Facendo i conti, UN MILIONE di metri quadrati sono mille mila metri quadrati, un kmq. La pineta di Ravenna è 20Kmq, per capirci.

Quindici

Sempre a proposito di unità di misura, in TV c’è uno spot di pannolini che va alla grande in questo periodo. Come al solito è ambientato in un laboratorio della NASA, perchè si sa, è lì che i pannolini vengono creati: della palle di gomma da riempire di merda, in quale altro posto mai potrebbero progettarli?

Ad ogni modo il solerte scienziato di turno tiene in mano lo strumento della verità: un misuratore di umidità della pelle.
Prima lo poggia sul sederino del bimbo che ha indossato il pannolino per un giorno intero (e presumibilmente lo ha riempito del materiale di cui sopra, pur essendo pulitissimo), e il mirabolante dispositivo segna QUINDICI, con un bel numerone grande sullo schermo. Poi lo appoggia sulla mano della madre e con grande sorpresa, segna sempre QUINDICI. Gioia incontenibile, balletti e gingle e il pannolino della nasa viene considerato il migliore al mondo.

Si ma QUINDICI che? quindici, cosa cavolo vuol dire QUINDICI? Quindici patate, quindici metri, quindici litri? Secondo me, visto il tipo test era molto meglio se avesse segnato SEDICI

Io sapevo ventitrè, ma google sostiene sedici…

Image by Deviantart

Cinque cose pericolose che dovreste lasciar fare ai vostri figli

Gever Tulley, al TED, spiega perchè i genitori dovrebbero lasciar liberi i figli di fare cinque cose che normalmente vengono considerate pericolose. Con mio grande soddisfazione, guardando il video, ho scoperto che i miei genitori, a suo tempo, me le lasciarono fare tutte e cinque entro i miei primi 10 anni di vita. Son soddisfazioni. 🙂

Via Giulio Cesare’s Shared Items

Un lunedi in cattedra

blackboard

La giornata di ieri è stata molto interessante e voglio condividerla con voi. Sono stato protagonista di due attività formative che mi hanno dato molte soddisfazioni.

Doposcuola ARCI

Ho dato la mia disponibilità all’ARCI di Ravenna per fare una serie di attività pomeridiane presso il loro doposcuola. Ieri pomeriggio ho iniziato il ciclo di quest’anno e ho fatto la mia prima ora della stagione.

Avevo sei bambini dai 10 ai 14 anni e a modo mio ho cercato di rendere interessante quell’oretta a mia disposizione:

Inizialmente li ho posti di fronte ad un foglio di carta grande come il tavolo chiedendo loro di disegnare a turno un segmento, un cerchio o una figura geometrica cercando di realizzare un disegno collettivo senza parlare per organizzarlo. Dopo i primi turni è stato possibile lasciarli fare senza imporre un ritmo. In poco tempo hanno riempito il foglio e seppur in ordine sparso sono venute fuori delle case, un albero, degli omini e alcune stelle.

Successivamente ho suddiviso un altro foglio in 6 parti e ognuno ha disegnato nel proprio rettangolo. Poi li ho fatti scorrere di posto e ognuno doveva proseguire il disegno di chi aveva disegnato prima di lui. In questo modo tutti hanno continuato il disegno di tutti.

Successivamente abbiamo ragionato sulla differenza tra una collaborazione parallela nel tempo e una progressiva. Poi abbiamo cercato di suddividere un eventuale compenso derivato dalla vendita di ogni disegno realizzato. Abbiamo così preso in considerazione la differenza tra una negoziazione privata, dove ognuno lottava per avere una fetta maggiore del compenso, e una suddivisione basata su una fonte di diritto che definisse aprioristicamente il modo in cui l’opera creativa viene ricompensata.

E’ stata la prima volta che insegnavo la legge sul Diritto d’Autore a bambini di 10-14 anni. Ed è stato superdivertente.

Corso di informatica alla Casa delle Culture

In serata ho tenuto la prima lezione alla Casa delle Culture di Ravenna. Il corso, finanziato dal comune di Ravenna, viene erogato dalla Free Software Alliance di cui sono presidente e, in questo caso, docente.

La classe è composta, sulla carta, da 20 persone di molte culture diverse, principalmente Nigeriani. Non mi era mai capitato di avere una classe tanto interessata, educata ed attenta. Ho tentato sin da subito di sfatare alcuni miti relativi ai corsi di informatica.

Purtroppo il “corso di informatica” viene spesso visto come “il corso di Microsoft Word” o di altri prodotti simili. Inoltre viene spesso espressa la necessità di “imparare ad usare il computer” come se esistesse un intrinseca utilità nell’usare il mezzo informatico, ignorando il fine di tale utilizzo. L’errato ragionamento è: “dato che con il computer si fa tutto, sapendo usare il computer allora so fare tutto”. Niente di più miope. Il mio corso cercherà sin da subito di sradicare questa falsa credenza.

Io mi concentro sui problemi veri e su come l’informatica può aiutare a risolverli. I problemi che ho identificato sono molteplici: relazionarsi in via elettronica alla pubblica amministrazione, avere una identità in rete, pubblicare notizie utili agli altri, ottenere informazioni dalla rete, pubblicare un testo cartaceo (lettera, volatino, CV).

Tutto questo non presuppone la creazione di legami a programmi specifici ma cercherò di fornire un percorso logico e mentale per raggiungere il risultato senza dipendere dal mezzo. Utilizzerò la rete ed i suoi strumenti e software libero per quanto possibile.

A fine lezione mi hanno fatto il complimento più grande che potessi ricevere. Mi hanno fatto notare come io non abbia deciso di dare a lro un pesce ma abbia deciso di insegnare loro a pescare.

Compito a casa: portare i volantini di computer della grande distribuzione. Vedremo dove stanno le insidie dei prezzi sottocosto.

Picture by niteseeker

Tranquillo tranquillo

Sto lavorando per una squadra di calcio e oggi mi trovavo a milano a fare alcune riprese video alla loro scuola calcio estiva.
Tutti sanno che tra me e il calcio c’è un abisso incolmabile ma anche oggi ho imparato una lezione. La potere imparare anche voi, guardando il video.