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Postcards from Italy

I’m spending two weeks of vacation back in Ravenna, Italy, my hometown. I decided to spend my holidays here because during the last few months I travelled a lot, and once I’ll be back in Vienna my non-stop-travelling will start again. The plan was to come here, relax and spend some days with my family that I hadn’t seen for a pretty long time.

Being here on holiday is giving me the opportunity to see this city with a new peace of mind and the same streets I used to walk on during my childhood are completely different now through the glass of my camera. I’m unexpectedly surprised by the beauty of this place.

These are the postcards about my new experience, enjoy.

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Un rientro difficile

Questa volta ho sofferto il colpo. Devo ammetterlo. Non che in passato fosse facile rientrare dai lunghi viaggi, ma forse le condizioni erano diverse e sicuramente ero diverso io.

L’entusiasmo prepartenza si trasformava, con il trascorrere del viaggio, in entusiasmo prerientro e l’ultima settimana fuori veniva dedicata al pensiero delle cose da fare appena tornato. Prova ne è il fatto che ho regolarmente smesso di fare foto e quindi non esistono ricordi visibili delle mie ultime settimane in Nuova Zelanda nel 2005.

Questa volta è diverso e nonostante mi faccia piacere tornare a Vienna, non mi é piaciuto per niente lasciare gli Stati Uniti. Avevo appena scoperto NY, dopo due giorni di puro disprezzo per una cittá chiassosa e poco accogliente, fatta di insegne e turisti, mi é bastato un club con la musica sbagliata con Leah nel Village e una passeggiata notturna con Marco e Letizia nell’east Village per ricredermi; non era la cittá ad essere sbagliata, ma sbagliato era il quartiere in cui avevo prenotato l’alloggio. Mai piú a Times Square, mai piú.

Non so se scriverò molto o poco delle settimane precedenti NYC, ma alcune riflessioni sicuramente emergeranno nei prossimi post. Non credo di aver capito tutto degli USA ma aver visto le distese di mais e girasoli per giorni e giorni, gli enormi WalMart e il modo di vivevere fuori dalle grandi cittá mi ha offerto una visione privilegiata di una cultura vicina quando siamo online, lontana per quasi tutto il resto.

Questa volta sono anche riuscito a staccare la spina, adesso si tratta di riuscire a riattaccarla. Ma questo volo da Milano per Vienna sta per partire e di questo ne parliamo alla prossima.

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Nuovo template

Ho rinnovato il template. Si accettano consigli, critiche, ma soprattutto complimenti e offerte in denaro 🙂

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Regolamentare Internet

Mentre il Presidente del Consiglio annuncia la sua intenzione di ottenere la totale regolamentazione della rete al prossimo G8, Antonio Di Pietro propone esattamente l’opposto ad Alessio Jacona su Intruders TV Italia.

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Roma per me

Roma per me sono auto sempre parcheggiate sui marciapiedi.
Roma per me è il caos della stazione termini, quando il treno che arriva e quello che riparte condividono la stessa banchina e due fiumi di viaggiatori in ritardo si scontrano e si mescolano.
Roma per me è la confidenza che i camerieri offrono ai clienti, frasi scortesi in qualsiasi altra parte del mondo, la normalità capitolina.
Roma per me sono tanti amici da rivedere ogni volta che sia possibile.
Roma per me sono le stelle di metallo incastonate in piazza Monte Citorio.
Roma per me sono arancini siciliani, riso cantonese, un hambuger e un chinotto.
Roma per me è cacio e pepe ogni volta che si può.
Roma per me è un cameriere che si chiama Lo-ve-li.
Rome per me è una tavolata di amici e una lezione di sguardi.
Roma per me sono impegni fitti fitti che per andare qualche parte ti serve minimo un’ora.
Roma per me sono tre Americano, un gruppo di amici, Livia, Guido, Simone, Leonora, Dafne, Luca, Alice, Sean e Giuliana.
Roma per me è l’insufficienza della metro per cui taxi e via, altrimenti a piedi.
Roma per me è sono gli stornelli tra i vicoli di trastevere, un gelato in Creative Commons e uno zaino pesantissimo.
Roma per me è una stanza, due amici, chiacchiere fino a notte fonda e poi scherzi a non finire. Compresa la schiuma da barba nelle mutande…
Roma per me è prendere tanto freddo in via Nazionale e ridere di noi con uno sconosciuto sporco e ubriaco.
Roma per me è “Buona Sera – No Grazie”
Roma per me è “My Guitar Gently Weeps” con Prince che suona la chitarra.
Roma per me è il concerto di Paolo Conte in terza fila al Teatro Sistina quando erano finiti tutti i biglietti ma noi il modo per averli ce lo inventiamo sempre.
Roma per me è il Pantheon e l’indulgenza plenaria.
Roma per me è Piazza Navona, La Fontana di Trevi e Trinità dei monti, tra i pachistani che fanno le bolle di sapone, vendono ombrelli e maledetti magneti dal terribile suono.
Roma per me sono autoblu nel blu dipinto di blu.
Roma per me sono preti e suore, poliziotti, militari, chiese e fontane.

