Consuetudini imbecilli – Il disclaimer in calce alla email

A tutti è capitato di ricevere almeno un email con questo disclaimer in calce:

Si precisa che le informazioni di questa email sono riservate ad uso esclusivo del destinatario. In caso di ricevimento del presente documento da parte di soggetto diverso dal destinatario indicato, questi, in ogni caso, è diffidato dal leggerlo, a farne uso a qualsiasi titolo ed è gentilmente pregato di contattarci telefonicamente quanto prima nonchè distruggere la copia erroneamente ricevuta. La comunicazione, la diffusione o la riproduzione in qualsiasi modo eseguite del messaggio, sono vietate.

Questa è una delle più grandi idiozie mai scritte dall’uomo e come tale, ovviamente, è stata inserita in tutte i template di email aziendali. Oltre allo spreco di bit inutili è veramente ridicolo quanto coloro a cui faccio notare la totale idiozia di questo messaggio provino a difendere tale disclaimer: “eh ma ce l’hanno tutti”, “è obbligatorio”, “è importante”.

Stupidaggini! Sono solo stupidaggini. Se io invio una mail a qualcuno e non è il corretto destinatario sono IO a commettere un errore, non lui a leggerla. Se attraverso tale mail invio dati riservati, la mia azienda può citarmi in giudizio, se diffondo dati personali sono io a violare la legge, non lo sfortunato ricevente.

Non riesco a capire perchè più una cosa è stupida e più si diffonde.

27 thoughts on “Consuetudini imbecilli – Il disclaimer in calce alla email

  1. Poi è ancora più stupido scriverlo in calce, magari in grigetto, con font di dimensione 9px se non più piccoli (perchè solitamente chi mette queste precisazioni ha anche la cattiva abitudine di mandare le e-mail in HTML e non plain text).

    Se è così importante sarebbe meglio avvisarmi prima che legga la mail e non dopo (se tutto va bene).

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  2. Ti dimentichi le email in formato html con sfondi obrobriosi e l’alberino verde “pensa all’ambiente prima di stampare questa email”

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  3. La cosa più bella è quando lo dici a chi di dovere presso $aziendaCliente e ti insultano pensando che tu stia tirando fuori blasfemie e che non ti rendi conto della pericolosità dovuta al fatto che questo splendido messaggio non venga inserito in calce alle mail in uscita …

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  4. sebbene sia della stessa opinione (ci sarebbe da discutere anche del quoting) sul sito del Garante Privacy c’è questo documento: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522 dove a un certo punto scappa fuori: “è opportuno che i messaggi di posta elettronica contengano un avvertimento ai destinatari nel quale sia dichiarata l’eventuale natura non personale dei messaggi stessi, precisando se le risposte potranno essere conosciute nell’organizzazione di appartenenza del mittente e con eventuale rinvio alla predetta policy datoriale.” e intende sottolineare il caso che il “leggente” (!) potrebbe NON essere legittimato a farlo, un po’ come leggere una lettera o un documento di altri. Giusto per precisare e non per creare flame! Salut.

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  5. Che sia imbecille non è dubbio.
    Ma più imbecille è la legge per la privacy che prescrive queste cose e molto di peggio. Quindi non lo si fa per volontà, ma per non beccarsi la multa dal garante.

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  6. Io in calce alle mie mail metto questo disclaimer:

    “Questo messaggio di posta elettronica contiene informazioni di carattere confidenziale rivolte esclusivamente al destinatario indicato, semprechè sia quello giusto. Sarebbe vietato l’uso, la diffusione, distribuzione o riproduzione da parte di ogni altra persona se non espressamente autorizzato. (Ma perché si manda in giro roba confidenziale a chi non sa tenere un segreto?) Nel caso TU avessi ricevuto questo messaggio di posta elettronica per errore, sei pregato di distruggere quanto ricevuto (compresi gli allegati) senza farne copia se non per usi pruriginosi. Qualsivoglia utilizzo non autorizzato del contenuto di questo messaggio costituisce violazione dell’obbligo di non prendere cognizione della corrispondenza tra altri soggetti malgrado l’evidente coda di paglia del mittente, e ti espone a remote conseguenze delle quali nessuno ne ha avuto MAI conoscenza. E soprattutto, perché dovresti perdere tempo per gli errori di un altro?

    Prima di stampare questo messaggio, pensaci su se ne vale la pena: è un foglio in più da metter via o da buttare nel cestino… però fanne una fotocopia, non si sa mai.”

