Analisi del mezzo FriendFeed – la separazione del personale dal professionale è possibile?

Ho un cliente (azienda) che sta analizzando FriendFeed da diverse settimane per cercare di capire se può essere un buon mezzo di interazione e collaborazione per tutte le risorse umane interne.
L’amministratore delegato (donna), dopo essere stata catturata dalle conversazioni in rete per quasi tre mesi e aver conosciuto molti dei protagonisti del FF italiano mi ha scritto vie email questa lucida analisi, basata sulla propria esperienza personale:

“beh…io credo che gli uomini di FF siano fondamentalmente sfigati (con le dovute eccezioni) che però si ritrovano in un ambiente pieno di disperate (al limite dell’assatanato devo ammettere) e questo conferisce loro un potere che non sono in grado di gestire. E succedono questi casini [ndr si riferisce ai flame continui e agli inciuci seriali].

Il vero stronzo è uno che sa prendere in giro così bene che poi NESSUNO può andargli a recriminare nulla. E’ un’arte essere stronzi…devi saper tenere in piedi le situazioni, devi trattare le persone a compartimenti stagni, devi separare nettamente i cavoli tuoi dalla facciata…non è che chiunque può reggere una cosa così. Su FF non ci riescono. Hanno troppa voglia di raccontare e raccontarsi.”

Ovviamente si tratta di un’analisi molto personale e che sono stato autorizzato a rendere pubblica. L’azienda deve ancora decidere se abbracciare o meno la piattaforma FF.

11 thoughts on “Analisi del mezzo FriendFeed – la separazione del personale dal professionale è possibile?

  1. Stronzi, sfigati, depressi e puttane… Non una parola sullo strumento in quanto tale e sulle potenziali implementazioni in azienda.

    Comincio a comprendere il perché di tante cose a livello macroeconomico nazionale.

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  2. Quoto il mio omonimo Davide… Non ha colto un bel niente delle potenzialità di FF per l’azienda… semplicemente ha evidenziato i lati negativi del mezzo (e ogni mezzo ne ha ;-)).

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  3. Io di dimensione analitica non trovo niente.

    Si tratta di una opinione personale (che sostanzialmente condivido – sulla parte dell’essere stronzo sinceramente l’ho persa) e giudizi spannometrici sugli utenti, ma che nulla ha che fare con una analisi del mezzo Friendfeed.

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  4. Se hanno bisogno di uno strumento per risorse interne, non sarebbe il caso di cercare uno strumento fatto per un uso interno?

    Io avrei dubbi suil futuro di FF dopo l’acquisto da Facebook. Già certi cose non funzione più e non vogliano accomodarli (link al profilo linkedin ad esempio). Strumenti come FF posso essere spenti da oggi a domani (esempioBebo http://bits.blogs.nytimes.com/2010/04/06/aol-looking-to-sell-or-close-bebo/ ); manca un livello di servizio garantito (SLA); utenti possono scontrarsi contro le condizioni di servizio e trovarsi tagliati fuori http://friendfeed.com/nicolagreco/a49f7ffb/mi-hanno-disabilitato-l-account-su-facebook … no, non è un buon idea se lo scopo è un utilizzo al interno all’azienda.

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  5. sarà anche lucida ma poco approfondita.
    lucida, poi.
    mah.
    peccato perché per molti di noi FF è ed è stato d’aiuto per coinvolgere tante persone a partecipare a eventi o petizioni che altrimenti non avrebbero fatto rumore.

    non penso che FF sia ancora sfruttato al meglio, ma “uomini sfigati” e “donne assatanate” mi sembra un po’ limitante.

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  6. Il termine “sfigato” qualifica chi lo usa. Uno che è cresciuto guardando i film adolescenziali degli anni 80, con la società divisa in 2 caste: cheerleader e giocatori di football da una parte, nerds e secchione dall’altra. Sostanzialmente uno che è rimasto con la mente ferma a 30 anni fa, ai paninari e agli yuppi, mentre il mondo andava avanti in tutt’altra direzione. Forse si è persa la novità: oggi i miliardi li fanno i ragazzini che smanettano coi computer. Gli sfigati insomma.

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  7. Non credo che gli uomini e le donne che usano FF siano tanti diversi da quelli che lavorano presso il tuo cliente. Se quella signora potesse sentire quello che dicono fra di loro, probabilmente otterrebbe un risultato simile a quello che legge su FF. Quindi io respingo con forza tali commenti, al limite dell’insulto. Ma, come dice @davidonzo, FF è uno strumento e il giudizio dalla signora non c’entra nulla con FF e con i vantaggi che potrebbe ottenerne (e io penso che ce ne siano tanti).

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  8. Anche io sono dell’opinione di Sean Carlos.

    Se si vuole uno strumento per la comunicazione interna all’azienda perché affidarsi ad una risorsa esterna, pubblica e piena di rumore?

    La mia idea sarebbe installare sulla intranet o su un server esterno uno strumento come BuddyPress e vedere cosa succede.

    Sui commenti riguardanti FF non so: personalmente non mi sono mai appassionato alle discussioni su quella piattaforma.

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  9. La cosa da chiedersi secondo me è come sia nata una idea tanto folle: che senso ha usare FF per la collaborazione interna quando ci sono strumenti molto più adatti, più sicuri e meno dispersivi?

    bob

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  10. Probabilmente non è un consiglio vero e proprio, visto che con tutta probabilità lo conoscerai già, ma come strumento di condivisione interna non c’è niente di più semplice e di più efficace di Basecamp: economico e potentissimo.

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