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It’s social media baby, you do it yourself

Quando qualche anno fa le aziende hanno iniziato a guardare ai blog come ad un terreno in cui reclutare competenze, una serie di persone che vivevano la rete da anni in modo sociale sono state prese come punti di riferimento del nuovo (non troppo a dire il vero) movimento che stava nascendo.

Per il fatto di essere arrivati prima degli altri potevano godere di una visibilità superiore ed alcuni di loro hanno deciso di intraprendere una carriera professionistica derivata dal semplice fatto di essere blogger.

All’inizio di questa fase si era creato il falso mito che il semplice fatto di essere blogger fosse cool, l’aver saputo fare personal branding ed aver raggiunto una certa visibilità fosse necessariamente il riflesso di una innata competenza nel settore dei media.

Quando le aziende si lasciavano sedurre dal fascino dei neoconsulenti che non risolvevano le criticità si sentivano dire che il problema non era nelle risposte, ma nelle domande. Che non si poteva chiedere il ROI delle strategie digitali o le previsioni di vendita legate all’espansione di una community.

Ma con il passare del tempo anche le aziende più retrograde hanno capito un po’ di cose. Il turnover ha inserito dipendenti che di Internet iniziano a saperne. Facebook è diventato strumento domestico anche dei dirigenti, che non sono più generali disarmati che cercano di controllare una falange di sanguinari mercenari.

Inoltre le aziende hanno iniziato a capire quali domande e quali richieste fare ai consulenti: precisione, puntualità, previsioni, responsabilità, numeri. Un disastro.

E le teste sono iniziate a cadere. Gente che sputtana i clienti su FF e poi è costretta a chiudere l’account in fretta e furia perché, guarda un po’, anche i comuni mortali hanno scoperto che esiste la ricerca realtime.

Altri vengono sorpresi mentre chiedono a loro volta consigli ai propri contatti, riguardo strategie e soluzioni che non conoscono, ma che hanno già venduto al cliente.

Coloro che nel frattempo si sono fatti l’aziendina, reclutano manovalanza a zero lire sui media sociali, ma non possono dire molto delle posizioni offerte o delle mansioni che i candidati andranno a svolgere perché altrimenti il cliente si accorge che non erano strutturati al momento della stipula del contratto e che come fornitori stano improvvisando.

Ci sarà da divertirsi nei prossimi mesi, la crisi sta affilando l’ingegno delle aziende ed i rami secchi, come diceva Tim O’Reilly, saranno potati.

Buon inverno 2009/2010.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

21 replies on “It’s social media baby, you do it yourself”

Post fantastico…hai centrato in pieno la questione. Parlando dall’alto della poca esperienza che ho avuto in azienda e in agenzia, le cose stanno proprio come dici tu. I soliti super consulenti dei social media (li conosciamo, sono sempre gli stessi) questo inverno avranno un bel po’ di concorrenza in più, interna alle stesse aziende e da parte delle agenzie di comunicazione più grandi, che si stanno strutturando…

Ti darei il nobel per questo post, se non fosse che ultimamente è diventato un po’ troppo facile vincerlo.

L’assunto “twitto quindi vendo” pian pianino sta cominciando a ridimensionarsi.

Tim O’Reilly o Gesù nel vangelo di Giovanni (cap 15…a naso), in ogni caso la potatura è sempre obblogatoria perchè i frutti siano abbondanti.
Lo fa il contadino l’inverno sulle viti, lo fa questa era glaciale dell’economia con le aziende.

Bel post, spero, come te credo, che l’epoca dell’improvvisazione sia finalmente terminata, che la professionalità derivante dall’esperienza e la sana gavetta (che ci vuole eh) valutata.. e, soprattutto, che si lavori di più su dati, previsioni, creatività, tecnologia, innovazione… basta improvvisare!

io chiedo consigli sia che abbia già venduto sia che debba ancora vendere 🙂 Però essendo altre volte dalla parte che i consigli li dà mi pare uno scambio equo! 😉

quoto tutto. d’altra parte, c’è anche un dato positivo in tutto ciò, ed è che le aziende stiano entrando nell’ordine di idee che un consulente che ti dice di aprire un blog/twitter/fb/ecc senza averli mai visti non è credibile. (almeno spero che sia così)

