La strana storia del signor Antonio e del signor Giovanni

catorcio
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Il signor Antonio

Dieci anni fa, il signor Antonio era stufo di fare l’impiegato bancario alla Cassa di Risparmio di Veritopoli e decise di mettersi in affari per conto suo. Dopo aver valutato quale business potesse fare per lui, decise di aprire una concessionaria di auto usate.

Nel paese di Veritopoli ci sono prati fioriti, alberi in fiore e una strordinaria propensione a dire sempre la verità. Inoltre la gente fa molte domande e riceve sempre risposte esaurienti.

Per questo motivo il signor Antonio, dopo aver aperto la propria autorivendita, si trovò con due fondamentali tipi di automobili da vendere: i gioielli e i bidoni.

Oggi la sua esperienza decennale lo porta a sapere che genere di vettura stia trattando in un determinato momento e conosce perfettamente le caratteristiche dell’automobile che sta vendendo. Trovandoci a Veritopoli, anche gli acquirenti sanno piuttosto bene che genere di auto stanno per comprare e sanno scegliere con estrema cognizione di causa.

Chiaramente il signor Antonio venderà ad un certo prezzo le auto ben funzionanti e ad un prezzo più basso le auto meno pregiate. Il prezzo è diventato indicatore di qualità ma si sono delinati due segmenti di mercato: le auto gioiello, più costose e le auto bidone, meno costose.

Il signor Giovanni

Il signor Giovanni era il vicino di scrivania del signor Antonio. Anche lui si stancò della solita routine dell’impiegato di banca e decise di seguire le orme del suo ex collega. Si trasferì a Omertopoli e anch’egli decise di vedere auto usate.

Omertopoli è ancora più splendente di Veritopoli. I prati sono più verdi e gli alberi ancora più rigogliosi. Il fatto è che nessuno sa perchè.

A dire il vero a nessuno importa il motivo per il quale l’erba sia più verde e gli alberi siano più alti e forti. A nessuno importa quello che succede e tutti sono abituati a farsi gli affari propri.

Coloro che fanno troppo domande sono visti male e spesso vengono additati come piantagrane. La gente è abituata a prendere per vero quello che gli viene detto dai venditori a dalla televisione.

Il signor Giovanni ha esattamente lo stesso tipo di problema del signor Antonio: riuscire a vendere auto pregiate e auto catorcio.

Chi ha bisogno di un’auto usata non sa esattamente cosa sta per comprare e deve fidarsi di quello che si sente dire dal signor Giovanni. Ovviamente in mancanza di una seria cognizione di causa rispetto alla qualità del prodotto, non potendo fare domande troppo indiscrete e non ricevendo mai risposte precise, i clienti del signor Giovanni saranno costretti a trovare altri modi per evitare di essere buggerati.

Essi utilizzeranno la propria esperienza, i consigli degli amici ed infine le informazioni che potranno evincere dal comportamento del venditore.

La loro esperienza, nel caso in cui abbiano comprato in precedenza un’auto usata, li porterà a capire che esistono auto gioielli e auto bidoni. Gli amici confermeranno questa idea dato che alcuni di loro avranno fatto ottimi affari e altri saranno stati buggerati. Inoltre se il prezzo di vendita sarà basso saranno certi di andare incontro ad una fregatura, invece se il prezzo sarà sufficientemente alto ci sarà la possibilità, ma non la certezza, che la qualità sarà elevata.

Questo sbilanciamento a favore della fregatura porta gli acquirenti del signor Giovanni a cercare di risparmiare il più possibile e questo scoraggia il signor Giovanni a trattare auto di alta qualità. Preferirà invece aumentare il numero di bidoni perchè tanto gli acquirenti sono restii a spendere i loro soldi.

L’abbondante disponibilità di prodotti a prezzi relativamente bassi viene interpretata dagli acquirenti come un’alta probailità di incorrere in beni di scarsa qualità.

Nasce un circolo vizioso. La gente evita di spendere perchè non crede di avere un ritorno qualitativo, il signor Giovanni non ha vantaggio a cercare di vendere prodotti di valore e questo conferma la sensazione che non sia il caso di spendere per prodotti di bassa fattura.

I bidoni hanno scalzato i gioelli. A Omertopoli si vendono solo catorci.

Per concludere

In condizioni di asimmetria informativa, dove cioè i venditori hanno molte più informazioni degli acquirenti e questi ultimi non possono sopperire a questa mancanza, vi sono elevate probabilità che i bidoni spazzino via i gioelli.

