Linux Day 2006

In occasione del Linux Day 2006 che si svolgerà domani ho rilasciato una intervista al corriere di romagna.

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Quello che un geek dovrebbe aver letto

Secondo The Guardian queste sono le venti opere che un vero geek deve aver letto nella sua vita:

1. The HitchHiker’s Guide to the Galaxy — Douglas Adam
2. Nineteen Eighty-Four — George Orwell
3. Brave New World — Aldous Huxley
4. Do Androids Dream of Electric Sheep? — Philip Dick
5. Neuromancer — William Gibson
6. Dune — Frank Herbert
7. I, Robot — Isaac Asimov
8. Foundation — Isaac Asimov
9. The Colour of Magic — Terry Pratchett
10. Microserfs — Douglas Coupland
11. Snow Crash — Neal Stephenson
12. Watchmen — Alan Moore & Dave Gibbons
13. Cryptonomicon — Neal Stephenson
14. Consider Phlebas — Iain M Banks
15. Stranger in a Strange Land — Robert Heinlein
16. The Man in the High Castle — Philip K Dick
17. American Gods — Neil Gaiman
18. The Diamond Age — Neal Stephenson
19. The Illuminatus! Trilogy — Robert Shea & Robert Anton Wilson
20. Trouble with Lichen – John Wyndham

tre su venti è un po pochino… devo impegnarmi di più

Don’t download this song!

Questo video è molto interessante. Alcuni estratti del testo:

… But deep in your heart, you know the guilt would drive you mad
And the shame would leave a permanent scar.
Cause you start out stealing songs,
Then you’re robbing liquor strores,
Then you’re selling crack and driving down schoolkids with your car.

So don’t download this song.
The record’s stores where you belong.
Go and buy the CD like you know that you should.
Oh, don’t download this song.

….

You don’t wanna mess with the RIAA.
They’ll sue you if you burn that CD-R.
Doesn’t matter if you’re a grandma or a seven-year old girl,
They’ll treat you like the evil hard-bitten criminal scum you are.
… Don’t take away money from artists like me.
How else how can I afford another solid-gold Humvee?
Diamond-studded swimming pools don’t grow on trees.

Buona visione

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Alcune ragioni per sopprimere la libertà di stampa

In un periodo in cui libertà di stampa viene confusa con libertà di fare quello che si vuole, questo saggio molto pungente, scritto da Vincenzo Z. Zencovich, risulta di estremo invito alla riflessione in materia.

Viene proposto un ipotetico nuovo ordine in cui la libertà di stampa diventa una responsabilità e il ruolo di chi informa deve passare al vaglio del rigore scientifico.

Un’ottima lettura, dal mio punto di vista.

Delizioso!!! Indigesto???

Da quando ho scoperto l’uso di strumenti come last.fm e del.icio.us la mia vita di internauta è cambiata.

Per chi non lo sapesse, si tratta di servizi di social bookmarking.

Se anche questa definizione risultasse arcana la spiegazione è molto semplice. Gli utenti di tali servizi contribuiscono costantemente e spesso in modo trasparente alla realizzazione di statistiche e organizzazioni dei contenuti di cui fruiscono.

Per esempio, su last.fm, viene tenuta traccia di ogni singola canzone che si ascolta e si condivide questa informazione con la comunità. Successivamente si trae vantaggio dalla comunità nel momento in cui il servizio ti consiglia quali artisti che non conosci potrebbero essere di tuo gradimento, tenendo conto dei tuoi gusti.

Del.icio.us fa quasi la stessa cosa ma gestisce i bookmark web dei siti che si frequentano.

Il risultato è quello di scoprire tutta una serie di artisti, siti web, canzoni, film ecc ecc che altrimenti non saremmo mai riusciti a trovare attraverso altre vie.

A questo punto si pongono due problemi.
Il primo è quello del controllo totale. Essere controllabili non significa essere controllati ma può comunque generare un disagio. Chi potesse avere accesso alla immensa mole di informazioni che comunichiamo continuamente a questi servizi avrebbe in mano la nostra stessa esistenza (per il momento virtuale, ma con grossa influenza su quella reale).
Il secondo problema è di carattere profondo. Che cosa ne sarà del libero arbitrio se inizieremo a demandare la scelta dei nostri interessi totalmente a questi servizi?

Nel primo caso è sufficiente essere un po’ scaltri e registrarsi sotto pseudonimo per rendere fumose le nostre tracce. Non si risolve completamente il problema ma si è già a buon punto.

Gli interrogativi suscitati dal secondo problema sono particolarmente indigesti. Possiamo fidarci al cento per cento dell’imparzialità di questi servizi? Pensando a quanta gente sceglie di far parte di queste comunità la risposta più ovvia sembra quella affermativa ma come al solito mi piace pensare male. Influire sul cinque percento degli utenti, per esempio falsando le classifiche di ascolto di una etichetta vuol dire spostare milioni di dollari.

Riflettere è alla base del consumo critico anche quando si tratta di servizi gratuiti estremamente utili.

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Libertà di stampa Vs diritto alla riservatezza (parte 1)

La settimana scorsa, la professoressa di Diritto di Internet ha proposto alla classe di formare un gruppo di quattro persone al quale sarebbe stato assegnato lo studio di un caso celebre.

