Il medico di base

stetoscopio
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Ho un po’ di febbre da un paio di giorni e vorrei passasse in fretta, così ho deciso di andare dal medico. Non mi ammalo molto spesso e il mio medico mi vede molto raramente; al massimo una volta all’anno. Così ho deciso di andare nel suo nuovo studio associato per farmi visitare.

Il primo problema è stato quello di scoprire quando riceve per le visite. Questa informazione è stampata su un piccolo foglietto che mi ha dato chissà quanto tempo fa ed è andato perduto nel trascorrere del millisecondo successivo alla consegna. Recuperato il suo numero sulle paginebianche (che comunque riportano anche il numero del vecchio studio) ho telefonato in mattinata scoprendo che oggi sarebbe stato disponibile nel pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30. La cantilenante segreteria telefonica mi ha anche fornito un ulteriore numero di telefono per prendere l’appuntamento, se avessi desiderato farlo.

Alle 15.30 pochi istanti prima di avviarmi verso il suo ambulatorio, ho deciso di prendere appuntamento, in modo da non passare troppo tempo nel lebbrosario comunemente detto “sala d’aspetto”. Pochi lo ammettono ma il posto migliore per prendere l’influenza è proprio la sala d’attesa degli studi dei medici di base, dove anziani scatarranti e giovani febbricitanti vengono tenuti stipati per tempi immemori.

Ma è possibile che un povero pensionato con una malattia cronica debba fare la fila una volta ogni quindici giorni per avere la stessa sacrosanta ricetta per il resto dei suoi giorni? Non esiste un modo più efficiente di gestire la fornitura statale dei medicinali? Tanto alla fine, quale medico di base rifiuta le ricette ai propri pazienti?

Ma torniamo alla mia telefonata. La segretaria mi ha avvertito che il mio medico di base è in ferie e che posso essere visitato da un altro medico associato. “Ottimo!” dico io. “Quando vuole essere visitato?” chiede lei. Considerando che sono malato ADESSO, direi che il prima possibile sarebbe meglio. Mi viene fissato un appuntamento per domani alle 10.40, sottolineando di non arrivare prima, tanto è impossibile che il medico sia in anticipo. Chissà perché ma ci avrei scommesso.

Blog Driver Day 2 – Un geek in pista

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Le domande terribili

Come precedentemente segnalato in ambito politico, l’italiano medio non sa porre questioni in modo efficace. Le sue domande sono sempre dei pistolotti atroci, senza capo né coda. Anche in questa occasione c’è stato modo di dimostrare questo assioma del tutto italico.

Due tecnici Audi erano a disposizione dell’orda di blogger per rispondere alle domande che questi ultimi avessero avuto il piacere di formulare. Dopo un silenzio iniziale è partita la grandinata sulfurea. “Eh ma la trazione integrale è troppo integrale…”, “Ma secondo voi Audi ha in serbo sorprese a livello macroeconomico…”, “Da un punto di vista strettamente strategico perchè la Formula 1 è meno interessante delle nespole toscane…”; ovviamente queste domande le sto inventando al momento. Ma il senso è quello, nessuno. Almeno per me che conosco le camme e i pistoni da un punto di vista meccanico ma quando qualcuno parla di “divertimento di guida” penso alle barzellette durante una gita al museo.

Le prove in pista

Se quando ero entrato all’autodromo mi sentivo un pesce fuor d’acqua, al momento di provare le auto sentivo anche l’odore della padella pronta a friggermi. Il mio incedere incerto tradiva tutta la mia paura di mettermi alla guida di una quattroruote rombante.

Ma d’improvviso il demone della pista si è impossessato di me e dopo un paio di giri ero il nuovo Nuvolari. Prendevo bene i punti di corda, pigiavo a tavoletta sul gas e soprattutto bestemmiavo i compagni di turno che restavano indietro.

A questo proposito ci tengo a segnalare a tutti i pubblicitari di mondo, il luogo migliore per fare inserzione. Una location innovativa che garantirà popolarità a qualsiasi prodotto decidano di promuovere. Almeno una volta nella vita, qualsiasi italiano alla guida di un’automobile passerà un tempo medio di 30 minuti osservando il vostro banner senza la minima possibilità di voltare lo sguardo. Approfittatene!!!

Il luogo sin ora descritto, giardino dell’Eden dell’inserzione pubblicitaria è: “IL LUNOTTO POSTERIORE DI LUCA CONTI“.

Si sospetta che le interminabili file che, sotto ferragosto, iniziano a Reggio Emilia e finiscono ad Ancona, siano causate dal nostro buzz-marketer preferito che prende la macchina per andare a fare la spesa. 500 metri di percorso urbano con Luca Conti alla guida sono come il battito d’ali della farfalla di Lorenz.

Più pornografia per tutti

Da oggi il corpo riesumato di Padre Pio è a disposizione dei fedeli necrofili che potranno gustarne lo stato di putrefazione.
Il volto sfigurato dai vermi mangiamorti sarà coperto da una maschera di silicone con le fattezze del frate, il corpo ricoperto da una stola appositamente cucita per la grande occasione, i mezziguanti e le scarpette da calcetto sono quelli originali.

Su Repubblica è presente la galleria di immagini della prima giornata di visite. Le foto ovviamente ritraggono solo la folla accorsa e non viene ripreso nemmeno un piccolo frammento dei resti mortali martoriati da 40 anni di marcescenza.

Figuriamoci se dopo vent’anni di lavoro per costruire l’immagine di un santo barbuto, attribuirgli ogni tipo di potere sovrannaturale, fargli venire le stimmati che guardacaso nessuno le ha viste e sono pure scomparse appena è morto, aver stampato milioni di santini, aver confezionato ogni tipo di gadget con la sua effige, aver tirato fuori il corpo dalla sepoltura, aver speso i milioni per la teca di cristallo, si facevano sputtanare da quattro foto che sarebbero di sicuro finite su Internet. Ma che siamo matti?

Mica stiamo parlando dei produttori cinematografici, che con una videocamerina e un microfono si fanno soffiare milioni di dollari dai furbastri di piratebay, qui si parla di grande madre chiesa che, scusate se è poco, ha passato gli ultimi duemila anni ad affilare supposte credenze.

Anche repubblica ha però dato grande mostra di integrità e rispetto. Ha messo la notizia in seconda posizione e ha messo una bella galleria fotografica. Perchè lo sanno benissimo che le spoglie marce del santino più diffuso tra i camionisti tirano di più di un paio di tette. Solo che di ossa non se ne vedono, di vermi neanche e gli erotomani del corpo defunto dovranno accontentarsi di qualche vegliardo ricurvo, intento a farsi prendere in giro dalla macchina da soldi più potente del mondo.

IGravità

ibroken

Per fortuna che sono ateo, altrimenti non avrei potuto bestemmiare pesante quando il mio IPod Touch è caduto da un soppalco alto tre metri trasformandosi in un IBroken.

Livia, a San Francisco, è già stata allertata e me ne sta procurando uno nuovo a prezzo ridotto. Grazie Euro forte. Fanculo forza d’ IGravità.