Il fatto che in questa condizione particolare un prodotto cattivo scacci un prodotto buono, ha portato a considerare tale fenomeno come un caso di fallimento del mercato o di applicazione particolare della Legge di Gresham.

Possiamo perciò concludere che il comportamento dei venditori di beni di bassa qualità genera, mediante un effetto sulla valutazione probabilistica degli acquirenti, riguardo la qualità del prodotto, una esternalità negativa per i venditori di prodotti di alta qualità, costringendoli in molti casi ad abbandonare il mercato o ad abbassare la qualità dei prodotti.

Per ulteriori informazioni:

Legge di Gresham
George Akerlof
Selezione avversa

CitizenCamp – Episodi da non dimenticare

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Viaggio in macchina

Passo a prendere Dario, Gioxx ed Elena e andiamo al CitizenCamp. In macchina abbiamo 2 TomTom e un MaemoMapper ma nessuno di noi ha preso su l’indirizzo quindi la tecnologia non può venirci incontro e neppure guidarci a destinazione. Per fortuna Elena sa la strada e senza alcun intoppo giungiamo alla meta. Il parcheggio è facile e non crea difficoltà come successe ad Ancona. Ben altri saranno gli episodi che mi faranno ricordare il CitizenCamp.

Siamo cittadini digitali

La sede che ospita il CitizenCamp è stupenda. Compiliamo il compilabile, firmiamo consensi al trattamento dei dati e presentiamo i documenti per l’accesso wireless alla rete Guglielmo (stabile ed efficiente).

Si entra alle 10.45 circa.

Per tutta la giornata prendo parte alle presentazioni e in perfetto spirito barcamp interagisco con i relatori. Segnalo la mia politica di scrematura del flusso informativo a Gaspar, mi lascio rapire dalla lunga coda di Mantellini e Morelli, mi rendo protagonista di una polemica durante lo speech di Robin Good.

Cosa? Non ne sapevate nulla? E allora ve la racconto io!

La polemica con Robin Good

Robin Good, eroe indiscusso del MarCamp, ha subìto le conseguenze del web 2.0 e di ciò che la socialità comporta. Essere messi in discussione. Giocare mettendosi in gioco.

La presentazione di Robin era a dir poco imbarazzante. Non nel contenuto, ma nel modo in cui è stata proposta.

Robin, mimetico come di consueto, ha annunciato una intervista a Nicolò Bellia in tema di “diritto al non lavoro”, “reddito di cittadinanza”, “wealth sharing”. Tutto comincia con una serie di slide silenziose durante le quali persino il fonico del cineca resta perplesso e, credendo di avere qualche problema tecnico si prende cura di informarsi da Robin, seduto in platea, se fosse normale che non stesse parlando mentre alcune frasi bianche su sfondo nero passavano sul maxischermo. Tutto previsto, le parole non hanno bisogno di commento e nel mezzo della presentazione inizia una intervista a Nicolò Bellia. [nota 1].

Subito dopo la parte filmata, la presentazione continua con altre scritte bianche, silenziose, su sfondo nero. Ci vengono date informazioni numeriche di tipo economico e finanziario. La tesi sostenuta è che attraverso una serie piuttosto “alternativa” di tecniche di ridistribuzione dei capitali e a successivi investimenti sarebbe possibile ottenere un assegno mensile di 500 euro per ogni cittadino, finalizzato al rendere l’uomo e le sue passioni, liberi dalla schiavitù del lavoro.
Di questo genere di argomenti ne parlava Bertrand Russell all’inizio del 1900 e io ne sono sempre stato attratto. Sono un sostenitore del diritto al non lavoro, ma alcuni pricipi economici, esposti durante la presentazione, proprio non riesco a capirli; per questo motivo decido di porre qualche domanda al relatore direttamente venuto dalla Foresta di Sharewood. Le mie domande sono semplici e prendono in esame la svalutazione economica, il concetto di bacini e di flussi economici, di dislivelli finanziari.

La risposta alle mie domande è una doccia gelata: “Mi dispiace, io non so nulla di questo argomento, non posso risponderti”. Brusio in sala. Forse non ho capito e chiedo spiegazioni relativamente alla mancanza di contraddittorio. Purtroppo avevo capito bene ed un Robin meno brillate di come me lo ricordavo ci informa che il suo ruolo è stato quello di “portarci una notizia che lui reputava interessante” e nulla più.

