Letting subs go

I dedicated some time today cleaning up my YouTube subscriptions. Over the years I had collected so many channels I could not even count them.

However not many of them were longer interesting to me, but somehow it felt weird to unsubscribe. I felt like I was going to miss them, even though I have deliberately skipped their videos for months and years.

When I was done with it, I let a few hours pass and went back to check my video feed.

I have to say that it feels good being interested in what the new feed offers now.

The only weird part is that I needed to set this up as an experiment, because otherwise this cleanup would not have happened.

Back to blogging

A few quick ones out of the gate:

  • I’m back to daily blogging.
  • I’ll blog in english.
  • I’m committing to two experiments for the next two weeks: one is blogging daily, the other is decluttering.

Wow, so much to unpack here, uh? Well, let’s get started.

Blogging in 2021?

The actual question I got from my coach today was “are you familiar with journaling?” and yes, I’m familiar with it, but not active at it. So we discussed my experience with blogging, which in the past was quite hot for me.

When I look back at my life, and at my career, blogging has played a relevant role. It opened so many doors, and I see no reason to journal privately when I can throw things out there (actually out here).

I still have to figure out how to navigate those topics that I don’t want to fully disclose in public, but I’ll cross the bridge when I get there.

There was a time when I didn’t care what other people thought about my posts, and now I spend way too much time polishing the filters on my instagram pictures. So I’m back to basics, throwing things here, without unnecessary refinements.

English? Really?

Short answer: yep.

Long answer: I see no reason to blog in an other language.

Two experiments

For the next two weeks I’ll be blogging daily and I’ll actively declutter.

I have found myself being collecting stuff on many aspects of my life. Phone chargers, pens, camera lenses, air-soft replica guns, 3d-printed spare parts. All of this stuff is collecting dust and occupying physical and mental space; it needs to go.

I also realised that I collect useless non-material stuff too: youtube channels I subscribed but I don’t watch, instagram accounts I don’t care but I still follow, etc.

I’ll start from there cleaning up, and get going.

Stay tuned for the next couple of weeks if you want to know how it goes!

Perdere clienti, un DM alla volta

Una settimana fa ho scoperto che nel palazzo dove vive mia madre é disponibile il collegamento in fibra FTTH. Tra l’altro, ad un prezzo mensile piú basso dell’attuale collegamento FCCT.

Adesso paga intorno ai 50Euro al mese per 100M/20M, contro i 29Euro al mese per 1G/200M.

Dato che FTTH arriva tramite Openfiber, ne approfittiamo anche per abbandonare TIM che non offre niente di meglio che un eventuale FTTC in EVDSL a 200M.

Tramite il portale di Openfiber scopro che ci sono una moltitudine di operatori che possono offrire il collegamento. Ho scelto quindi quello che mi era più familiare e che eviterò di nominare direttamente (quello rosso, con il logo a forma di goccia).

Sono andato sul sito e ho compilato il loro form di acquisto per una nuova linea inserendo indirizzo, codice fiscale, dati del documento di identità, ecc.

Peccato che il loro flusso di acquisto si sia bloccato al momento di inserire i dati di domiciliazione e pagamento.

Ho riprovato più volte cambiando computer, browser, rete, ma avevo sempre lo stesso problema: non riuscivo a pagare. Appena mi inoltrava la portale di pagamento, si bloccava tutto con un errore incomprensibile.

Li avrei chiamati, ma io ho un numero austriaco e non posso comporre il numero del loro centralino, e nemmeno uno dei numeri verdi che hanno in bella evidenza sul sito.

Mi sarei fatto chiamare, dato che basta inserire il proprio numero sul sito e ti contattano loro, ma chiaramente il mio numero austriaco non era contemplato nelle loro possibilità.

Allora ho segnalato il problema su Twitter, dove un team di gentilissimi addetti al customer service mi ha prima risposto in pubblico e poi contattato in privato. In cinque giorni di tempo mi hanno fatto riprovare il flusso almeno 10 volte. Ho anche fatto uno screencast per mostrare il problema che non erano in grado ti comprendere e replicare.

Ad un certo punto mi hanno detto: “buone notizie, riprova adesso che funziona!”

Allora ho riprovato dall’iPhone, e avevo sempre lo stesso errore.

Risposta: “eh ma, non puoi riprovare dal PC?”

