Selezione naturale o artificiale

Caro utente di Facebook,
la natura, negli ultimi 10 (100, 1000?) anni, ha miseramente fallito la propria missione.
All’età della pietra se eri stupido e mangiavi le pietre, morivi di peritonite e l’equilibrio del ciclo dell’azoto era ristabilito.
All’età del bronzo, se infilavi la testa nel pentolone di metallo fuso per vedere se era caldo, diventavi parte dei monili al collo di tuo zio cacciatore e riposavi per sempre insieme a lui anche dopo la sua sepoltura.
Quando l’uomo ha iniziato a navigare, se ti legavi una corda al collo e ti tuffavi in acqua, diventavi tutt’uno con l’oceano mare e con i grandi pesci che felicemente lo popolavano.
Nel medio evo potevi giocare a nascondino dentro la vergine di Norimberga. I chiodi di cui era foderata si sarebbero giustamente presi cura di te.
Giunto all’unità d’Italia quale idiozia avresti potuto compiere? Ad esempio buttarti da una rupe per imparare a volare? Ci pensava la gravità di Newton e le pessime condizioni igieniche dei nosocomi se per nostra sfortuna l’impatto sul basalto non fosse stato letale.

Ma poi abbiamo introdotto gli antibiotici, l’igiene personale, le moderne tecnologie, i pasti proteici, le automobili, lo stato sociale, i diritti umani. Ma ci siamo dimenticati di mettere una barriera all’ingresso per gli imbecilli.

Per fortuna che il signor Zuckerberg ha deciso di creare una specie di nassa per le anguille, dove gli idioti come te possono mettere la testa dentro e restare meravigliati dalle luci, i colori e le musichette, per poi rimanere incastrati dentro e consentire a noi di poterti marchiare, catturare ed estinguere.

Ci avevano provato precedentemente con MySpace, ma non erano stati sufficientemente bravi a fabbricare la trappola e così gli idioti entravano, ma poi riuscivano anche a scappare. Con Facebook invece la componente di cattura è infallibile.

Per monitorare ancora meglio lo stato di scemitudine dell’individuo imbecille sono stati inseriti degli indicatori molto sofisticati: le applicazioni test. Tu, idiota, credi di scoprire quale ortaggio eri in una vita precedente, quale pezzo del motore a scoppio sei, quale tipo di mito degli anni ottanta potrebbe guidare la tua lambretta, ecc ecc, ma invece tutto questo serve a delineare in via del tutto inequivocabile che sei un idiota sfuggito alla selezione naturale. Una preda da eliminare.

Negli ultimi giorni ti è stata concessa un’ultima possibilità, come se al topo venisse lasciato un chiodo arrugginito e la porta della gabbia aperta: ti abbiamo dato un’applicazione che tagga automaticamente le foto dei tuoi amici.
E tu, inosorabile nella tua stupidità hai subito pensato bene di ingoiare il chiodo arrugginito per intero e non approfittare della via di fuga e hai taggato tutti noi.

Bene.

In attesa che il signor Zuckerberg aggiunga il tasto per farti ingoiare le pietre, infilarti la testa nel crogiolo di metallo fuso, rinchiuderti nella vergine di norimberga, gettarti in pasto ai pesci, e buttarti giù da una rupe basaltica (è una delle prossime funzioni beta di Facebook, secondo TechCrunch), io ti cancello dagli amici.

Perchè mi hai veramente sfilacciato il sacchetto maronaio.

Published by Luca Sartoni

I lead a team of engineers across three continents at Automattic. I love hiking, photography, and 3D printers.

22 thoughts on “Selezione naturale o artificiale

  1. Io mi accontenterei di un bottone per bloccare tutte le applicazioni da facebook, con la possibilita’ di abilitarne qualcuna a scelta, un po’ come succede con lo script purify per greasemonkey.

    Io sono meno drastico: non elimino l’amicizia, pero’ nascondo l’amico dal mio news feed.

  2. Sei uno scemo ed un genio allo stesso momento, una figura che nessun altro è in grado di replicare. Il post mi ha fatto ridere, parecchio, ho comunque fatto le prime due vittime stamane. Ergo: il problema legato al sacchetto maronale è comune ….

  3. Facebook ha avvicinato la massa al mondo social di internet: è normale che ci siano così tanti personaggi che usano male il mezzo.
    Sono novizi con in mano un mezzo potentissimo: meglio di così non credo che possano fare.
    Resisteremo nel frattempo che imparano?

  4. Ci sono topi stupidi che ingoiano chiodi ed altri, meno stupidi, che si perdono dentro labirinti immensi, grandi come il mare del Web2.0, fatto di blog rubatempo ed altre amenità simili.

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