Tocca al sottoscritto informarlo che siamo ad un barcamp non ad un telegiornale o ad un comizio e che la discussione è la spina dorsale di questo genere di eventi. Da queste parole scaturisce un piccolo dibattito in sala, relativamente all’argomento in esame; qualche persona (in sala e su skype) esprime giudizi molto meno ponderati dei miei nei confronti di Robin, e di questo mi dispiaccio molto.

Ci pensa Mucio a concludere il talk con un commento di una semplicità disarmante:
“Mi scoccerebbe molto dare 500 euro a qualcuno che mi è antipatico, sapendo che gli daranno la possibilità di non fare un cazzo tutto il giorno.”

Dopo qualche minuto sono andato a parlare con Robin per spiegargli che la mia polemica nasceva dal desiderio di partecipazione e dal fatto di essere molto vicino alle tematiche prese in esame; chiarimento avvenuto, la pace e la tranquillità ritornano in sala.

La mia prima volta con una fanciulla

Dopo un po’ che mi aggiro per le sale arriva, inattesa come un gavettone a gennaio, la mia “prima volta”. Mi unisco ad un gruppetto che stava chiacchierando e una voce mi risuona nelle orecchie:
“Luca!!! Ciao sono Estroversa!”.

E’ la prima volta che un mio lettore mi riconosce. Che emozione!!!

La giornalista e le novità tecnologiche

Poco prima di iniziare la mia presentazione, ho potuto prendere parte ad una scenetta meravigliosa che ha avuto Gioxx come protagonista.

Una ragazza piuttosto carina si è avvicinata a Giovanni e ha estratto il suo taccuino. La domanda è stata diretta e pungente: “Dove hai saputo di questo evento? su Internet?”
L’ilarità si è impossessata di noi. Io e Fullo abbiamo iniziato a tempestarlo di domande:
“Gioxx hai Internet e non ci dici niente? Ma almeno ti stai curando?”
Risate a crepapelle con la ragazza/giornalista che non capiva il motivo.

La fanciulla ha successivamente assistito alla mia presentazione sulla pirateria e sulle Creative Commons in silenzio mistico.
Alla mia domanda: “Tu sai cos’è l’EULA?” la giovane riccioluta è andata nel pallone più completo, mani due spugne, salivazione azzerata, manie di persecuzione, miraggi. [nota 2]

Si compie il destino di una star

Finita la mia presentazione di carattere serioso, esplode la stella della follia.

Mucio estrae una bottiglia di Vodka e succo di pera e inizia la festa.
Abbiamo celebrato il cinquantesimo compleanno dell’unione europea nel migliore dei modi. Mascherine e alcool per tutti. Siamo tutti nello spazio!!!
Fullo, Cristian Conti, Elena, Gioxx, Dario, Estroversa, Samuele ed io siamo i mattatori della conclusione della giornata. Successivamente si unisce anche Jtheo e altri.

Io mi sono messo a parlare di mitologia greca con feba, la quale ha però respinto i nostri inviti a partecipare all’aperitivo e alla cena.
Il suo saluto è valso più di un raggio di sole durante l’inverno.

Blogstars vs Zbloggers

Aperitivo e cena in un noto locale di Bologna. La meravigiosa organizzatrice del CitizenCamp, Svaroschi, ha avuto la gentilezza di venire a salutare il tavolo dei zbloggers prima di andare via. Tale cortesia è mancata ad altri, ma noi ce la siamo spassata alla grande. Niente paura, non rimuoverò nessuno dal mio aggregatore per rappresaglia o vendetta…

Altri talk e foto

Non ho riportato molti giudizi riguardo ai talk a cui ho partecipato perchè preferisco commentare i blog dei rispettivi protagonisti.
Qui, qui e qui ci sono tonnellate di parole molto interessanti.

Qui le mie foto e qui quelle di tutti gli altri.

Conclusioni

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere il CitizenCamp qualcosa di indimenticabile.

CI VEDIAMO ONLINE!!!


Nota 1: Il sito di Nicolò Bellia ha un’estetica talmente kitch da metterlo in testa alla mia
classifica:
“gli N siti che non metto in aggregatore/bookmark neanche per soldi”
e come direbbe Matrix:
“Tra 20 anni, con una grafica così, possiamo chiedere quello che vogliamo”

Questo non sminuisce il valore delle sue idee che sono estremamente affascinanti ma discutibili esattamente come tutte quelle di tutti gli uomini.

Nota 2: Fantozzi al confronto era meno nel panico. La situazione mi ha ricordato la famosa scena: “che cos’è la punzonatura?“.

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