Creative Commons Epic Win: La Stampa dimostra di essere un’azienda seria

creative commons

Pochi minuti fa ho ricevuto una mail firmata da Mauro Vallinotto in cui mi viene annunciato che la mia richiesta di compensazione è stata accettata. Mi vengono inoltre offerte le scuse per quanto accaduto. Scuse pubblicamente accettate.

La Stampa accetta di pagare 150 Euro per aver violato la Licenza Creative Commons

Questa notizia mi rallegra molto, perché dimostra la grande serietà di un’azienda. Voglio essere ottimista e vorrei che questo avvenimento fosse preso ad esempio da tutti coloro che vedono la rete come un luogo senza regole, dal quale attingere a piacimento.

Con grande felicità provvedo immediatamente ad emettere fattura a La Stampa e vi terrò aggiornati. Inoltre preparo i miei 150 Euro che ho promesso di aggiungere a quelli versati dalla testata torinese. Stay tuned!

Credits: photo by qthomasbower

La Stampa viola la licenza CC: perchè non mi basta il link e voglio vedere i soldi

A conferma di quello che mi avevano scritto ieri sera e che ho riportato nel post precedente, questa mattina su “La Stampa” è uscito un articolo con una foto presa in modo illegittimo dal mio account Flickr.

La foto è stata distribuita con licenza CC-BY-SA perchè io non ho alcun interesse ad impedire a qualcuno l’utilizzo delle mie foto e non ho alcun problema se questo utilizzo comprende la vendita o l’elaborazione. Ma l’attribuzione la pretendo.

Inoltre questa mattina la mia foto è presenta anche sul sito de La Stampa in un articolo online. Anche in questo caso manca l’attribuzione e quindi la licenza che ho scelto per la mia opera risulta violata.

Per questa ragione rinnovo la mia richiesta a “La Stampa”:

voglio 150 Euro che verranno immediatamente versati a Creative Commons sotto forma di donazione. Tale donazione la voglio fare personalmente, insieme ad altri 150 Euro che ci metto di mio nel momento in cui la mia richiesta verrà esaudita.

[UPDATE]: alle ore 9.40 di oggi è stata data attribuzione alla mia foto sul sito de “LaStampa”. Lo immaginavo che sarebbe successo, ma non cambia assolutamente niente, per quanto mi riguarda. E’ una questione di principio e un principio basilare del diritto: chi sbaglia paga. Non sono stato danneggiato io, ma la licenza creative commons e quindi la mia richiesta rimane immutata: 150euro li mette La Stampa e 150 li metto io.

[UPDATE]: alle ore 10.32 di oggi La Stampa ha accettato l’accordo. Ottima notizia!

Credits: photo by Luca Sartoni, violated (and compensated) by LaStampa, scanned and reported by @andtrap

Chiedere, promettere, sbagliare, compensare: La Stampa e la mia foto

quarto

Mentre ero a passeggio per Amsterdam ho ricevuto una telefonata inattesa. Una persona (photoeditor, a quanto pare) de “La Stampa”, mi ha chiesto molto gentilmente di poter prendere una mia foto presente su Flickr e di poterla pubblicare sul quotidiano in edicola quest’oggi, giovedì 28 gennaio 2010.

Mi ha inoltre offerto cinquanta euro per poter utilizzare la foto e io mi sono categoricamente opposto, offrendo la mia foto gratuitamente alla sola condizione che venisse rispettata la licenza Creative Commons attraverso la quale ho deciso di distribuirla. In pratica ho solo chiesto che la foto fosse correttamente attribuita a me. Solo il nome, neanche il link.

Mi è stato assicurato che questo sarebbe avvenuto e la telefonata si è conclusa con questo accordo.

Pochi minuti fa ho ricevuto una email da parte di I. che mi informava che per ragioni di tipo organizzativo la foto era stata inviata in stampa senza l’attribuzione e che era molto dispiaciuta per l’accaduto. “Comunque grazie per la foto e scusa per l’errore”.

Questo comportamento non mi è piaciuto per niente e quindi questa è stata la mia risposta:

Mi spiace I.,
ma così non va bene per niente.
Mi sembra che la questione fosse molto chiara.
Credo di essere stato molto corretto con voi, offrendovi la foto gratuitamente con la sola regola di rispettare la licenza Creative Commons.
Voi non lo avete fatto quindi adesso la foto la comprate.
Vi chiedo quindi 150 Euro che verranno immediatamente versati alla fondazione Creative Commons.

https://support.creativecommons.org/donate

Mi spiace per quanto accaduto ma sono sicuro che la vostra testata sia seria e quindi non abbia alcun problema ad ammettere l’errore e a compensarlo con una richiesta che ritengo molto equa.

