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OSX Mavericks is on: Incredible!

I followed the Apple keynote last night and this morning I installed OSX Mavericks on my laptop. I really look forward to the new Mac Pro. As a presentation geek I always watch the Apple Keynotes very carefully. Ok, Steve Jobs is not there anymore, but they are always a reference for great presentations. All in one word: Incredible!

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Tira più un iPhone4 che un carro di pelo

Apple dichiara di aver venduto 1.7 Milioni di iPhone4 in 3 giorni.

Via TechCrunch

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iPad – Intenzione prevedibile

Playing along

Ebbene ho giocato per la prima volta con un iPad. Superfluo dire che lo acquisterò quanto prima.

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Must see videos

Stasera leggendo distrattamente i feed ho seguito un link e mi sono guardato due video molto interessanti. Era molto tempo che non guardavo video più lunghi di qualche minuto. Mi sono messo comodo e mi sono goduto questi due:

Il primo è consigliato a chi programma, il secondo a chi vuol far l’imprenditore.

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coincidenze

Curioso che il mio MBP decida di esplodere la mattina dopo che Apple ha rilasciato i nuovi MBP…

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A volte ritornano

macbookpro
Picture by MathiasLM on DeviantArt

Ho il piacere di scrivere questo post dalla tastiera del mio MacBook Pro rimesso in sesto dai puntualissimi ragazzi di ZeroUno di Bologna.

Neanche una settimana per avere indietro il mio portatile completamente rinnovato grazie alla sostituzione della scheda madre (quindi praticamente tutto).

Mi fanno giustamente sapere, tramite un’azzecatissima brochure, gli amici di Zerouno, che la riparazione è stata fatta in garanzia e quindi non mi è costata assolutamente nulla. Si preoccupano inoltre di farmi notare che se non fosse stato così, il loro intervento sarebbe venuto a costare seicento e passa euro. Perciò mi consigliano di esendere la garanzia Apple a tre anni.

Credo proprio che lo farò.

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Apple Mac Book Pro 15 Blank Screen issue

A quanto pare sono uno dei fortunati possessori di MacBookPro 15 nato tra giugno e novembre del 2007. Questo comporta che l’aggiornamente al Firmware EFI 1.5.1 mi abbia portato la tanto temuta blank screen issue.

Cosa succede

In pratica l’aggiornamento del firmware EFI (quello che nei pc si chiama BIOS) comporta un errore nella scheda video che di colpo smette di autoriconoscersi e dichiara una falsa identità alla scheda logica (nel pc si chiama scheda madre). Questa crede alla menzogna e inizia a trattarla come una INTEL Xqualchecosa invece che come una NVIDIA. Pare che il problema sia proprio un difetto delle schede NVidia prodotte in quel periodo per cui solo la sostituzione ripara il danno.

I sintomi

Un giorno lo spegni e non si accende più. O quasi.
Praticamente io vivo con il MBP perennemente in standby quando non lo uso, quindi per qualche giorno dopo l’aggiornamento EFI (nel software update) non mi sono accorto di nulla. [il glorioso powerbook g4 arrivò fino a 37 giorni di uptime prima di essere riavviato per un aggiornamento]. Ad un certo punto ho spento il computer. Quando l’ho riacceso il monitor non ha dato segni di vita. Spento, riacceso, spento, riacceso, rispento, ririacceso. Niente. Il monitor è sempre nero.

Come venirne a capo

Premesso che solo la sostituzione della scheda logica (in garanzia, ovviamente) risolverà il problema, ci sono una serie di attività che permettono allo sfigato possessore del portatile in questione di salvare i dati presenti sul disco ed in talune circostanze anche qualcosina in più.

Ecco come fare:

Se hai un PC in casa

Accendere il MBP tenendo premuto il tasto T farà in modo che il portatile si avvii in modalità disco. Collegandolo ad un PC mediante un cavo FireWire (400 o 800) potremmo accedere al disco come se fosse un normale disco esterno. Problema: Il MBP è formattato in HFS+ quindi non ho la minima idea se il pc sarà in grado di accedere ai dati. Di sicuro potete fare un’immagine disco da linux attraverso “dd”. Non accendo un pc (con windows) da un sacco di tempo, quindi se qualcuno vuole lasciare un commento su questa eventualità ne saprà di certo molto più di me.

Se hai un altro MAC in casa

Puoi fare come ho fatto io:
Spegni entrambi i computer (sia il MBP rotto che l’altro MAC). Accendi il MBP rotto tenendo premuto il tasto T e fallo avviare in modalità disco Firewire. Collega i due mac tramite cavo Firewire (400 o 800 non fa differenza). Avvia il secondo MAC tenendo premuto il tasto “option” (ALT). Verrà chiesto da quale disco fare boot. Scegliere il disco giallo (quello del portatile rotto).