Roma per me sono le persone che ho incontrato nell’ultima settimana.

It’s wonderful, It’s wonderful, It’s wonderful, good luck my baby…

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Porno 2.0 @ Romecamp 2008

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You can’t poke this

poke
Picture by aaronvb on DeviantArt

Confesso, sono uno di quelli che va alla ricerca dei sui ex-compagni di scuola su facebook. E quando li trovo li aggiungo come amici.

Mi rendo conto di appartenere a una delle categorie più odiate degli ultimi tempi, proprio perchè essere su facebook è talmente di moda che non lo è più.

Il motivo che mi spinge a percorrere l’albero delle amicizie è quasi una sorta di pacificazione con il passato. Un’adolescenza passata spesso in disparte, ad osservare quello che facevano gli altri, un po’ da sfigato onestamente.

Ero quello con gli occhiali tondi a cui si facevano gli scherzi. Poi io te li rifacevo indietro e finivi all’ospedale. Ero quella piccola carogna che siccome sapeva osservare, sapeva anche dove e come colpire.

Inoltre quasi tutti i miei compagni di scuola ignoravano che già alle scuole superiori avevo 10 anni di karate nelle gambe. Quelli che decidevano di prendere a spintoni lo sfigato con gli occhiali tondi cambiavano idea dopo pochi minuti.

Molte delle persone con cui andavo a scuola non le vedo da almeno 10 anni e molti di loro non mi mancano per niente. Non è la nostalgia a muovermi. Forse un po’ la curiosità di vedere che fine hanno fatto, se si sono sposati, se sono ancora in zona o se ne sono andati

Poi c’è da dire che in Romagna non si saluta mai per primi, non so perchè. Ma questa abitudine quando viene adottata da entrambe le parti si traduce in un silenzio circospetto e sospettoso. Se per una qualsiasi ragione una delle due parti rompe il silenzio allora si torna amiconi come lo si era stati alle scuole materne. Che poi era l’ultima volta che ci si era visti. Ci si raccontano gli ultimi anni di vita e si pianificano insieme le prossime vacanze.

Aggiungere amici diventa per me un rompere il silenzio e ristabilire un contatto. Quel contatto che poi ti porta a riprendere il saluto quando ci si incontra per la strada.

Poi mi pokano e li cancello.

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Informatica e diritto – riepilogo in una domanda

Informatica e diritto

“Nella vostra azienda avete scaricato un software da Internet. Il software è GPL e gratuito. Per esempio un gestionale o un server di posta o un webserver o un browser o quello che vi pare. Avete così risparmiato centinaia, forse migliaia di euro evitando costosissime licenze d’uso. L’utilizzo di questo software ha migliorato notevolmente il lavoro nella vostra azienza snellendo alcune procedure, riducendo gli errori e aumentando il vostro fatturato. Perciò questo software sta creando valore nella vostra azienda.

Come lo avete contabilizzato a bilancio?”

Per chi c’era all’incontro di sabato la risposta è facile. Per tutti gli altri è aperta la discussione.

Vince un premio chi sa rispondere. Nei prossimi giorni vi dico cosa rischia chi risponde male.

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perchè le startup italiane non si vedono all’estero

Intruders' recording

Dopo un anno emmezzo che giro la penisola e il continente in lungo e in largo intervistando imprenditori e aziende, ho collezionato una serie di esperienze tipiche che mi portano ad avere un’opinione molto netta dei miei interlocutori.

