Il pregiudizio dell’indirizzo email

Se qualcuno ci scrive una email da libero.it o da hotmail.it lo consideriamo diversamente da qualcuno che ci scrive da gmail.com o da suodominio.com?

Bene, pare proprio di si, soprattutto in ambito lavorativo. Il pregiudizio sull’indirizzo email prende il sopravvento ancora prima di leggere il corpo del messaggio.

Qui c’è un interessante articolo su questo argomento e Alessandra ne ha fatto un breve cenno nel suo ultimo post su CommonSenseDispenser (blog da non perdere).

Ammetto di essere affetto da questo pregiudizio, e voi?

Published by Luca Sartoni

I lead a team of engineers across three continents at Automattic. I love hiking, photography, and 3D printers.

22 thoughts on “Il pregiudizio dell’indirizzo email

  1. anche io non reputo professionali gli account email @hotmail.com.it o @live o libero o virgilio solo quelli @tiscali… ma io sono di parte, sono sardo!

  2. Sì, se si tratta di corrispondenza aziendale.
    Se parlo con un libero professionista, invece non c’è problema.
    Per il resto nessun problema… la morosa ha ancora la casella su @iol.it!

  3. Effettivamente sì. Un’azienda senza un dominio e un sito ti trasmette un’idea di casalingo e semi-amatoriale… Anche nel caso di “persona-azienda” come ti aspetti che sia il freelance.

  4. Dei contatti lavorativi e non che ho sparsi per la rete, direi che un buon 80% ne è affetto. Io credo quasi di averla scampata, inutile che mi scrivi da una gmail con firma fighissima se la mail era da cestinare alla prima riga 🙂

  5. Totale pregiudizio no, magari si tende a dare maggiore importanza a quelle che provengono da dominio personale o -si perché no- da GMail. Non si transige però sulle aziende, investire qualche euro per prendere il dominio legato al nome della propria attività ormai penso sia alla portata di tutti.

  6. Dannazione, ne sono affetto! E mi capita di bisbigliare ai clienti cose tipo “eh beh non vorrà mica mandare mail ai suoi utenti da una casella @tiscali, vero?” 😀

  7. Anche io ho questo pregiudizio, e francamente non riesco ad immaginare di usare libero o simili e pretendere di essere un professionista. Lo so, può essere sbagliato, ma il pregiudizio rimane perchè il 99% delle volte ho ragione 🙂

  8. Sì, se è una corrispondenza professionale: come prendere sul serio un o una pr che ti contatta con @libero.it? Con quel poco che costano i domini?

  9. Proprio ieri ho avuto lo stesso pregiudizio, poi penso che quella società è la migliore in Italia su quel tipo di tecnologia, e il suo fondatore ha una mail @gmail.com

    Forse è davvero un “pregiudizio” e come tutti i pre-giudizi andrebbe vinto 🙂

  10. Dipende. Io storco il naso più sulla username che non sul dominio.
    Qualunque dominio è accettabile (vedo pochissime differenze tra gmail, hotmail, libero etc che considero sullo stesso livello – BTW uso sia libero a pagamento che gmail, email etc) ma non delle username con nick, nomignoli, alias etc etc.
    Ovviamente da un’azienda mi aspetto che abbia almeno un dominio “nomeazienda” per la posta.

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