Il caso in questione è la vicenda occorsa alla trasmisisone televisiva “Le Iene”, in merito al blocco della messa in onda di un servizio, disposto in tutta fretta dall’Autorità garante per il trattamento dei dati personali.

Il servizio tratta il risultato di un Wipe Drug Test, realizzato in modo piuttosto dibattuto, senza il consenso degli interessati, su un campione (non significativo) di parlamentari italiani.

Io faccio parte del gruppo che si è preso l’onore (e l’onere) di realizzare tale studio e conseguente trattazione in aula.

Oltre ad affrontare la questione normativa, piuttosto interessante, la vera domanda che si pone a questo caso è: “è più importante la libertà di stampa o il diritto alla riservatezza per quanto riguarda i dati sanitari degli individui interessati”?

In seguito pubblicherò il risultato del nostro lavoro.

Onegai Shimasu

Ieri sera, per la prima volta ho tenuto una lezione di Aikido alla mia classe.

Essere dell’altra parte del tatami al momento del saluto è qualcosa di non riproducibile a parole.

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Tutto tranne quello

Negli ultimi anni ci siamo abituati a tutto quello che la televisione ci fa vedere.

Prendiamo una pagina a caso della guida TV, per esempio quella di oggi e vediamo un po’ cosa ci propone questa dispensatrice di morale quotidiana:

  • Rai 1 – ore 11 – Occhio alla Spesa. Alessandro Di Pietro continua la sua attività quotidiana di indagine sulla filiera distributiva dei prodotti ortofrutticoli. Anche oggi porrà scomode domande agli addetti ai lavori come: “è lei la causa dell’aumento dei prezzi?”. Risposta del poveraccio di turno: “No”. Fine dell’indagine.
    Potrebbe spiegare alla gente che il prosciutto spagnolo, dalla Spagna all’Italia non ci viene a piedi e magari i costi (sia economici che ambientali) dipendono dalle scelte dei consumatori.
    Consiglio: fate come loro
  • Rai 1 – ore 12 – La prova del cuoco. Oggi Antonella Clerici cucina il cervello dei telespettatori con la razione quotidiana di canzoncine idiote. Avrai abbastanza stomaco per digerire le elucubrazioni del caro, vecchio, ricco, anzi ricchissimo, Bigazzi? Ma quando dirigeve l’ENI, era così interessato alla purezza del carciofo selvaggio o scaricava rifiuti tossici come tutti gli altri?
  • Italia 1 – ore 19.35 – La Pupa e il Secchione. Piace a molti per un senso di controidentificativo. Il ragionamento è: io non sono cretino come la pupa e non sono sfigato come il secchione. Risultato: non sei bello come la pupa e non sei intelligente come il secchione. Davvero sei felice di essere in una mediocrità compresa tra due estremi rappresentati da chi non sa dell’esistenza dell’abruzzo e onanisti solitari meditativi?

Per arrivare al meglio del meglio del meglio

  • Canale 5 – ore 13.40 – BEAUTIFUL. In seguito ad un imbarazzante incidente, tra Taylor e Nick si instaura una crescente complicità. ecc ecc
    In pratica ci sono tre famiglie straricche, che fanno sfilate di moda a dir poco oscene che hanno passato gli ultimi vent’anni in una lotteria di ingroppate reciproche. Per cui: Lo zio ingroppa la madre, che poi si fa ingroppare dal nonno. Pochi giorni prima il nonno aveva ingroppato la cameriera che poi si scopre essere cieca. A causa di questo il cugino morto ritorna in vita e ingroppa l’amante del figlio mentre la sorella è incinta del pastore tedesco di nome Gunther. Tale Gunther, predicatore bavarese, è in realtà una donna…
  • Rai Tre – ore 20.30 – Un posto al sole. Vicende partenopee praticamente identiche a Beautiful (si ingroppano vicendevolmente). Cosa vermente strana, nonostante siano rappresentate sia l’anima ricca di Napoli che quella povera, mai e poi mai si sente parlare di camorra. A questo punto sorge un dubbio. O hanno ragione loro o ha ragione LUI.

Alla fine della nostra giornata abbiamo incontrato morti ammazzati, tangenti, violenze, guerre, politici inquisiti nei telegiornali, matrimoni, tradimenti, fornicazione, incesti, furti, morti, risurrezioni in beautiful, tutti i generi di marchette durante le trasmissioni di gossip pomeridiane… MA… se Ceccherini (e i suoi predecessori illustri) dicono una bestemmia, sono vaporizzati dall’etere nel più plateale dei modi che sua Maestà Catodica possa realizzare.

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Tazza dell’ikea

La settimana scorsa mi è caduta una delle mie tazze preferite per la prima colazione.
Il volo in questione è stato di circa dieci, massimo quindici centimetri, sul tavolo.
L’esperienza insegna che “il peggio, non sta nella caduta ma nell’atterraggio”  (Frankie HI NRG docet). Infatti tale atterraggio ha sminuzzato il mio adorato contenitore in miriadi di pezzi taglienti.
Questo racconto, che pare assolutamente iniquo, serve a dimostrare come ognuno riesca a essere protagonista della propria realtà e come i singoli problemi siano dimensionati alla posizione che ognuno ricopre.
Chissà cosa si potrebbe combinare in un’altra situazione…

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