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  7. Vi è mai capitato di inviare una mail riservata e che il ricevente poi si prendesse la libertà di diffonderne il contenuto ignorando la riservatezza del messaggio? Il disclaimer tutela anche in queste situazioni.. una persona poco accorta forse ci pensa un po’ di più prima di fare un inoltro facile… e chi riceve l’inoltro è ancora più vincolato.
    Possono sembrare ‘Consuetudini imbecilli’, ma vi assicuro che in certi contesti questi cavilli cambiano il mondo.

    P.S. L’esempio di disclaimer riportato è effettivamente pieno di cose da limare, ma la superficialità di questo disclaimer non basta per mettere in cattiva luce i disclaimer in generale.

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    1. Oh, finalmente uno che sa leggere (e comprendere) un testo in italiano e centrare il punto.
      Il problema è proprio quello che hai esposto.
      Se io sbaglio a inviare -nonostante sia, comunque, errore mio- INVITO cortesemente a cestinare il messaggio o ad essere avvisato.
      Se NON sbaglio ad inviare INVITO -in ogni caso- a considerare il messaggio confidenziale e non autorizzo (io) a inviarne copia a terze parti.
      Poi, sincerente, non so se dal punto di vista legale la cosa abbia valore o meno.
      Poi gli imbecilli scriveranno: “se lo leggi e sei una perzona falza devi formattare l’hdd”; ma questa è un’altra storia…

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  8. Che sia di scarsa utilità, l’abbiamo tutti compreso: tuttavia, in un mondo (o forse è meglio dire un’Italia) dove ci vuole per forza una legge o una multa per farti capire cosa è giusto e cosa non è, il disclaimer serve a dire al destinatario che il fatto che sia giunto in possesso di un documento di altri, non l’autorizza a farne liberamente uso, visto che si tratta di un documento riservato!
    Inoltre, il disclaimer da te citato non riporta una parte importante e cioè che il messaggio recapitato per sbaglio può essere restituito sempre via e-mail, consentendo di non commettere lo stesso sbaglio altre volte!

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  9. Sulla stupidità del messaggio posso anche concordare. Sul resto, no.

    Se una terza persona riceve un messaggio che non le è destinato, ovviamente lo riceve per errore del mittente. Su quel messaggio (a meno di manomissioni successive) è di fatto riportato in calce quel testo.
    Quello che significa testualmente è che l’erroneo ricevente non ha titolo (giuridico) a comportarsi e agire successivamente come se fosse l’esatto destinatario. Cioè copia, archiviazione, divulgazione, inoltro, uso lecito/illecito dei contenuti di quel messaggio.
    Lo può fare lo stesso? Certo che lo può fare! Se lo fa, si espone alle conseguenze giuridiche (che ci potranno essere o non essere, dipende se il mittente sporgerà querela) del suo operato, perché la volontà del mittente è manifesta e determinata ancor prima che questi compia quanto diffidato dal fare.

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  10. Cari tutti, il disclaimer in calce alle email è pura idiozia.
    Nessuna legge lo prescrive (sfido chiunque e mostrarmi una norma in vigore nello stato italiano che prescriva simili sciocchezze).
    E’ perfettamente inutile, come lo sarebbe scrivere sullo scooter incatenato al palo sotto casa “Questo motorino è privato ed è destinato ad esser usato esclusivamente dal suo proprietario o da terzi espressamente autorizzati dal predetto. Qualsiasi uso non autorizzato del mezzo qua sotto espone il violatore del suddetto precetto alle sanzioni di legge, civile e penale, tra le quali quella prevista dall’art. 640 c.p.. Se vi capitasse di vedere questo motorino utilizzato da persona diversa dal suo proprietario siete pregati di riferirlo alle Autorità competenti e/o direttamente al proprietario pro tempore come risultante dal PRA”.

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  11. “…tuttavia, in un mondo (o forse è meglio dire un’Italia) dove ci vuole per forza una legge o una multa per farti capire cosa è giusto e cosa non è…”: mi dispiace informarti che, almeno in questo caso, non è un’abitudine prettamente italiana. Grandissime aziende per le quali ho lavorato, non solo scrivono frasi analoghe: scrivono interi romanzi, in calce ai messaggi, speso anche tradotti in diverse lingue.

    Semmai ritengo più sensato, almeno ai fini legali, ed “ecologici”, scrivere qualcosa come : “Disclaimer: url-della-pagina-web-relativo”. Una semplice riga e chi proprio vuole andare a leggersi la pappardella, basta che clicchi sul link.

