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Digito ergo sum

Oggi ho deciso di cambiare il titolo del mio blog.
Sono passato da “Consulente informatico freelance” a “Digito ergo sum”.
Di blog che parlano di vita reale ce ne sono milioni.
Di blog che parlano di internet ce ne sono milioni.
Di blog che parlano di vita reale su internet che ne sono milioni.
Di blog che parlano di blog ce ne sono milioni.
Di blog che parlano di me e della mia vita ce n’è solo uno. Questo.
Ovviamente non credo che siate realmente interessati alla mia vita. Probabilmente siete qui per caso o perchè qualche mio post è stato linkato da qualcun altro. Mi fa piacere se decidete di rimanere e di commentare.
Per questo ho deciso di definire qualche regola a cui faccio impegno di tenere fede nella mia attività di blogger:

  • Questo blog non avrà mai banner pubblicitari
    Non ho intenzione di lucrare dalla mera pubblicazione di questo blog. Questo mi indurrebbe a cercare con ogni mezzo di aumentare le visite con il solo scopo di aumentare i pochi spiccioli che ne avrei in cambio. Le conseguenze sarebbero deleterie per lo spirito in cui spendo il mio tempo in questa attività.
  • Parlerò solo di argomenti di cui mi interessa parlare anche nella vita reale.
    Non è mia intenzione riempire queste pagine di scemenze noiose. Ovviamente la linea di separazione tra l’interesse e la noia dipende solo dai miei gusti. Questo è il vantaggio di avere un blog con il proprio nome.
  • Se parlo bene di qualcosa è solo perchè ci credo.
    Sono un entusiasta e spesso cado in alcuni tranelli tipici dell’eccesso di entusiasmo. Però non succederà mai che io mi lasci comperare. E’ chiaro che è impossibile che le preferenze che si esprimono siano oggettive. Bisognerebbe prima risolvere l’annoso problema dell’esistenza dell’oggetività. Per cui partiamo dal presupposto che le opinioni siano sempre soggettive. Questo però non significa che se qualcosa non mi piace inizi a piacermi in cambio di beni, servizi o denaro.

Questo post è venuto di getto in un momento inaspettato. Forse potrei tornare sui miei passi oppure potrei aggiungere regole o cose del genere. Sto anche pensando di aprire una pagina apposita. Boh ci penserò. Se per caso vi va di lasciare qualche commento in merito, mi farebe piacere. Ciao

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WiiSaber!!!

Questa è la killer application del mese di dicembre.
La sua totale inutilità va in pari con il grado di Geekness necessaria al suo utilizzo.
Non riesco a fare a meno di brandire il mio wiimote come un cavaliere Jedi.
Forse è il lato oscuro della forza…

qualche video per capire meglio

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Avviso ai graditi ospiti

Dalle statistiche di accesso al sito, so che siete in molti a seguirmi con costante quotidianità.
Volevo solo ringraziarvi e salutarvi.
Mi farebbe molto piacere se ogni tanto dedicaste qualche secondo a lasciare un commento, sarebbe un modo molto carino per ricambiare il saluto.

Ciao e grazie ancora a tutti.

Luca

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Software Libero e Open Source (reprise)

Questa mattina ho esposto in aula, durante la lezione di Diritto di Internet, il mio lavoro di ricerca in merito alla differenza tra Software Libero e Open Source nell’ambito delle licenze software e del diritto d’autore.

Qui è possibile scaricare la mia ricerca

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Linux Day 2006

In occasione del Linux Day 2006 che si svolgerà domani ho rilasciato una intervista al corriere di romagna.

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Don’t download this song!

Questo video è molto interessante. Alcuni estratti del testo:

… But deep in your heart, you know the guilt would drive you mad
And the shame would leave a permanent scar.
Cause you start out stealing songs,
Then you’re robbing liquor strores,
Then you’re selling crack and driving down schoolkids with your car.

So don’t download this song.
The record’s stores where you belong.
Go and buy the CD like you know that you should.
Oh, don’t download this song.

….

You don’t wanna mess with the RIAA.
They’ll sue you if you burn that CD-R.
Doesn’t matter if you’re a grandma or a seven-year old girl,
They’ll treat you like the evil hard-bitten criminal scum you are.
… Don’t take away money from artists like me.
How else how can I afford another solid-gold Humvee?
Diamond-studded swimming pools don’t grow on trees.

Buona visione

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Libertà di stampa Vs diritto alla riservatezza (parte 1)

La settimana scorsa, la professoressa di Diritto di Internet ha proposto alla classe di formare un gruppo di quattro persone al quale sarebbe stato assegnato lo studio di un caso celebre.

Il caso in questione è la vicenda occorsa alla trasmisisone televisiva “Le Iene”, in merito al blocco della messa in onda di un servizio, disposto in tutta fretta dall’Autorità garante per il trattamento dei dati personali.

Il servizio tratta il risultato di un Wipe Drug Test, realizzato in modo piuttosto dibattuto, senza il consenso degli interessati, su un campione (non significativo) di parlamentari italiani.