A questo punto possiamo attivare un paio di servizi molto utili per poter estrarre i dati dal MBP rotto e addirittura riuscire ad utilizzarlo per concludere qualche lavoretto in sospeso prima di portarlo in un centro assistenza Apple (è una scocciatura separarsi dal proprio MBP, ma è necessario per farlo riparare).

Una volta avviato il mac funzionante usando il disco del MBP rotto come disco di avvio, ci si può autenticare e poi andare nelle “System Preferences”/”sharing” (il mio mac è in inglese) e poi attivare “Remote Login” per poter accedere in SSH, “Screen sharing” per accedere in VNC oppure, in alternativa, “Remote Management” per un controllo remoto ancora più completo attraverso un altro mac.

A questo punto possiamo spegnere tutto (prima il mac funzionante, poi quello rotto). Stacchiamo il cavo Firewire e accendiamo indipendentemente il mac rotto e quello funzionante.

Collegandoci via SSH potremmo usare la shell del MBP rotto, oppure con VNC o il remote management, potremmo lavorare remotamente sul sistema installato sul portatile. Il tutto in vista della riparazione.

Le riparazioni dei centri Apple non garantiscono l’integrità dei dati. Pertanto vi invito ad ultilizzare i miei consigli per effettuare il backup dei dati importanti.

Nei prossimi giorni il mio MacBookPro sarà riparato al centro Apple Zerouno di Bologna. Vi terrò aggiornati.

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CitizenCamp – Episodi da non dimenticare

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Viaggio in macchina

Passo a prendere Dario, Gioxx ed Elena e andiamo al CitizenCamp. In macchina abbiamo 2 TomTom e un MaemoMapper ma nessuno di noi ha preso su l’indirizzo quindi la tecnologia non può venirci incontro e neppure guidarci a destinazione. Per fortuna Elena sa la strada e senza alcun intoppo giungiamo alla meta. Il parcheggio è facile e non crea difficoltà come successe ad Ancona. Ben altri saranno gli episodi che mi faranno ricordare il CitizenCamp.

Siamo cittadini digitali

La sede che ospita il CitizenCamp è stupenda. Compiliamo il compilabile, firmiamo consensi al trattamento dei dati e presentiamo i documenti per l’accesso wireless alla rete Guglielmo (stabile ed efficiente).

Si entra alle 10.45 circa.

Per tutta la giornata prendo parte alle presentazioni e in perfetto spirito barcamp interagisco con i relatori. Segnalo la mia politica di scrematura del flusso informativo a Gaspar, mi lascio rapire dalla lunga coda di Mantellini e Morelli, mi rendo protagonista di una polemica durante lo speech di Robin Good.

Cosa? Non ne sapevate nulla? E allora ve la racconto io!

La polemica con Robin Good

Robin Good, eroe indiscusso del MarCamp, ha subìto le conseguenze del web 2.0 e di ciò che la socialità comporta. Essere messi in discussione. Giocare mettendosi in gioco.

La presentazione di Robin era a dir poco imbarazzante. Non nel contenuto, ma nel modo in cui è stata proposta.

Robin, mimetico come di consueto, ha annunciato una intervista a Nicolò Bellia in tema di “diritto al non lavoro”, “reddito di cittadinanza”, “wealth sharing”. Tutto comincia con una serie di slide silenziose durante le quali persino il fonico del cineca resta perplesso e, credendo di avere qualche problema tecnico si prende cura di informarsi da Robin, seduto in platea, se fosse normale che non stesse parlando mentre alcune frasi bianche su sfondo nero passavano sul maxischermo. Tutto previsto, le parole non hanno bisogno di commento e nel mezzo della presentazione inizia una intervista a Nicolò Bellia. [nota 1].

Subito dopo la parte filmata, la presentazione continua con altre scritte bianche, silenziose, su sfondo nero. Ci vengono date informazioni numeriche di tipo economico e finanziario. La tesi sostenuta è che attraverso una serie piuttosto “alternativa” di tecniche di ridistribuzione dei capitali e a successivi investimenti sarebbe possibile ottenere un assegno mensile di 500 euro per ogni cittadino, finalizzato al rendere l’uomo e le sue passioni, liberi dalla schiavitù del lavoro.
Di questo genere di argomenti ne parlava Bertrand Russell all’inizio del 1900 e io ne sono sempre stato attratto. Sono un sostenitore del diritto al non lavoro, ma alcuni pricipi economici, esposti durante la presentazione, proprio non riesco a capirli; per questo motivo decido di porre qualche domanda al relatore direttamente venuto dalla Foresta di Sharewood. Le mie domande sono semplici e prendono in esame la svalutazione economica, il concetto di bacini e di flussi economici, di dislivelli finanziari.

La risposta alle mie domande è una doccia gelata: “Mi dispiace, io non so nulla di questo argomento, non posso risponderti”. Brusio in sala. Forse non ho capito e chiedo spiegazioni relativamente alla mancanza di contraddittorio. Purtroppo avevo capito bene ed un Robin meno brillate di come me lo ricordavo ci informa che il suo ruolo è stato quello di “portarci una notizia che lui reputava interessante” e nulla più.