Sono andato al desktop, e ho riprovato. Con un altro operatore. Quello arancione, con il vento e il numero nel nome.

In 5 minuti ho completato l’acquisto con domiciliazione. Neanche un’ora dopo avevano gia contattato mia madre per fissare l’appuntamento di attivazione della linea che avverrà tra meno di due giorni.

Conclusione: bello il social customer service, ma se non hai le basi, non vai lontano. In questo momento c’é un operatore telefonico con un flusso di acquisto rotto, che fa perdere 5 giorni di tempo a chi glielo segnala. Facciano un po’ loro.

Ah, ho riprovato anche da desktop… non va.

Due storie di pagamento elettronico

Quella triste

Qualche settimana fá, ho fatto la spesa in un supermercato di una nota catena tedesca. Ho comprato una trentina di euro di cibo e sono andato a la cassa a pagare.

La persona in fila prima di me ha tentato di pagare con il bancomat, ma la cassa ha negato la transazione. La commessa le ha detto che erano diverse ore che il sistema non funzionava bene e le ha fatto provare un’altra carta di pagamento. Transazione completata.

Arriva il mio turno e come al solito tento di pagare con Apple Pay. Transazione negata. Allora riprovo con la VISA fisica. La cassa accetta la transazione e poi si blocca. Dopo dieci minuti eravamo ancora lì ad aspettare che la cassa si riavviasse.

Nel frattempo mi era arrivato l’SMS di conferma transazione della mia banca per cui ero tranquillo di aver pagato e stavo solo aspettando lo scontrino.

Dopo venti minuti la cassa riparte ma non ha memoria della mia transazione. Io faccio presente di avere un SMS di conferma. La cassiera va a chiedere consiglio alla sua collega, la quale chiama qualcuno al telefono, confabulano e riagganciano.

“Dobbiamo ripetere il pagamento e, nel caso, se la sbrigherà con la sua banca in caso di doppio pagamento”.

Ho fermamente rifiutato la proposta, preso la mia busta, e me ne sono andato, generando un po’ di scompiglio.

Un tizio mi ha inseguito, dichiarandosi il responsabile di area, e intimandomi di fermarmi o avrebbe chiamato la polizia. Io l’ho invitato a procedere pure, ma che comunque io stavo andando a casa, quindi arrivederci e grazie.

A questo punto, dopo essere stato preso a urla dentro il negozio, e inseguito nel parcheggio, ho ricordato al tizio che erano loro a dover emettere scontrino fiscale, semmai. Se il loro sistema non era in grado di funzionare correttamente non era affare mio, dato che io ero certo di aver pagato e quindi ero il proprietario della mia busta della spesa e soprattutto della libertà di andarmene a mio piacimento.

Alla fine ci siamo accordati per lasciare il mio numero di telefono nel caso in cui ci fosse un ammanco di cassa per via della mia transazione incompiuta (a dir loro). Inoltre l’accordo prevedeva che se la transazione fosse stata corretta, mi avrebbero chiamato per scusarsi.

Son tre settimane buone, e nessuno si è degnato di farsi vivo. Chiaramente la transazione è avvenuta correttamente come dichiarato dalla banca via SMS.

Quella allegra

Ieri stavo spulciando gli estratti conto della mia carta di credito quando ho notato una doppia transazione alla fine di novembre.

In effetti, mi è venuto in mente, avevo ordinato un sushi via web, mentre ero a passeggio e il sito del negozio di delivery mi aveva inizialmente rifiutato una transazione AMEX, quindi avevo poi concluso l’ordine tramite PayPal. Probabilmente la prima transazione non era fallita, e quindi erano stati accreditati due importi da 87 Euro e 50 centesimi.

Prima di contestare la transazione con AMEX, ho scritto una mail al negozio di sushi spiegando l’accaduto.

Pochi minuti fa il titolare mi ha telefonato, dicendo di aver verificato le transazioni, e scusandosi profusamente per l’accaduto. Mi ha dato il suo numero diretto e mi ha proposto di restituirmi la somma scalandola dai prossimi ordini.

Conclusione

Anche i sistemi di pagamento elettronico possono avere problemi, a volte vieni insultato come un malfattore dal “responsabile di area” idiota, e a volte scopri titolari di negozi meravigliosamente attaccati al proprio business che conquistano clienti a vita.