Multilevel Marketing: gli orologi, i bar e il colore delle cravatte…

Da imprenditore ( ho una società di consulenza aziendale, mi occupo di sicurezza sul lavoro, gestione rifiuti, certificazioni iso 9001 ecc..) sono stato più volte avvicinato da conoscenti che mi proponevano affari riguardanti il multilevel (dai prodotti per l’igiene, ai club di lusso, ai prodotti per dimagrire, agli investimenti finanziari – pericolosissimi – e chi piu ne ha più ne metta). E ogni santa volta tutto era luccicante e prospettava facili guadagni, inoltre, come da copione, mi trovavo a prendere infiniti caffè in bar sparsi per la romagna con persone in giacca e cravatta che ostentavano orolologi di marca e giocherellavano con portachiavi di auto sportive.
Gli orologi, i bar, il colore delle cravatte e la marca delle auto cambiavano. Ma una sola cosa rimaneva costante: l’arroganza di questi sedicenti “Area manager” che mi avrebbero dovuto spiegare per filo e per segno in che cosa consisteva l’affare. Uno una volta mi disse ” noto che lei è balbuziente, e glielo dico in faccia perchè tanto tutti pensano che per questo lei non valga nulla ma nessuno glielo dice. Come vede sono una persona molto franca…. come è trasparente questo tipo di lavoro che le offro. Pensi che il ns vicedirettore di bergamo è un ex operaio anche lui col suo medesimo difetto… e adesso ci comanda tutti!” (sorriso a 72 denti).
Ebbene, caro signore, anzi, cari signori, sappiate che io li conosco i veri imprenditori, quelli che hanno la villa, la villa al mare, la villa in montagna, e magari pure la barca (che piu che barca sembra un incrociatore). E spesso indossano una camicia a quadri, scarpe comode, mi si rivolgono con cordialità chiamandomi “Dottore” e, sopratutto, non badano al fatto che possa impiegare qualche secondo in piu per dire ciò che devo dire ma a cosa faccio per la loro azienda e se la faccio bene.
Questi sistemi di marketing, come diceva Davide, sono mezzi subdoli utilizzati da poche persone senza scrupoli a danno di molte più deboli o inesperte. Vendendo, anzi, sembrando di “regalare” l’avverarsi sogno, e credo non ci sia cosa piu brutta che illudere una persona magari bisognosa.
Non per questo ritengo che non esistano metodi onesti per fare buoni affari, però serve intelligenza, intraprendenza, e sopratutto senso critico nel pesare ogni minimo aspetto di una attività imprenditoriale. E allora ci si rende conto che le fregature si possono evitare.

Questo è il commento di Alex ad un mio vecchio post sul Multilevel Marketing.

1 thought on “Multilevel Marketing: gli orologi, i bar e il colore delle cravatte…

  1. Il mio promotore finanziario (molti ne hanno uno) mi chiama solo per invitarmi al cinema o al teatro a sentire degli economisti in videocassetta oltre che nelle occasioni in cui mia mamma mi regala due soldi per il compleanno e lui vede un bonifico arrivare.
    Un giorno passa da casa mia ed entusiasta mi dice che la banca sta selezionando del personale per diversi ruoli, anche marketing . Mi invita quindi a partecipare alla selezione (una prima scrematura) fatta attraverso un test psicoattitudinale nel loro sito.
    Vabbè, io sono diffidente, ma per una volta avevo anche la curiosità di vedere ste due domandine a quiz.
    Bene. Inizio alle 23…e finisco all’1. Saranno state 200 domande. Mi sembravano quei quiz da militari. Mentre lo facevo tornavano sempre le stesse domande sull’approccio alla vendita…bha…ad ogni modo ero in ballo e non mi piaceva premere “quit”.
    Finisco e vado a letto.
    Il giorno dopo alle 09:01 mi chiama una segretaria che mi dice che avevo fatto il test e che ero risultato il migliore in assoluto. Accidenti! La mamma mi dice sempre che sono intelllllligente, ora me lo dice anche la mia banca!
    La segretaria mi fissa con un incontro con il megadirettore. Io posso fra 3 gg. Lei: “no! no! prima il dottore la vuole veder esubito per il suo altissimo potenziale”.
    Morale della favola, un po’ per pena, un po’ perchè il mio promotore mi telefonò dicendo entusiasta che ero il “top del top” …vabbè accontenitamoli.
    Mi presento al colloquio e ovviamente davanti ho il megadirettore: napoletano (non che abbia nulla contro i napoletani…ma questo era napoletano, prendetelo solo come un fatto), gemelli d’oro, orologione rolex…pari pari al copione racontato da Alex.
    Inizia una storia lacrimevole di lui che prima governava 500 ingeglieri tecnici di una prestigiosa ditta, mentre ora gestisce 100 promotori ed è felice, ricco, gran scopatore…insomma, il “napoletano” ha tutte le fortune.
    Ovviamente mi chiede:
    – di licenziarmi immediatamente
    – di rinunciare ad uno stipendio, per un imminete di stenti, ma un futuro di richezza senza confini
    – di inziare a pagare delle spese in condivisione per un ufficio (ma dopo qualche mese di prova, bontà sua!)
    – di essere un sottoposto del mio promotore

    Passi per tutto il resto…ma l’ultimo punto no! MAI! Piuttosto muoio di fame!

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