Rompere il circolo vizioso dei media sociali

Ad un certo punto ho capito che i media sociali non stavano servendo più i miei scopi. Era come se fossi io a servire gli scopi delle piattaforme di condivisione.

Per questo motivo ho recentemente cambiato alcune delle mie abitudini per riprendere il controllo della mia vita online.

Queste sono alcune delle cose che ho provato e che funzionano per me. Magari vi possono essere utili.

Posticipando le mie reazioni

Qualche mese fa ho smesso di commentare su Facebook, Instagram, Twitter.

Queste piattaforme sono concepite per sfruttare il nostro bisogno di reagire subito agli stimoli.

Il nostro cervello, invece, ha bisogno di tempo per leggere, digerire, capire, e ricordare le cose.

Quando ci sono notizie drammatiche, come disastri naturali, o guerre, per arrivare ad avere una opinione informata, ci serve tempo.

Per questa ragione io non commento più nessuna notizia sui media sociali. Preferisco, invece, leggere per esteso tutto quello che posso, e prendermi il tempo per capire meglio.

A volte mi servono ore, o giorni. Altre volte mi servono settimane, o mesi. E va bene così. Il mondo non ha bisogno della mia reazione immediata, Io non sento più il bisogno di unirmi al rumore sordo che inonda ogni singola notizia di cronaca.

Quando mi sento di avere abbastanza informazioni, e ho una opinione ben formata, continuo a riflettere, ammettendo il fatto che comunque io possa avere torto in merito.

Se sento il bisogno di esprimerla online, scrivo un post sul mio blog.

 

Niente notifiche

Il mio telefono non suona mai. Non un trillo, non una vibrazione, niente.

Le notifiche hanno lo scopo di interrompere quello che stiamo facendo per ottenere immediata attenzione. A me non interessa essere interrotto.

Per questa ragione ho disabilitato tutte le notifiche e consento solo la visualizzazione del numero di messaggi non letti vicino ad alcune applicazioni che sono importanti per me.

Se ricevo un messaggio su Telegram, per esempio, l’unica cosa che appare é un piccolo “1” a fianco all’icona. Quando ho tempo apro Telegram e lo leggo. E solo se mi va, rispondo.

Contributo attivo e di persona

Ad un certo punto ho capito che avevo bisogno di un modo per esprimere il mio impegno politico. Per molto tempo ho contribuito online, ma non era più abbastanza.

Ho iniziato a partecipare, organizzare, e condurre alcuni WordPress meetups. Inoltre faccio attività di volontariato in alcuni WordCamp. Per me non sono considerati lavoro, li considero “attivismo politico” a tutti gli effetti.

La comunità WordPress ha una posizione politica, per quanto mi riguarda. È basata su principi in cui credo, e promuove attivamente inclusione e diversità. Ci sono elementi di rappresentanza e di democrazia che ancora devono essere raffinati, ma in linea generale, la mia posizione politica trova piena espressione nei principi di questa comunità.

Questo livello di attivismo è molto più impegnativo che semplicemente esprimersi online. Richiede lavoro nell’organizzare attività, condurre incontri di persona, preparare i meetup, viaggiare spesso, e avere una solita disciplina organizzativa. A volte é dura, ma ha un vero impatto.

E tu? Come ti senti?

A te come va?

Hai esperienza in questo ambito? Ti senti intrappolato nella bolla dei media sociali? Hai provato a fare qualcosa per uscirne? Ha funzionato?

Lascia un commento, mi piacerebbe discuterne insieme!

This post in also available in English

 

6 thoughts on “Rompere il circolo vizioso dei media sociali

  1. Ho letto con interesse e condivido. Anche io sono passata nel tempo al silenziamento delle notifiche. Dalla mia iscrizione a Twitter a oggi ho ridotto gli interventi, che erano già comunque pochi. Già di mio, per indole, di fronte a fatti drammatici tendi a restare senza parole. Ho apprezzato la pacatezza che arriva dal tuo scritto, oltre al contenuto in sé. Mi manca la parte di attivismo: dovrei fare qualcosa in effetti.

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  2. Condivido pienamente. Questa estate ho sperimentato un periodo senza collegamento wifi e telefono. Ho trascorso giornate scandite dall’ora solare e con genuine relazioni sociali. Ho scoperto di avere un sacco di tempo per coltivare nuovi interessi e per approfondire temi con sane letture (su carta).

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  3. Condivido tutto. Internet ha vissuto un’epoca migliore quando c’erano i blog. Oltre che a chiedere più cura nella sua gestione, il blog richiede anche di riflettere maggiormente su cosa si scrive. Speriamo ritorni quella fase.

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  4. Condivido tutto. Internet ha vissuto un’epoca migliore quando c’erano i blog. Oltre che a chiedere più cura nella sua gestione, il blog richiede anche di riflettere maggiormente su cosa si scrive. Speriamo ritorni quella fase.

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  5. Si, condivido. Anche io ho disabilitato le notifiche lasciando solo il numero dei messaggi accanto all’icona. Ho cercato anche meno distrazioni dalla posta elettronica. Mi impongo di guardare la posta solo ad intervalli regolari (più o meno lunghi in base ai lavori in corso).
    Attivismo: una parola difficile da collocare in agenda. Mai dire mai.
    Grazie per la tua interessante riflessione!

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