Attendo quindi l’intestazione per la fattura da emettere a vostro carico.

Cordiali saluti,
Luca Sartoni

Ho la sincera speranza che la serietà che contraddistingue il quotidiano “La Stampa” li porti a riconoscere ufficialmente il loro sbaglio e a compensare l’errore commesso. Nel caso in cui questo avvenga, anche io mi impegnerò a versare 150Euro all’organizzazione Creative Commons. Nel caso in cui questo non avvenga, mi riservo di proseguire questa battaglia di principio, perché anche da queste piccole cose passa la civiltà in rete.

Invito tutti voi ad acquistare “La Stampa” oggi in edicola e a verificare la presenza di una foto che dovrebbe essere stata scattata a Quarto (GE). Sono quasi certo che la foto in questione sia quella che ho scelto per il post, in quanto le statistiche di Flickr la indicano come una delle foto più viste di oggi.

[UPDATE]: alle ore 10.32 di oggi (28/01/2010) La Stampa ha accettato l’accordo. Ottima notizia!

ieri oggi e domani

In questi anni ho sempre disprezzato il fatto che la classe dirigente, la politica e anche la gente comune ignorasse sostanzialmente la rete. Tante trasmissioni televisive qualunquiste, tanti articoli di giornale strampalati, la gente per strada che “si vabè c’internet ma chissenefrega”.

Poi è arrivato Facebook e la sua caciara. E se prima avevo tanti contatti da chi era sparso per il mondo, adesso il mio blog lo leggono anche mia madre e mio padre per sapere dove sono e cosa sto facendo. Ma qui, in questa città di provincia ero tranquillo. Adesso le cose sono cambiate e mi accorgo che molti mi chiedono l’amicizia su facebook perchè prima trovano questo blog e poi scoprono che abito a Ravenna come loro. Cambia la dinamica e dal globale si passa al locale. Fino a qui niente di male, anzi, mi fa piacere.

La parte brutta di questa storia è che con quello che è successo ieri sera in piazza Duomo a Milano e con il precedente noBday, ho capito che la rete non è più ignorata da coloro che prima apparivano sonnolenti. Il vero problema è che c’è una bella differenza tra conoscere la rete e capire la rete. Ho avuto per tanto tempo la frustrazione che i politici e la gente comune (di cui essi non sono che lo specchio), fossero fuori dalla rete, non capendo che averli dentro non significava migliorare loro, ma peggiorare la rete stessa.

Quella che prima era delusione del presente adesso è nostalgia del passato. A tratti è paura per il futuro.

A domande, rispondo

Damiano Crognali aka “ilbellodelweb” ha deciso, a seguito di alcuni flame originati dal suo blog, di porre dieci domande ai blogger e alle GGD. Senza stare a puntualizzare che GGD sia acronimo di “Girl Geek Dinners” e quindi difficilmente una cena potrà rispondere, io ho deciso di dedicare un quarto d’ora alle domande che lui ha posto. Non tanto perchè le domande siano particolarmente acute, cosa lontana dell’essere vera, ma in quanto sono stato tirato in ballo da Damiano nei giorni scorsi, obbligandomi a dovergli chiedere una rettifica di alcune informazioni che riguardano il mio lavoro.

Ammetto, per correttezza, di aver ricevuto le scuse di Damiano via SMS nelle scorse ore e anche per questo ho deciso di dare peso alle sue domande, che da parte mia trovano le seguenti risposte:

1- Non credete di prendere troppo sul serio qualsiasi cosa che un qualunque cazzone scrive su Internet?

Si e no. Credo che le persone troppo serie non debbano essere prese troppo seriamente, e concordo con Oppenheimer quando diceva che la vita non può essere presa troppo seriamente, comunque vada non se ne esce vivi. Ma da qui a lasciare che chiunque scriva di me, in modo errato, informazioni che riguardano il mio lavoro, i miei progetti e i miei clienti, ne passa. Credo che tu non capisca la differenza tra essere seri ed essere professionali.

2- È più importante la reputazione e la carriera che uno si costruisce nella vita reale o ciò che un pinco-pallo a caso si costruisce on line?

