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mentre noi

Mentre noi siamo qui a ridere alle spalle della nostra privacy sovraesponendo la nostra vita per raccontare quanti commenti fa il nostro blog, quanto SEO serve per scalare l’Everest delle visite e come fare un post-it virale ci sono persone che vivono nell’anonimato di un potere sommerso che hanno molta cura della propria riservatezza. E ci sono politici che hanno deciso di tutelare questa riservatezza come fosse un valore fondamentale e superiore all’onestà pubblica imponendo a noi di continuare a scrivere di quanti commenti fa il nostro blog, di come fare SEO, e di come scrivere post-it. E di nient’altro.

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L’espressione del potere in declino

Una delle cose che mi rimarrà dell’evento di oggi alla Camera dei Deputati è stata una riflessione che ho fatto a cena.

Sono arrivato alla Camera alle 14.00 e stava piovendo. Sono entrato dall’ingresso principale e dopo aver spiegato il motivo della mia presenza sono stato invitato ad uscire nuovamente sotto la pioggia fino alle 14.15, ora in cui sarebbe stato possibile entrare. Allora ho chiesto se fosse possibile restare dentro, dato che fuori pioveva e la risposta è stata “NO”.

Chiacchierando con un commesso della Camera ho chiesto informazioni riguardo la possibilità di fare foto all’interno dell’edificio e la risposta è stata “non si possono fare foto o riprese in nessun caso, se non espressamente autorizzati e comunque solo entro le aree previste”.

Qualcuno mi ha raccontato come gli sia stato impedito l’accesso al bar della Camera perché non aveva la necessaria autorizzazione. Si sa, i tramezzini sono questioni molto delicate…

Ecco, credo che questi episodi siano la sintesi perfetta dell’espressione del potere in declino. Un potere basato esclusivamente sulla negazione e sul divieto, inutile e privo di senso, come nel caso dei tramezzini. Un potere in grado di esprimersi solo attraverso il “no” e mai attraverso la ricerca della reale utilità delle cose.

Voglio fare mia la citazione di Lessig sui giovani dirigenti cinesi a proposito dei loro giurassici gerarchi: “We just wait for them to die, then we’ll take over”.

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Un gruppo che ne vale la pena

Ho sempre sconsigliato a tutti utilizzare i gruppi di Facebook come strumenti per misurare il consenso popolare. Le ragioni sono molte e non ho intenzione di approfondirle in questo momento. Per questa ragione ho sempre evitato di partecipare e promuovere i gruppi a cui mi si chiedeva l’inscrizione.

Questa volta però voglio fare un’eccezione. Arianna Ciccone, organizzatrice del Festival Internazionale del Giornalismo, ha scritto una lettera aperta al presidente dell’ordine dei giornalisti e lo ha fatto tramite un gruppo di Facebook, per consentire alle persone di firmare la lettera e sostenerla. Mi trovo d’accordo con l’iniziativa e vi invito a prenderne visione ed eventualmente a passare la voce.

Qui il gruppo/lettera su Facebook.

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Lo strano caso dell’Intergruppo Parlamentare 2.0

Prima della vacanze di natale, Nicola Mattina sollevava qualche dubbio sull’intergruppo parlamentare 2.0, ottenendo un paio di risposte dai diretti interessati.

Per farla breve è stato costituito un intergruppo parlamentare che dovrebbe occuparsi di tematiche relative alla rete. Ma poi è saltato fuori che il gruppo è promosso da RETI, una società di lobbying (fin qui niente di male) che prima sostiene di avere Google alle spalle e poi la notizia viene smentita.

Successivamente salta fuori che questo intergruppo è piuttosto fumoso e latitante e le testimonianze in merito non sono delle migliori:

Alfonso Fuggetta: “Ebbene si. Ho fatto l’incontro a Roma. Sapete in quanti si sono presentati? Uno, 1, dicesi 1. Non dico altro.”

