Tre foto da New York – analisi di come le ho fatte

Alessio & Elspeth

Alessio Jacona and Elspeth Rountree
Alessio ha intervistato Elspeth dopo la tavola rotonda “know your meme”. La sala stampa era particolarmente buia ma il mio flash puntato sul soffitto ha risolto il problema. Per fortuna qualche luce di fondo ha dato profondità al muro dietro di loro. L’effetto plastico è dato dagli 800 iso e quindi dal rumore che ho cancellato con Lighroom unito allo sharpening estremo. La vignettatura era d’obbligo per esaltare i soggetti centrali.

Alessio dopo la corsa

Alessio post run
Alessio è rientrato dalla corsa mattutina a Central Park e mi ha avvertito che stava arrivando pochi minuti prima di giungere all’hotel. Voleva un ricordo della scorrazzata sotto la pioggia e non c’era niente di meglio di un ritratto a 20mm per includere il contesto urbano a cui teneva tanto.
Niente flash e solo luce naturale all’alba (era partito per la corsa che ancora era buio). Successivamente ho abbassato la saturazione e corretto la vibranza per avere colori morbidi ma non completamente piatti. Ho aggiunto un gradiente di sottoesposizione da destra verso sinistra per togliere rilievo alla strada ed esaltare il soggetto che fortuna non guardava in camera altrimenti avrebbe rovinato tutto. Ho scattato inclinando a sinistra per mantenere il dinamismo della corsa.

Tim O’Reilly

Tim O'Reilly
Durante la tavola rotonda con i giornalisti ero bloccato in un angolo della piccola sala stampa. In prima fila ma senza libertà di movimento. Con il mio 50mm “da blogger” ho voluto isolare l’espressività di Tim mettendolo a contrasto con il vuoto del muro dietro di lui. Le linee di texture a sinistra sono molto utili come limite estremo per lo sguardo che non si smarrisce nella mancanza di contesto intorno al soggetto.

Qualche consiglio per concludere

Prima scattate delle foto, poi fate la postproduzione e poi pubblicatele. Solo successivamente prendete quelle che hanno fatto il più alto numero di viste e inventate un modo molto fico di raccontarle. Mettete qualche definizione tecnica per sembrare che avete fatto apposta. Se la foto è storta dite che è dinamica, se è scialba tirate a mezzo la ricerca dei toni morbidi. Il bianco e nero salva l’80% delle foto fatte male, il restante 20% sta nella fantasia di saper inventare scelte coraggiose durante lo scatto. Se non sapete fare le foto, almeno impegnatevi a cercare qualche scusa decente.

13 thoughts on “Tre foto da New York – analisi di come le ho fatte

  1. Le foto sono belle, molto. Le spiegazioni fantastiche.
    Mi piace questo passo: “Ho scattato inclinando a sinistra per mantenere il dinamismo della corsa.”. E’ un ottimo suggerimento… 😀

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  2. gran finale… ma attenzione a non dire troppo. lasciare una buona fetta di interpretazione potrebbe suggerire motivazioni che… non sapevi di aver motivato

    chessò, la scelta di attendere l’arrivo di un passante con un ombrello per sottolineare la pioggia (e con un ombrello bianco e nero, per essere nel giusto tono dell’immagine e non rubare attenzione al soggetto)
    visto? 😛

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