Surrealismo bancario

Per ragioni professionali avevo bisogno di aprire un nuovo conto corrente, quindi molto ingenuamente, ieri sono andato alla banca.

Era una piccola filiale di un gruppo bancario molto grande, probabilmente il piú grande in Italia (credo).

Ho parcheggiato l’auto e con molta difficoltà ho risalito la rampa che giungeva all’ingresso, facendomi strada tra i rami del cespuglio che bloccavano il passaggio.

La porta blindata era troppo piccola per far passare il passeggino, quindi ho suonato e dopo qualche istante mi hanno aperto la porta di sicurezza a lato per farmi entrare.

Ho atteso che un signore finisse un’operazione allo sportello e mi sono affacciato all’impiegato dall’altra parte dei 3 schermi di plexiglass che ci separavano.

“Buongiorno, vorrei aprire un conto corrente”

“Aprire un contro corrente?” mi ha risposto sbigottito, come se avessi chiesto 3 etti di prosciutto cotto.

“Ma ha un appuntamento?” mi ha chiesto.

“No, non sapevo servisse un appuntamento” ho risposto io.

“Un momento che chiamo il direttore” ha aggiunto l’impiegato.

Dopo pochi secondi, la stessa persona che mi aveva aperto la porta, si é presentata come la direttrice della filiale, e mi ha detto:

“Deve aprire un contro corrente? Ma serve un appuntamento!”

E io: “beh, non lo sapevo, posso prenderlo adesso questo appuntamento?”

E lei: “eh, ma aprire un conto porta via un’ora, un’ora emmezza, quindi serve un appuntamento, e non so neanche per quando sia possibile!”

Io: “non sa quando sia possibile aprire il conto, o quando sia possibile prendere l’appuntamento?”

Sguardo confuso di entrambi, cinque secondi di silenzio.

Poi mi dice: “Guardi, questa é una filiale da due persone, mentre quella del paesello a fianco, é di quattro persone. Le do il numero di telefono dell’altra filiale, che forse riescono a darle un appuntamento loro. Comunque consideri un’ora, un’ora emmezza per aprire un contro corrente.”

Mi ha allungato un post-it giallo con sopra un numero di telefono scritto a mano e ha aggiunto:

“Oppure lo apra da solo online, ci mette 10 minuti”.

Ho ringraziato e mi ha accompagnato alla porta.

Nel salutarla le ho detto: “faccia venire un giardiniere, la rampa é completamente invasa dai rami, se dovesse passare qualcuno con limitata mobilità farebbe molta fatica a salire.”

Sospirando mi ha risposto: “eh… lo so, lo so”.

Poi sono andato a casa ed effettivamente in dieci minuti ho aperto il conto corrente online, e dopo neanche un’ora avevo gia l’IBAN per ricevere pagamenti, e la mia nuova carta di credito é gia stata spedita.

Il conto l’ho aperto con un’altra banca.

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By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

2 comments

  1. Il primo gruppo bancario italiano è facile. Negli anni – almeno qui al sud – la qualità del servizio offerto di persona ai clienti è al limite dell’imbarazzante.

    Sarei curioso di conoscere qual è stata la tua seconda scelta telematica. Per caso un istituto con base in Germania il cui nome è composto da una lettera e due cifre?

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