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  12. si ma chi la riceve erroneamente, la utilizzia per scopi suoi propri, illegittomamente, approfittando, di quanto viene a conoscenza pre errore, oltre chi invia, risponde chi riceve per l’indebito uso…

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  13. la firma, perchè tale è il suo nome, la metto per rendere più professionale e più personalizzato la mia mail. se hai problemi con il tuo provider perchè non te le scarica problemi tuoi!

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  14. alla luce di quanto sopra, non essendo io un uomo di legge, come posso tutelarmi dall’utilizzo da parte di terzi del contenuto del mio invio?
    Mi spiego, io faccio il creativo, e spesso per motivi logistici, non riesco a far visionare personalmente i miei bozzetti, e quindi li invio mezzo mail.
    Mi è capitato in passato che alcuni cosa fanno, per lavarsi la faccia mi comprano magari un disegno e poi invece li utilizzano più o meno tutti, scimmiottandoli.
    Come posso tutelarmi allora?? o per lo meno che deterrente posso adottare?
    Sinceramente grazie!!

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  15. il “disclaimer” nasce nei sistemi di diritto anglosassone ( common law ) e credo abbia dato e dia un bel po’ di lavoro agli avvocati. Naturalmente anche in quei sistemi la dichiarazione di non assumersi responsabilità per l’errato recapito del messaggio, o per l’uso indebito che il destinatario ne fa, lascia, in larga misura, il tempo che trova. Va detto che la posta elettronica non può sostituire la posta ordinaria in busta chiusa, a meno che non sia protetta con accesso mediante password. Quindi chi invia le e-mail sa che è come mandare una cartolina postale ( in realtà molto peggio ai fini della riservatezza) con la quale nessuno invierebbe alcunchè di riservato. Quindi inviare con una e-mail non protetta un messaggio realmente riservato è una contraddizione in termini e nessun disclaimer proteggerà realmente il mittente.
    L’avviso che si tratta di un messaggio riservato (confidential) tuttavia ( anche se in modo non uniforme in tutti gli ordinamenti ) vincola il ricevente a non diffondere il messaggio ulteriormente di sua iniziativa.
    Paolo – Milano

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  16. Ma quale legge è pura frase inibitoria e significa : “io ho i soldi e posso farti davvero male” per quel poco di cultura che ho è proprio il profilo che vuole mantenere l’italiano medio (un fattorino a nero, un extracomunitario dietro “le quinte ” e la bocca larga i cui usi più svariati partono dal lecchinaggio allo sparlare a smancerie come queste ). No non è cool ne idiozia è solo una pagliacciata. Un uomo serio non ha bisogno di queste buffonate..Dalle mie parti il 90% dei clienti che assumono atteggiamenti professionali del genere è un cliente che chiede la carità per avere un vantaggio qualsiasi rispetto allo standard “nel nome di mamma azienda”…Nulla a che vedere con la legge o morale sono i soldi e i modi che hai per fare soldi che comandano..

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  17. Gent. mo Sig Sartoni,

    un disclaimer non cambia il karma del mondo.
    Ma le posso assicurare che se malauguratamente qualche malintenzionato abusa della sua mail e malauguratamente lei non ha avvisato dei rischi che il lettore corre nell’abusare di quella mail, non passerà dei bei momenti.

    I riferimenti normativi possono essere trovati con una banale ricerca:
    “articolo 31 del Dlgs 196/2003 in tema di misure idonee di sicurezza. A differenza delle misure minime di sicurezza, per le quali il Legislatore prescrive dettagliatamente i requisiti da rispettare per essere in regola, per le misure idonee invece, analogamente al D.Lgs. 81/08, (ex 626/94), il Legislatore con la medesima filosofia non ti dice cosa devi fare, ma sei tu titolare del trattamento che devi spiegare tutto ciò che hai fatto per evitare violazioni nei trattamenti di dati personali.Poter rammentare a un destinatario di una mail, le leggi vigenti in materia di privacy e violazioni della corrispondenza (616 C.P.) per avvertirlo dei rischi che corre se adotta comportamenti non corretti rappresenta senza dubbio una misura idoneaa di sicurezza.” [cit. federpivacy.it]

    Detto quanto sopra, resta comunque liberissimo di fregarsene del disclaimer.

    Saluti

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  18. Ritengo che una dicitura importante da inserire a firma dell’email in uscita sia: email scansionata e controllata da sistema antivirus “Antivirus 2015″. (Antivirus utilizzato)
    Cosi’ da dimostrare di aver ” adottato sistemi di sicurezza in trattamento dati” oltretutto con strumenti elettronici!!!!

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  19. concordo con Antonio, Paolo e Noru, mi spiace ma dalla mia esperienza quando sei in sede legale qualunque accortezza ti giova, seppur poco…

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