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Lo strano caso dell’Intergruppo Parlamentare 2.0

Prima della vacanze di natale, Nicola Mattina sollevava qualche dubbio sull’intergruppo parlamentare 2.0, ottenendo un paio di risposte dai diretti interessati.

Per farla breve è stato costituito un intergruppo parlamentare che dovrebbe occuparsi di tematiche relative alla rete. Ma poi è saltato fuori che il gruppo è promosso da RETI, una società di lobbying (fin qui niente di male) che prima sostiene di avere Google alle spalle e poi la notizia viene smentita.

Successivamente salta fuori che questo intergruppo è piuttosto fumoso e latitante e le testimonianze in merito non sono delle migliori:

Alfonso Fuggetta: “Ebbene si. Ho fatto l’incontro a Roma. Sapete in quanti si sono presentati? Uno, 1, dicesi 1. Non dico altro.”

Marco Montemagno: “Ok mia esperienza con l’Intergruppo parlamentare: invitato a un incontro a Roma qualche mese fa non si è presentato nessuno senza neanche una motivazione o 2 righe di scuse. Tempo perso. Imbarazzante e assolutamente privo di professionalità.”

Detto questo, Nicola sta cercando di capire se sia possibile contribuire ad un dibattito con questo intergruppo e in che modo la rete possa dettare l’agenda di questo organismo.
Secondo me è una strada da tentare, per quanto le possibilità di essere ascoltati siano davvero poche, viste la passate esperienze con i nostri politici.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

5 replies on “Lo strano caso dell’Intergruppo Parlamentare 2.0”

Un fatto che dovrebbe far riflettere sulla validità del cosiddetto gruppo è che sono pressoché assenti i deputati radicali, che nei primissimi anni ’90 portarono Internet nella politica, prima con una BBS a Roma, poi con Agorà Telematica, uno dei primi provider italiani…

Mackley, i radicali ancora presenti in parlamento sono solo le mezze tacche… perfino tra i radicali non ci sono persone che conoscono la rete alla perfezione (pero’ hanno degli ottimi suggeritori). Te lo dico per due motivi:

1) cfr. Buongiorno.it vs Punto Informatico (ie: buongiorno permette ai radicali di usare gli indirizzi email per fare propaganda politica su Internet – e nessuno fa niente per niente, soprattutto quei tizi di Buongiorno che nacque come mailing simpatico di una famigliola che mandava tutte le mattine una spiritosaggine o una citazione famosa in email, per poi finire ad essere uno spammer professionista – spammando milioni di persone, dopodiche’ porta in tribunale una testata per il solo fatto di aver riportato la notizia, e il giudice incompetente … eravamo intorno al 2000 mi pare… che non capisce nella sostanza l’importanza di non spammare – cfr. oggi il 97% di email e’ spam, fonte Cisco: hai idea di quanta corrente viene consumata per far girare quei volumi di spam? – condanna la testata giornalistica invece di archiviare e rimborsare le spese legali agli editori);

2) il radicale giovane (qui su due piedi non ricordo il nome, e’ un bravo ragazzo, ho partecipato anche io un paio di volte… in incognito… ad una loro videoconferenza di agora’ digitale e mi ha fatto un’ottima impressione) che e’ andato ad AnnoZero come presenza autorevole sulla privacy, s’e’ fatto mangiare in testa da un coglione del PDL perche’ non conosceva sufficientemente bene la materia. Ha fatto del suo meglio eh; nessuno nasce imparato… e sulla privacy… eheh… c’e’ una intera enciclopedia da scrivere… pero’, ecco, non e’ propriamente il massimo presente in circolazione.

In generale sempre meglio loro o dipietro che PD-PDL, che hanno gia’ dimostrato perfino robe che io non sarei mai riuscito ad immaginare (in negativo); ma evitiamo di eleggerli “Gruppo Parlamentare di Internet”. Diciamo che stanno a pari di Cortiana, per esempio. O quell’altro politichetto di Sinistra&Liberta’ che qualche tempo fa fece l’ennesimo disegno di legge sul diritto d’autore finito per essere approvato con il solito emendamento di ultima istanza, infilato da non si sa quale manina, che ne stravolge completamente il senso finendo per fare o semplice confusione nei codici, o addirittura il contrario di quello che serve… purtroppo non mi viene il nome.

[…] da allora, a parte altri pochissimi post, non s’è più mossa una foglia nell’Intergruppo Parlamentare 2.0. Pare quasi che i suoi membri abbiano fatto di tutto per far dimenticare di essere tali. Nemmeno quelli di loro che hanno fatto qualcosa nel settore di recente si sono mai preoccupati di annunciarla su quel blog. Nessuna risposta ai commenti, nessun post di commiato, zero assoluto. E quello è il meno: guardate come si comportavano di (non) persona a inizio 2010. […]

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