Lo sciopero della fame di Paola

Paola è una mia amica che sta facendo lo sciopero della fame e della sete per protestare contro il Corriere della Sera che lo offre condizioni di lavoro insostenibili.

Paola è una mia amica e non credo che abbia preso questa decisione a cuor leggero. Lo sciopero della fame e della sete è molto pericoloso e onestamente sono molto preoccupato per lei.

Non ha alcuna importanza per me in questo momento se Paola abbia ragione o torto, mi interessa solo che stia bene e che la situazione si sblocchi nel più breve tempo possibile. Ci saranno altri momenti per discutere se sia il modo migliore o no di protesta, per discutere se il Corriere della Sera si comporti male oppure no con lei e altre questioni minori.

Adesso la cosa importante è che qualcuno si metta la mano sul cuore, alzi il telefono e faccia finire questa cosa subito. Quindi caro Direttore Ferruccio de Bortoli, chiami immediatamente Paola e fissate un incontro. Poi magari non vi mettete d’accordo, ma risolviamo un problema alla volta.

Coraggio.

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7 thoughts on “Lo sciopero della fame di Paola

  1. E certo, ora è De Bortoli che deve chiamare lei, mah, stai fuori. Questi articoli telecomandati sono patetici tanto quanto chi non vuole mangiare perchè non hanno assunto a lei e hanno scelto un altro. Smettetela

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    1. questo blog non ha articoli telecomandati. Non è certo una pista polistil.

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  2. Caro Kalle
    Se prima di iniziare a sparare sentenze imparassi che nella vita ci si qualifica con nome e cognome per essere considerati credibili faresti un buon primo passo avanti. E inveci stai pure dove sei a trollare.

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  3. Si fa presto a dire “articoli telecomandati”. Ci vuole un po’ di piu` per riflettere: perche` un datore di lavoro ha bisogno di una collaborazione di un anno rinnovata 7 volte? Sara` forse perche` ha bisogno di lavoratori ma non vuole pagare (tutto) il costo del lavoro (contributi, ferie o maternita` ad esempio)? non ci sono piu` lavoratori con una propria dignita`, cosi`, ma solo mendicanti di lavoro…

    la flessibilita` non e` nata come strumento di ricatto prolungato per i giovani… deve facilitare le assunzioni per lavori atipici o saltuari, per far fronte ad emergenze lavorative… per lavori cosi` lunghi e sistematici (sette anni mi pare un bel periodo) ci sono gia` i contratti tradizionali (apprendistato, formazione-lavoro, …)…

    Sul discorso dell’assumere lei o l’altro, be’ dal momento che il Corriere riceve finanziamenti pubblici, sarebbe portato ad essere un minimo trasparente sui suoi criteri di selezione… soprattutto considerato il gran parlare che fanno di merito…

    Viceversa, se l’editore del Corriere facesse tutto di tasca propria (ovvero con i soldi delle copie vendute ai lettori + pubblicita`), allora credo che avrebbe tutto il diritto di assumere chi vuole (ma l’assunzione di un cococo per 7 anni di fila rimarrebbe un’ingiustizia…)

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