Tocca al sottoscritto informarlo che siamo ad un barcamp non ad un telegiornale o ad un comizio e che la discussione è la spina dorsale di questo genere di eventi. Da queste parole scaturisce un piccolo dibattito in sala, relativamente all’argomento in esame; qualche persona (in sala e su skype) esprime giudizi molto meno ponderati dei miei nei confronti di Robin, e di questo mi dispiaccio molto.

Ci pensa Mucio a concludere il talk con un commento di una semplicità disarmante:
“Mi scoccerebbe molto dare 500 euro a qualcuno che mi è antipatico, sapendo che gli daranno la possibilità di non fare un cazzo tutto il giorno.”

Dopo qualche minuto sono andato a parlare con Robin per spiegargli che la mia polemica nasceva dal desiderio di partecipazione e dal fatto di essere molto vicino alle tematiche prese in esame; chiarimento avvenuto, la pace e la tranquillità ritornano in sala.

La mia prima volta con una fanciulla

Dopo un po’ che mi aggiro per le sale arriva, inattesa come un gavettone a gennaio, la mia “prima volta”. Mi unisco ad un gruppetto che stava chiacchierando e una voce mi risuona nelle orecchie:
“Luca!!! Ciao sono Estroversa!”.

E’ la prima volta che un mio lettore mi riconosce. Che emozione!!!

La giornalista e le novità tecnologiche

Poco prima di iniziare la mia presentazione, ho potuto prendere parte ad una scenetta meravigliosa che ha avuto Gioxx come protagonista.

Una ragazza piuttosto carina si è avvicinata a Giovanni e ha estratto il suo taccuino. La domanda è stata diretta e pungente: “Dove hai saputo di questo evento? su Internet?”
L’ilarità si è impossessata di noi. Io e Fullo abbiamo iniziato a tempestarlo di domande:
“Gioxx hai Internet e non ci dici niente? Ma almeno ti stai curando?”
Risate a crepapelle con la ragazza/giornalista che non capiva il motivo.

La fanciulla ha successivamente assistito alla mia presentazione sulla pirateria e sulle Creative Commons in silenzio mistico.
Alla mia domanda: “Tu sai cos’è l’EULA?” la giovane riccioluta è andata nel pallone più completo, mani due spugne, salivazione azzerata, manie di persecuzione, miraggi. [nota 2]

Si compie il destino di una star

Finita la mia presentazione di carattere serioso, esplode la stella della follia.

Mucio estrae una bottiglia di Vodka e succo di pera e inizia la festa.
Abbiamo celebrato il cinquantesimo compleanno dell’unione europea nel migliore dei modi. Mascherine e alcool per tutti. Siamo tutti nello spazio!!!
Fullo, Cristian Conti, Elena, Gioxx, Dario, Estroversa, Samuele ed io siamo i mattatori della conclusione della giornata. Successivamente si unisce anche Jtheo e altri.

Io mi sono messo a parlare di mitologia greca con feba, la quale ha però respinto i nostri inviti a partecipare all’aperitivo e alla cena.
Il suo saluto è valso più di un raggio di sole durante l’inverno.

Blogstars vs Zbloggers

Aperitivo e cena in un noto locale di Bologna. La meravigiosa organizzatrice del CitizenCamp, Svaroschi, ha avuto la gentilezza di venire a salutare il tavolo dei zbloggers prima di andare via. Tale cortesia è mancata ad altri, ma noi ce la siamo spassata alla grande. Niente paura, non rimuoverò nessuno dal mio aggregatore per rappresaglia o vendetta…

Altri talk e foto

Non ho riportato molti giudizi riguardo ai talk a cui ho partecipato perchè preferisco commentare i blog dei rispettivi protagonisti.
Qui, qui e qui ci sono tonnellate di parole molto interessanti.

Qui le mie foto e qui quelle di tutti gli altri.

Conclusioni

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere il CitizenCamp qualcosa di indimenticabile.

CI VEDIAMO ONLINE!!!


Nota 1: Il sito di Nicolò Bellia ha un’estetica talmente kitch da metterlo in testa alla mia
classifica:
“gli N siti che non metto in aggregatore/bookmark neanche per soldi”
e come direbbe Matrix:
“Tra 20 anni, con una grafica così, possiamo chiedere quello che vogliamo”

Questo non sminuisce il valore delle sue idee che sono estremamente affascinanti ma discutibili esattamente come tutte quelle di tutti gli uomini.

Nota 2: Fantozzi al confronto era meno nel panico. La situazione mi ha ricordato la famosa scena: “che cos’è la punzonatura?“.

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X for Vista

Questo video l’ho trovato sul blog di MerlinVx e non ho potuto fare a meno di pubblicarlo anche io.

Il post completo di MerlinVx

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iPhone + MadTv = iWitch