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A volte ritornano

macbookpro
Picture by MathiasLM on DeviantArt

Ho il piacere di scrivere questo post dalla tastiera del mio MacBook Pro rimesso in sesto dai puntualissimi ragazzi di ZeroUno di Bologna.

Neanche una settimana per avere indietro il mio portatile completamente rinnovato grazie alla sostituzione della scheda madre (quindi praticamente tutto).

Mi fanno giustamente sapere, tramite un’azzecatissima brochure, gli amici di Zerouno, che la riparazione è stata fatta in garanzia e quindi non mi è costata assolutamente nulla. Si preoccupano inoltre di farmi notare che se non fosse stato così, il loro intervento sarebbe venuto a costare seicento e passa euro. Perciò mi consigliano di esendere la garanzia Apple a tre anni.

Credo proprio che lo farò.

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A volte, per caso, un blogger

Ciao

A volte per caso un blogger si trova in situazioni che non sa neanche lui come ci è arrivato. Poi ci pensa bene e si rende conto che il flusso degli eventi lo ha travolto talmente tante volte che continuare a meravigliarsi sembra quasi una falsa modestia.

Fatto sta che per un caso o per un altro sto seguendo il tour estivo di una importante squadra di calcio, io che di calcio non mi sono mai interessato. Per loro faccio proprio quello che mi piace fare. Faccio il blogger.

Nel senso più gioioso della cosa: amministro il blog del tour, faccio qualche video, tengo d’occhio i commenti, partecipo agli eventi, supporto il protagonista del blog nella redazione e pubblicazione dei post. Ogni tanto faccio anche delle foto.

Per adesso ho completato una delle 9 tappe cui prenderò parte e tutto sommato è stato divertente. Il ruolo che preferisco è proprio questo, vivere determinate situazioni come parte dello staff, piuttosto che come pubblico. Soprattutto quelle situazioni che normalmente non mi interesserebbero molto. Viste da dentro l’organizzazione diventano indubbiamente più stimolanti.

L’unico rammarico è che i video che produco non sono distribuiti liberamente sulla rete ma sono pubblicati su una piattaforma piuttosto chiusa che non consente, per esempio, di accedere con Firefox e con Mac. Peccato, sarebbe stato divertente farveli vedere tutti senza troppi problemi. Ad ogni modo li trovate tutto qui, dentro a Showtime. Inoltre sono disponibili i teaser che vengono pubblicati sul canale youtube del Milan. Questo è il mio primo teaser.

Grazie a Giovanni che mi ha tirato dentro e a tutti gli altri che prendono parte a questa divertente avventura, in particolare a Gegio che instancabilmente regge la scena per 7 ore consecutive sotto il sole.

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Camden Town


Camden Town from Luca Sartoni on Vimeo.

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Apple Mac Book Pro 15 Blank Screen issue

A quanto pare sono uno dei fortunati possessori di MacBookPro 15 nato tra giugno e novembre del 2007. Questo comporta che l’aggiornamente al Firmware EFI 1.5.1 mi abbia portato la tanto temuta blank screen issue.

Cosa succede

In pratica l’aggiornamento del firmware EFI (quello che nei pc si chiama BIOS) comporta un errore nella scheda video che di colpo smette di autoriconoscersi e dichiara una falsa identità alla scheda logica (nel pc si chiama scheda madre). Questa crede alla menzogna e inizia a trattarla come una INTEL Xqualchecosa invece che come una NVIDIA. Pare che il problema sia proprio un difetto delle schede NVidia prodotte in quel periodo per cui solo la sostituzione ripara il danno.

I sintomi

Un giorno lo spegni e non si accende più. O quasi.
Praticamente io vivo con il MBP perennemente in standby quando non lo uso, quindi per qualche giorno dopo l’aggiornamento EFI (nel software update) non mi sono accorto di nulla. [il glorioso powerbook g4 arrivò fino a 37 giorni di uptime prima di essere riavviato per un aggiornamento]. Ad un certo punto ho spento il computer. Quando l’ho riacceso il monitor non ha dato segni di vita. Spento, riacceso, spento, riacceso, rispento, ririacceso. Niente. Il monitor è sempre nero.

Come venirne a capo

Premesso che solo la sostituzione della scheda logica (in garanzia, ovviamente) risolverà il problema, ci sono una serie di attività che permettono allo sfigato possessore del portatile in questione di salvare i dati presenti sul disco ed in talune circostanze anche qualcosina in più.

