Categories
Humor

ventisei bobine

sulle scale
Oggi sono andato in giro per musei viennesi e ho visitato il Leopold Museum e il MUMOK. Inutile dire che a Vienna si vive benissimo anche senza parlare una parola di tedesco e tutti, dal venditore di castagne (che si chiamano “maroni”) alla ragazza che riassetta la mia stanza parlano un inglese fluente.

Al MUMOK ho visitato una mostra che si chiama “Gender Check” nella quale si percorre il ruolo della femminilità e della mascolinità nell’arte est-europea. Si scopre che sebbene il realismo socialista rappresentasse gli uomini e le donne al lavoro come figure eroiche paritetiche, propagandando una società senza distinzione di sesso, allo stesso tempo questa immagine veniva smascherata dall’arte non ufficiale.

Ho trovato questa mostra estremamente interessante, seppure di difficile comprensione in alcune sue opere, come del resto succede in tutte le mostre di arte moderna.

Aggirandomi solitario per la mostra, sono entrato in una saletta in cui stava per essere proiettato un video. Mi sono seduto e subito dopo di me è entrata una intera comitiva di teutonici visitatori che di fatto ha occupato tutta la sala intrappolandomi all’interno fino alla fine della proiezione. Andava in onda un lentissimo documentario cecoslovacco (sottotitolato in tedesco) sul ruolo dell’estetica nello sviluppo dell’arte moderna a est del danubio.

Ad un certo punto si sono messi tutti a ridere tranne me. Qualcuno mi ha guardato male e allora ogni volta che ridevano, anche io ridevo per non fare brutta figura. Secondo me non c’era niente da ridere e si erano messi d’accordo prima.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

Leave a Reply