Ringraziamenti parigini

Grazie a:

Alessio per aver condiviso la stanza con me.
Alberto Dottavi per la gag del Wi-Fi e per i balli sfrenati in discoteca.
Luca Mascaro per averci insegnato l’interaction experience della biglietteria della metropolitana.
Dafne per il fiocchetto.
Livia perché è Livia.
Stefano Vitta per aver fatto un invito che mi fa troppo piacere.
Diego per la gag del tonno insuperabile.
Reshma per i calzini più fighi del mondo.
Gli intruders al completo perché quella è una famiglia speciale.
Il tassista turco che mi ha riportato all’hotel nella notte di MontMartre dopo che avevo camminato ore nella direzione sbagliata.
Lele Dainesi che mi ha presentato Yoav.
Yoav che ha finto di non conoscermi per non imbarazzare Lele Dainesi, che lui conosce tutti.
Paul Walsh per aver portato il badge di Sam Sethi al collo per due giorni, nonostante quel badge fosse davvero pesante…
Luca Conti per aver preso il mio video e averci messo sotto la pubblicità di Yoo+, che altrimenti sembrava una pagliacciata amatoriale, invece adesso ha quel tono commerciale che tanto gli invidiamo tutti.

I Taliani in Paris

I Taliani in Paris from Luca Sartoni on Vimeo.

Breve resoconto di quello che è accaduto a Parigi negli ultimi giorni, alla combriccola italica. Tali personaggi vengono chiamati: I Taliani.

In ordine di apparizione, mi scuso con chi ho dimenticato:
Alessio Jacona
Luca Sartoni
Marco Formento
Alberto Dottavi
Dafne Gobbi
Luca Mascaro
Federico Fasce
Diego Bianchi
Livia Iacolare
Thierry Bezier
Conn O Muineachain
Immad Akhund
Vincent Camara
Stefano Vitta
Nicola Mattina

Questa e altre avventure parigine su vitadaintruders.com

Non ci sono dubbi, questo è l’anno del mobail

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Picture by dazzclub on DeviantArt

Ieri sera stavo ritirando la mia giacca al guardaroba de “Le Web 3” quando un tizio a fianco a me si è interessato alla mia maglietta di Intruders.TV. Per cui abbiamo iniziato a parlare e gli ho raccontato un po’ quello che facciamo: le interviste, l’imprenditoria, eccetera.
Ad un certo punto gli ho chiesto di cosa si occupasse e lui mi ha detto che era il CEO di una startup. Sai che novità… Il nome della sua azienda per quanto fosse tipo “wawamuma”, “gugaguga”, “momabunga”, “Zipm”, “Zaff” o qualcosa di simile, non mi faceva sovvenire alcunchè e io ne ho approfittato per fare un piccolo esperimento verbale.

Ho annuito con la testa e ho chiesto se la sua azienda si occupasse di sharingqualchecosa, bookmarkingqualchecosa, socialqualchecosa. Ovviamente il tizio era felicissimo che io sapessi perfettamente che la sua azienda facesse proprio quelle tre cose lì e guardacaso, per mia grandissima fortuna, la sua era l’unica azienda che lo facesse in modo nuovo, innovativo e da un punto di vista mai provato prima.

Ad un certo punto mi ha detto che la piattaforma (qui sono tutte piattaforme! neanche una cazzo di riga di schifoso codice scriptato, qui si fanno solo piattaforme) serve per integrare servizi condivisi e sociali anche su dispositivi MOBAIL.

A questo punto io hli ho detto “HEI, MA QUESTO E’ L’ANNO DEL MOBAIL!” e lui era tutto contento!

Allora ho aggiunto: “è dal 1985 che è l’anno del mobail, prima o poi non lo sarà più, datevi una mossa a finire la piattaforma” e me se sono andato, mentre in tizio si era fatto scuro in volto e ritirava la propria giacca.