Io faccio parte del gruppo che si è preso l’onore (e l’onere) di realizzare tale studio e conseguente trattazione in aula.

Oltre ad affrontare la questione normativa, piuttosto interessante, la vera domanda che si pone a questo caso è: “è più importante la libertà di stampa o il diritto alla riservatezza per quanto riguarda i dati sanitari degli individui interessati”?

In seguito pubblicherò il risultato del nostro lavoro.

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Onegai Shimasu

Ieri sera, per la prima volta ho tenuto una lezione di Aikido alla mia classe.

Essere dell’altra parte del tatami al momento del saluto è qualcosa di non riproducibile a parole.

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Tutto tranne quello

Negli ultimi anni ci siamo abituati a tutto quello che la televisione ci fa vedere.

Prendiamo una pagina a caso della guida TV, per esempio quella di oggi e vediamo un po’ cosa ci propone questa dispensatrice di morale quotidiana:

  • Rai 1 – ore 11 – Occhio alla Spesa. Alessandro Di Pietro continua la sua attività quotidiana di indagine sulla filiera distributiva dei prodotti ortofrutticoli. Anche oggi porrà scomode domande agli addetti ai lavori come: “è lei la causa dell’aumento dei prezzi?”. Risposta del poveraccio di turno: “No”. Fine dell’indagine.
    Potrebbe spiegare alla gente che il prosciutto spagnolo, dalla Spagna all’Italia non ci viene a piedi e magari i costi (sia economici che ambientali) dipendono dalle scelte dei consumatori.
    Consiglio: fate come loro
  • Rai 1 – ore 12 – La prova del cuoco. Oggi Antonella Clerici cucina il cervello dei telespettatori con la razione quotidiana di canzoncine idiote. Avrai abbastanza stomaco per digerire le elucubrazioni del caro, vecchio, ricco, anzi ricchissimo, Bigazzi? Ma quando dirigeve l’ENI, era così interessato alla purezza del carciofo selvaggio o scaricava rifiuti tossici come tutti gli altri?
  • Italia 1 – ore 19.35 – La Pupa e il Secchione. Piace a molti per un senso di controidentificativo. Il ragionamento è: io non sono cretino come la pupa e non sono sfigato come il secchione. Risultato: non sei bello come la pupa e non sei intelligente come il secchione. Davvero sei felice di essere in una mediocrità compresa tra due estremi rappresentati da chi non sa dell’esistenza dell’abruzzo e onanisti solitari meditativi?

Per arrivare al meglio del meglio del meglio

  • Canale 5 – ore 13.40 – BEAUTIFUL. In seguito ad un imbarazzante incidente, tra Taylor e Nick si instaura una crescente complicità. ecc ecc
    In pratica ci sono tre famiglie straricche, che fanno sfilate di moda a dir poco oscene che hanno passato gli ultimi vent’anni in una lotteria di ingroppate reciproche. Per cui: Lo zio ingroppa la madre, che poi si fa ingroppare dal nonno. Pochi giorni prima il nonno aveva ingroppato la cameriera che poi si scopre essere cieca. A causa di questo il cugino morto ritorna in vita e ingroppa l’amante del figlio mentre la sorella è incinta del pastore tedesco di nome Gunther. Tale Gunther, predicatore bavarese, è in realtà una donna…
  • Rai Tre – ore 20.30 – Un posto al sole. Vicende partenopee praticamente identiche a Beautiful (si ingroppano vicendevolmente). Cosa vermente strana, nonostante siano rappresentate sia l’anima ricca di Napoli che quella povera, mai e poi mai si sente parlare di camorra. A questo punto sorge un dubbio. O hanno ragione loro o ha ragione LUI.

Alla fine della nostra giornata abbiamo incontrato morti ammazzati, tangenti, violenze, guerre, politici inquisiti nei telegiornali, matrimoni, tradimenti, fornicazione, incesti, furti, morti, risurrezioni in beautiful, tutti i generi di marchette durante le trasmissioni di gossip pomeridiane… MA… se Ceccherini (e i suoi predecessori illustri) dicono una bestemmia, sono vaporizzati dall’etere nel più plateale dei modi che sua Maestà Catodica possa realizzare.

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Tazza dell’ikea

La settimana scorsa mi è caduta una delle mie tazze preferite per la prima colazione.
Il volo in questione è stato di circa dieci, massimo quindici centimetri, sul tavolo.
L’esperienza insegna che “il peggio, non sta nella caduta ma nell’atterraggio”  (Frankie HI NRG docet). Infatti tale atterraggio ha sminuzzato il mio adorato contenitore in miriadi di pezzi taglienti.
Questo racconto, che pare assolutamente iniquo, serve a dimostrare come ognuno riesca a essere protagonista della propria realtà e come i singoli problemi siano dimensionati alla posizione che ognuno ricopre.
Chissà cosa si potrebbe combinare in un’altra situazione…