Diretto e schietto. Ecco come descriverei Te e il tuo post. D’altronde hai ragione,quindi perchè non esserlo? Il web e’ pieno di persone che si atteggiano a “Guru” dei più svariati campi,alcuni lettori ci credono mentre altri analizzano le loro attività,la loro popolarità ed a conti fatti si fanno una bella risata. Vorrei proporre un esempio semplice semplice: mi e’ capitato di seguire per un po'(più per curiosità che per altro) un certo esperto di marketing online.All’inizio leggendo i suoi articoli sembrava che il ragazzo sapesse il fatto suo,ma dopo aver visto il suo gruppo/fan page di facebook(deserto per uno del suo “calibro”) ed il Pr del suo sito(quindi una semplice e superficiale analisi della qualita’ dei suoi backlink),beh tutte le frasi del tipo “i miei clienti” ,”il mio brand” ect.. mi sono sembrate quantomeno redicole ,no?
Se stai bluffando evita di dare la possibilità hai tuoi lettori di vedere quanto poco sei popolare.
Perdonate la lunghezza del commento.

Questo post andrebbe stampato e appeso negli ufficietti di tutti quelli che credono di avere in mano una professione solo perchè hanno installato una volta nella vita un blog con WP self-hosted. E mandato via mail a tutte le aziende in mano a ciarlatani. Bravo Luca, hai centrato il punto e la mia stima nei tuoi confronti cresce per il fatto di averlo detto così direttamente.

Beh… era ora… non credi? 8 anni di gBlogoSperma non son bastati? Sperperiamo ancora? Adesso e’ il momento di spezzare le gambine a tutti quei nerdelli che oltre a giocare col computer: (a) non hanno maturato una qualche capacita’ tecnica (tecnica, non schiacciare bottoni su form web), (b) si sono venduti come Esperti sostituendosi ai tecnici storici (la gente che s’e’ ipotecata casa per portare il primo nodo internet commerciale in Italia e non lasciarci in balia dei politici) pensando di poter campare di chiacchiere come tante altre categorie, (c) stanno spingendo il Cloud Computing senza rendersi conto che oltre al problema di privacy c’e’: un ritorno ai mainframe, e html5 (Grazie Obama, Lessig, Berners-Lee). Secondo te io che ce stavo a fa’ nel 2007 ad un cazzo di seminario sull’Interaction Fuffa Design al seguito di un cazzone come Andrea Genovese? Mi stavo facendo l’Archivio come Andreotti… e adesso campo di rendita fino a che campo… mi basta dire “Sei un furbetto?”, e se mi dice “Chi io? No! Iooooooo noooooo!”, io dico “Devo anda’ a controlla’ sull’Archivio o dici la verita’?”… vedi che si mettono tutti sull’attenti e aprono le recchie.

Caro mfp, grazie dell’epiteto eufemistico, volevo solo dirti che mentre mi divertivo con voi all’incontro sull’interaction design facevo la intranet di Telecom, il sistema di CRM di TIM, il portale delle risorse umane di Edison e lanciavo 7thFLOOR e così via …

Mi appassiono di marketing e di comunicazione, e soprattutto continuo a divertirmi/cazzeggiare con gli stocastici come te, ma rimango sempre un ingegnere che sa programmare un algoritmo di bubblesort in assembler!

Cordialmente
Andrea
ps
l’informazione corretta e l’approfondimento giusto sono la quintessenza di un web di qualità e non di quisquilie e pinzellacchere.

Andrea, saprai pure ottimizzare l’operato di un compilatore meglio di Phil Katz, ma con 7th Floor sono 3 anni che cerchi di accollarti alla collettivita’ (lo sai che l’editoria e’ una rendita parassitaria, si?) facendo l’editore mentre l’editoria muore… a me questo sembra stupido oltreche’ parassitario. Oltretutto oggi come oggi l’assembler non serve a niente… ottimizzare un compilatore oggi significa guadagnare un 1-2% di performances… ai tempi di Phil Katz i compilatori erano invece piu’ rudimentali e lavorare di fino dava un boost anche del 20%. Cmq, dicevo “cazzone” in senso buono… non sai quante volte davanti ad un mio errore (es: hai presente quando attacchi i terminali di un filo al connettore ma ti dimentichi di infilare una guaina nel filo PRIMA di stringere le viti/saldare? Ecco) mi fermo e fo’ “Miche’, ma quanto sei cazzone”. Pero’ se proprio vuoi litigare… non ti conviene… devo consulta’ il mio Archivio? Dentro c’e’ tutto, testo, audio, video (eri moscio da Wired eh)… un profilo completo. Onestamente speravo di usare altri esempi, perche’ i tuoi modi affabili nonostante il cinismo che tieni dentro, mi hanno sempre fatto pensare che eri solo un povero cazzone troppo preso da se durante il proprio lust for life… ma se proprio insisti… non qui. Che Luca e’ persona pulita e ordinata; gia’ lo sfruguglio troppo.

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