Due storie di pagamento elettronico

Quella triste

Qualche settimana fá, ho fatto la spesa in un supermercato di una nota catena tedesca. Ho comprato una trentina di euro di cibo e sono andato a la cassa a pagare.

La persona in fila prima di me ha tentato di pagare con il bancomat, ma la cassa ha negato la transazione. La commessa le ha detto che erano diverse ore che il sistema non funzionava bene e le ha fatto provare un’altra carta di pagamento. Transazione completata.

Arriva il mio turno e come al solito tento di pagare con Apple Pay. Transazione negata. Allora riprovo con la VISA fisica. La cassa accetta la transazione e poi si blocca. Dopo dieci minuti eravamo ancora lì ad aspettare che la cassa si riavviasse.

Nel frattempo mi era arrivato l’SMS di conferma transazione della mia banca per cui ero tranquillo di aver pagato e stavo solo aspettando lo scontrino.

Dopo venti minuti la cassa riparte ma non ha memoria della mia transazione. Io faccio presente di avere un SMS di conferma. La cassiera va a chiedere consiglio alla sua collega, la quale chiama qualcuno al telefono, confabulano e riagganciano.

“Dobbiamo ripetere il pagamento e, nel caso, se la sbrigherà con la sua banca in caso di doppio pagamento”.

Ho fermamente rifiutato la proposta, preso la mia busta, e me ne sono andato, generando un po’ di scompiglio.

Un tizio mi ha inseguito, dichiarandosi il responsabile di area, e intimandomi di fermarmi o avrebbe chiamato la polizia. Io l’ho invitato a procedere pure, ma che comunque io stavo andando a casa, quindi arrivederci e grazie.

A questo punto, dopo essere stato preso a urla dentro il negozio, e inseguito nel parcheggio, ho ricordato al tizio che erano loro a dover emettere scontrino fiscale, semmai. Se il loro sistema non era in grado di funzionare correttamente non era affare mio, dato che io ero certo di aver pagato e quindi ero il proprietario della mia busta della spesa e soprattutto della libertà di andarmene a mio piacimento.

Alla fine ci siamo accordati per lasciare il mio numero di telefono nel caso in cui ci fosse un ammanco di cassa per via della mia transazione incompiuta (a dir loro). Inoltre l’accordo prevedeva che se la transazione fosse stata corretta, mi avrebbero chiamato per scusarsi.

Son tre settimane buone, e nessuno si è degnato di farsi vivo. Chiaramente la transazione è avvenuta correttamente come dichiarato dalla banca via SMS.

Quella allegra

Ieri stavo spulciando gli estratti conto della mia carta di credito quando ho notato una doppia transazione alla fine di novembre.

In effetti, mi è venuto in mente, avevo ordinato un sushi via web, mentre ero a passeggio e il sito del negozio di delivery mi aveva inizialmente rifiutato una transazione AMEX, quindi avevo poi concluso l’ordine tramite PayPal. Probabilmente la prima transazione non era fallita, e quindi erano stati accreditati due importi da 87 Euro e 50 centesimi.

Prima di contestare la transazione con AMEX, ho scritto una mail al negozio di sushi spiegando l’accaduto.

Pochi minuti fa il titolare mi ha telefonato, dicendo di aver verificato le transazioni, e scusandosi profusamente per l’accaduto. Mi ha dato il suo numero diretto e mi ha proposto di restituirmi la somma scalandola dai prossimi ordini.

Conclusione

Anche i sistemi di pagamento elettronico possono avere problemi, a volte vieni insultato come un malfattore dal “responsabile di area” idiota, e a volte scopri titolari di negozi meravigliosamente attaccati al proprio business che conquistano clienti a vita.

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Nella mia esperienza

Mi sono accorto che a volte, d’utente una discussione, tendo a difendere le mie posizioni usando argomenti assoluti. Per esempio “l’omeopatia è una stupidaggine pericolosa”!

Questo, indipendentemente dalla sua veridicità ha due problemi: il primo è che normalmente l’interlocutore si contrappone con equivalente assolutismo e nessuno dei due cambia la propria posizione, e il secondo è che molto spesso è palesemente una forzatura.

Per quanto indubbiò che l’omeopatia sia una stupidaggine pericolosa, ci sono tante altre occasioni in cui la mia tesi è molto meno solida.

Per questo motivo ho iniziato ad usare la formula “nella mia esperienza …”. In questo modo il mio argomentate è molto più intellettualmente onesto.

“Nella mia esperienza, l’omeopatia è una stupidaggine pericolosa”. Suona meglio, ed è molto più convincente.

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L’unica cosa che mi manca veramente

L’unica cosa che mi manca veramente da quando sono iniziate le restrizioni per COVID-19 è andare a mangiare fuori.

Andare a provare ristoranti nuovi e visitare quelli preferiti era una bella attività che mi manca molto.

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Sleep Tracker

Ho recentemente comprato un Withings Sleep Analyzer. È un dispositivo che si inserisce sotto al materasso e misura la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, e la qualità del sonno.

Dopo la prima notte mi ha già fornito un report sul mio sonno. Non soffro di apnea notturna e non ho russato. Però dice che ho dormito poco.

Ho dormito poco perché fino alle due di notte sono stato alzato per interfacciare lo sleep tracker con il sistema di domotica.

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14 anni

Ho un account su WordPress.com da quattordici anni. Esattamente la metà dei quali li ho vissuti da dentro, lavorando per Automattic.

Come passa il tempo!

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Soul

Ho visto Soul, l’ultimo film di Pixar.

Non sono un fan dei film di animazione ma mi è piaciuto molto.

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Aspettando Apple Tags

Da qualche anno ci sono pettegolezzi riguardo ad un prodotto Apple che permetterebbe di ritrovare i propri oggetti smarriti.

Per il momento io sto usando una manciata di dispositivi Tile per ritrovare le chiavi, le valigie, ecc.

Ero abbastanza scettico riguardo la loro utilità ma poi un giorno ho deciso di provarli e ne acquistato un pacchetto da 4.

Dopo qualche settimana la mia valigia è stata smarrita sul volo Londra – New York ed è stata ritrovata solo dopo due giorni.

Il sistema Tile mi aveva permesso di ritrovarla alcune ore prima del tracciamento ufficiale Lufthansa.

Se Apple mai metterà in commercio un loro sistema di tag, sarò molto felice di adottarlo. Nel frattempo, viva i Tile!

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