Non mi piace generalizzare le caratteristiche di un gruppo sociale come quello degli imprenditori sulla base della loro nazionalità, perchè il razzismo non fa bene neanche in questo settore. Ci sono però delle caratteristiche comportamentali molto presenti nei nostri connazionali che tipicamente mancano quando l’interlocutore ha origini non italiche.

Ho collezionato più di 120 interviste in questi mesi e posso permettermi di azzardare alcune osservazioni frutto dell’esperienza. Alcune delle caratteristiche e dei comportamenti che andrò a descrivervi mi permettono di dire, con buona pace della mia coscienza, che ci sono ragioni forti se la scena tech italiana, all’estero è praticamente inesistente.

Eviterò di parlare di questioni manageriali. Non ho la competenza sufficiente e la mia opinione in merito sarebbe assolutamente opinabile. Riguardo alle questioni comunicative, invece, credo di avere alcune osservazioni degne di essere discusse.

Parlare in pubblico

Sono pochi gli italiani che sanno parlare in pubblico. Dotati dell’abilità di sintesi e della chiarezza necessaria ad esprimere la propria azienda in dieci parole.

Campagne marketing

Le campagne marketing italiane sono affidate a persone brillanti solo nel portafoglio. Le persone che fanno il marketing delle startup italiane molto spesso si limitano ad avere un account Linkedin e un biglietto da visita standard. Sono sciocchezze, ma vedere un marketing manager che guarda stupito una moocard, mai vista prima, mi fa capire che non è adatto a promuovere una startup tech.

Community management

Non si possono prendere persone lente a svolgere il lavoro di community manager. Persone che hanno più di 200 contatti su linkedin, 500 amici su facebook e poi vai a vedere e sono tutti blogger o volti noti della rete italiana. Se la tua startup lavora nel settore dei bulloni, i blogger non servono a niente. Servono dirigenti del settore meccanico.
Ma soprattutto non si possono prendere community manager senza sapere cosa sia un community manager. Poi gli si fanno fare le fotocopie e le telefonate. Prendete una segretaria, costa meno e lavora meglio.

Affrontare le videocamere

Questi due aneddoti mi sono capitati personalmente. Non nominerò le aziende per questioni di decenza.
Ad un importante evento tech all’estero mi viene presentata un’azienda italiana che ha uno stand e lancia un nuovo servizio 2.0. Io propongo a colui che mi viene presentato come CEO di parlarmi del servizio di fronte alla videocamera. Lui rifiuta e passa la palla al direttore tecnico del progetto, il quale non avendo mai rilasciato dichiarazioni mi fa perdere 30 minuti per registrare poche dichiarazioni confuse riguardo al proprio servizio. Al momento della pubblicazione del video, dopo aver visto la preview, mi informa che prima di dare l’ok alla pubblicazione (non mi serve nessun OK per pubblicare), il video deve essere visto dal marketing che deve approvarlo. Risultato: io metto il video in draft e loro perdono la pubblicazione su Intruders. Per me lavoro inutile per loro una vetrina in meno.

Ad un evento italiano per pubblicitari faccio il giro degli stand per trovare qualche storia interessante. Mi fermo chiedendo informazioni ad ogni azienda. Il risultato è che ogni volta la piacente standista è stata assunta per volantinare e non sa che cosa faccia l’azienda, quindi chiama il responsabile che a sua volta non è autorizzato a parlare dell’azienda e mi vuole fissare un appuntamento con il portavoce del marketing che a sua volta non ha voglia di parlare alla videocamera e finire sul web. Risultato: l’evento per pubblicitari del web non ha gente che vuol parlare alle videocamere. Ridicolo? no tragico.

Eccezioni?

Certamente ci sono eccezioni come in ogni cosa.

Una prova

Vedete italiani qui?

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Informatica e Diritto – 15 novembre 2008 – Ultimi posti disponibili

Con grande soddisfazione abbiamo superato i 35 iscritti al convegno “Informatica e Diritto” organizzato dal RavennaLUG con la collaborazione di Spring Italia e Intruders.TV Italia.

Sono ancora disponibili alcuni posti, perciò chi fosse interessato può inviare una email a eventi@lucasartoni.com indicando il suo nome per partecipare all’incontro.

Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina del wiki e ai precedenti post.

Wiki dell’evento
Presentazione del convegno
Videointervista ad Antonino Attanasio
Evento su Facebook