Ecco come fare:

Se hai un PC in casa

Accendere il MBP tenendo premuto il tasto T farà in modo che il portatile si avvii in modalità disco. Collegandolo ad un PC mediante un cavo FireWire (400 o 800) potremmo accedere al disco come se fosse un normale disco esterno. Problema: Il MBP è formattato in HFS+ quindi non ho la minima idea se il pc sarà in grado di accedere ai dati. Di sicuro potete fare un’immagine disco da linux attraverso “dd”. Non accendo un pc (con windows) da un sacco di tempo, quindi se qualcuno vuole lasciare un commento su questa eventualità ne saprà di certo molto più di me.

Se hai un altro MAC in casa

Puoi fare come ho fatto io:
Spegni entrambi i computer (sia il MBP rotto che l’altro MAC). Accendi il MBP rotto tenendo premuto il tasto T e fallo avviare in modalità disco Firewire. Collega i due mac tramite cavo Firewire (400 o 800 non fa differenza). Avvia il secondo MAC tenendo premuto il tasto “option” (ALT). Verrà chiesto da quale disco fare boot. Scegliere il disco giallo (quello del portatile rotto).

A questo punto possiamo attivare un paio di servizi molto utili per poter estrarre i dati dal MBP rotto e addirittura riuscire ad utilizzarlo per concludere qualche lavoretto in sospeso prima di portarlo in un centro assistenza Apple (è una scocciatura separarsi dal proprio MBP, ma è necessario per farlo riparare).

Una volta avviato il mac funzionante usando il disco del MBP rotto come disco di avvio, ci si può autenticare e poi andare nelle “System Preferences”/”sharing” (il mio mac è in inglese) e poi attivare “Remote Login” per poter accedere in SSH, “Screen sharing” per accedere in VNC oppure, in alternativa, “Remote Management” per un controllo remoto ancora più completo attraverso un altro mac.

A questo punto possiamo spegnere tutto (prima il mac funzionante, poi quello rotto). Stacchiamo il cavo Firewire e accendiamo indipendentemente il mac rotto e quello funzionante.

Collegandoci via SSH potremmo usare la shell del MBP rotto, oppure con VNC o il remote management, potremmo lavorare remotamente sul sistema installato sul portatile. Il tutto in vista della riparazione.

Le riparazioni dei centri Apple non garantiscono l’integrità dei dati. Pertanto vi invito ad ultilizzare i miei consigli per effettuare il backup dei dati importanti.

Nei prossimi giorni il mio MacBookPro sarà riparato al centro Apple Zerouno di Bologna. Vi terrò aggiornati.

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Essere avanti

Continua la galleria degli orrori.
Io ero William Sledd, cinque anni prima di William Sledd.
lucasledd

E comunque, per quanto mi piaccia quella canzone, non vi farò mai vedere il mio armadio…

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Filosofia FrontPost Lavoro News

della viralità

Ecco la mia opinione:

I video virali sono stronzate

Divertenti quanto vi pare, ma sostanzialmente sono stronzate galattiche.
Care aziende che decidete di spendere i vostri soldi in promozione sul web, quando qualcuno mette la parola “viral” dentro a qualcosa che vuole vendervi, alzatevi e lasciatelo li, a bollire nel suo brodo, perchè vi sta prendendo in giro. La viralità di un contenuto non la può, per definizione, decidere chi lo produce. Al massimo potrà renderlo spiritoso, interessante, divertente, equivoco, tutto quello che gli pare, ma non virale.

La viralità la decide chi fruisce del contenuto. Punto. Non ci sono storie su questo. Se un video è talmente figo da spingermi a segnalarlo, allora bene, si diffonde. Ma nessuno è in grado di decidere a priori la sua diffusione.

Un piccolo dettaglio che continua a sfuggire a molti: da quando sono arrivati i feed RSS e il web partecipativo (ma soprattutto partecipato) non è chi produce contenuti a decidere, è chi li fruisce.
Se questo entrasse nelle testacce vuote di coloro che continuano a spendere decine di migliaia di euro in progetti stupidi allora forse qualcosa cambierebbe.

Ma soprattutto:

Caro cliente che hai comprato una campagna virale

Ti hanno fregato.

Cara agenzia che vendi video virali

Se mi invii una email in cui mi chiedi di guardare i tuoi video virali, so già che fanno schifo ancora prima di guardarli. Poi non li segnalo neanche se mi fanno ridere. Non importa se mi fai mille complimenti per il lavoro che faccio. Non importa se ti credi furba, non lo sei. Soprattutto se il messaggio di supplica chilometrico lo metti in un commento (come un mosaico qualsiasi).

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Il backstage della Girl Geek Dinner 4

Non eravamo mica in una birreria!

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child4biz

macpro

Magda e Alessio hanno completato il download di 3,750kb di figlio.

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Girl Geek Dinner #500

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prostata grossa in radio

MCC si dedica alle esplorazioni digitali. Buona ricerca!