Marco Montemagno: “Ok mia esperienza con l’Intergruppo parlamentare: invitato a un incontro a Roma qualche mese fa non si è presentato nessuno senza neanche una motivazione o 2 righe di scuse. Tempo perso. Imbarazzante e assolutamente privo di professionalità.”

Detto questo, Nicola sta cercando di capire se sia possibile contribuire ad un dibattito con questo intergruppo e in che modo la rete possa dettare l’agenda di questo organismo.
Secondo me è una strada da tentare, per quanto le possibilità di essere ascoltati siano davvero poche, viste la passate esperienze con i nostri politici.

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Ricordare

Quello che è successo oggi.

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Io voterò Alessandro Bottoni

Voi fate come vi pare 🙂

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Alessandro Bottoni: un Hacktivist al Parlamento Europeo

alessandrobottoni

Ho conosciuto Alessandro Bottoni quando si occupava di Trusted Computing su Punto Informatico e ho avuto il piacere di organizzare insieme a lui alcuni eventi dedicati alla divulgazione di tematiche tecnologiche ostiche alla gente comune, ma terribilmente reali nelle implicazioni con la vita di tutti i giorni.

Non posso dire di aver sempre condiviso la sua visione della rete e del diritto che la deve normare. Però abbiamo sempre avuto discussioni civili e profonde sul mio e sul suo blog. Inoltre averlo frequentato personalmente mi ha dato il privilegio di conoscerlo come uomo e come intellettuale, prima che come personaggio pubblico.

Credo che Alessandro sia una delle persone più oneste che io abbia mai conosciuto, sia intellettualmente che umanamente. Per questa ragione io voterò per lui alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo e vi invito a informarvi sul suo conto per valutare se rappresenta anche i vostri valori.

Non è mia abitudine dare questo genere di consigli perchè poi qualcuno potrebbe strumentalizzarli o non capirli nel senso giusto. Questa volta invece ho deciso di appoggiare pubblicamente la candidatura di una persona che stimo molto e che credo che possa rappresentare quella onestà intellettuale, oltre alla indubbia competenza su temi tecnologici di cui le istituzioni hanno davvero bisogno.

Qui maggiori informazioni sul Progetto Arancione

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Strumenti e tecniche anti stupro

Alessandro Bottoni, mio carissimo amico, ha scritto un post molto interessante su alcuni strumenti e tecniche antistupro. A dire il vero tali consigli possono essere applicati a qualsiasi situazione di pericolo.

Mi trova perfettamente d’accordo quando scrive:

Francamente, tutte le leggi antistupro di cui ho sentito parlare negli ultimi quarant’anni anni hanno la stessa credibilità di una legge che vieti alla grandine di scendere sui frutteti.

Ho trovato molto interessante la riflessione finale riguardo gli spray al peperoncino:

Quando questi aggeggi cominceranno a venire usati dagli stupratori, come avviene da sempre in USA, potrete ringraziare la Lega Nord che con un suo emendamento al “Piano Sicurezza” ha voluto liberalizzare la vendita di questi oggetti.

Inoltre il messaggio che emerge durante tutto il post è molto chiaro: inasprire le pene non elimina il problema fino a quando non viene fatta una vera operazione di controllo e assistenza da parte dello stato attraverso persone e mezzi qualificati e disponibili.
Chi decidesse di provvedere autonomamente alla propria difesa attraverso qualunque strumento di difesa (armi da fuoco, spray, coltelli) deve mettere in conto un serio addestramento all’uso dei medesimi e alla gestione di una situazione di pericolo perchè questi oggetti sono pericolosissimi se non si è adeguatamente addestrati.

Io mi trovo particolarmente d’accordo e vi consiglio la lettura integrale del suo post.

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Ricordi

C’era un tempo in cui la sparavano con il cannone, la buttavano giù dai ponti e dalle gru, la lanciavano dentro un’auto contro altre auto parcheggiate. Quelli si che erano bei tempi, invece adesso…