Caro Damiano, non vi è nessuna differenza tra online e offline. Benvenuto nel ventunesimo secolo. Questo mito dell’on/offline è morto da tempo e solo i giornaletti cercano saltuariamente di riportarlo in vita. Io lavoro per decine di clienti sparsi per il mondo, ho centinaia di contatti giornalieri con i miei amici e i miei conoscenti, non vi è alcuna differenza tra farlo per telefono, di persona o via Internet. Non capisco come ancora il mezzo Internet debba sembrare un luogo a parte, rispetto agli altri mezzi di comunicazione che invece sono considerati offline e quindi “reali”. Quando telefoni in un’altra città non ti poni il problema, perchè porselo se leggi un blog o invii una email?

3- Non credete che il fatto di parlare solo via web crei troppo spesso problemi, che non esisterebbero se si alzasse la cornetta e si facesse una vecchia e sana telefonata?

No. Credo che i problemi li crei solo a te. E infatti in questi giorni lo stai dimostrando.

4- Avete o no l’impressione di starvi mitizzando tutti un po’ troppo? Concorsi di bellezza via web, blog star, premi, party e Red Carpet, e poi lettere di smentite, richieste ufficiali di correzioni o scuse etc…

Ognuno passa il tempo come meglio preferisce e decide quali siano le sue priorità. Tutto questo senza rendere conto a nessuno. Te compreso.

5- Perchè siete entrati nel web? Se avete costruito una identità virtuale per sfogare il fuoco che avevate dentro e che non riuscite a tirar fuori, detto anche problema di comunicazione, non credete che sia troppo spacciarsi per esperti di comunicazione appunto?

Io non ho costruito nessuna identità virtuale. Non ho alcun problema di comunicazione e la mia esperienza di comunicazione è in vendita. Chi la vuole la paga. Per questo ho una responsabilità verso i miei clienti. In questa responsabilità è compresa anche una gestione del mio rapporto con loro e la difesa di tale rapporto dalle informazioni non corrette che in questi giorni ti sei preso la briga di scrivere sul tuo blog e delle quali ho richiesto la correzione.

6- Per quale motivo state tutto il tempo a cazzeggiare su Friendfeed, forse, per caso, sbadatamente, per rimorchiare e approfondire le tecniche di abbordaggio?

Ripeto, come io passo il tempo non devo spiegarlo a te. Se vuoi che io renda conto a te del mio tempo mi paghi.

8- Che cosa significa per voi danno d’immagine sul web? Credete veramente che avere un blog o un profilo su Friendfeed significa possedere una immagine?

Si, lo credo veramente. E come me tutto il resto del mondo che utilizza questo strumento in maniera serena e tranquilla, quotidianamente per rispondere alle proprie esigenze professionali e personali. Non c’è un danno di immagine sul web, c’è un danno all’immagine e basta. E chi danneggia l’immagine altrui ne risponde in modo molto tradizionale davanti alla legge.

9- Quanto potere reale crede di avere un blogger se riesce a portare meno dell’1 per cento dei voti ad uno Scalforotto e non riesce neanche a tenere dentro un reality show la Lucarelli finita in nomination? Quindi, ammesso e concesso che ciò che viene scritto sul più insignificante dei blog abbia un peso, quanto pensate che valga ciò che a scritto? E per quanto tempo? Più della verità dei fatti?

A me non interessa minimamente questa considerazione. Io utilizzo una serie di strumenti perchè mi piace e perchè sono parte fondamentale del mio lavoro. Lo studio dell’impatto mediatico di determinati strumenti credo sia molto più complesso di quanto affermi e limitarsi alla sola esperienza di Scalfarotto o della Lucarelli è molto ingenuo. In ogni caso questo genere di considerazioni mi vengono retribuite. Quindi quello che interessa a me e soddisfare il mio cliente riguardo le sue esigenze e stare bene con le persone che decido di frequentare nella mia vita, che in parte è vissuta utilizzando strumenti che a te piace definire “virtuali”, ma che virtuali non sono per niente.

10- Alla luce di quanto sopra riportato, signore e signori del web, potete in coscienza dichiarare di avere un blog e fere comunicazione on line per sviluppare la conoscenza sulle nuove teconologie e approfondire gli scenari futuri di Internet, e assolutamente non per, sbadatamente, incidentalmente, casualmente fare sfoggio di sé al mondo intero ed essere, dunque, anche giudicati?

Ho un blog perchè è il miglior strumento che mi permette di raccogliere e pubblicare notizie che io ritengo rilevanti. Perchè siano rilevanti per me non è questione in discussione, in alcun modo.