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web 2.0 (anni)

Su TechCrunch UK è uscita la lista delle 21 startup che sono state scelte per la SeedCamp Week che si terrà a Londra tra poco. SeedCamp è un progetto di menthoring e seeding che si occupa di scoprire, aiutare e accompagnare le startup tech europee nella loro fase di avviamento. Il CEO di SeedCamp è Reshma Sohoni e il chairman è Saul Klein, ex VP di Skype.

Complimenti a tutti coloro che sono stati scelti.

Ho comunque un dubbio da un po’ di tempo. E’ proprio necessario che un servizio web o una startup tech debba avere un nome stupido per avere successo? Mamamuma, Gnugnugnagna, Bubburubu? I product manager e i marketing manager hanno tutti due(puntozero) anni?

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

6 replies on “web 2.0 (anni)”

Giusta osservazione! Nemmeno una italiana e tutti i progetti hanno le carte in regola per partecipare al concorso “chi ha il nome più stupido?”

Comunque, staremo a vedere come evolve, Il web arriverà mai ad essere “saturo” di servizi? Mah

Per essere scelti al SeedCamp bisogna innanzitutto partecipare. La mia impressione, parlandone in giro con colleghi e amici, è che da qua abbiano partecipato veramente in pochi.
Una tipica Srl italiana ha una marea di problemi a gestire finanziamenti internazionali. Se non si pensa ad un trasferimento all’estero, è meglio cercare inizialmente fondi in Italia. Iniziative di questo tipo al massimo danno un pelo di effimera notorietà. Perlopiù fanno perdere tempo e denaro.

Ah, non l’avevo indicato, ma nel precedente commento rispondevo soprattutto ad Andrea.

Per il resto concordo con la stupidità media dei nomi. Ma anche qui c’è una ragione. Se vuoi lanciare un servizio devi poterti accaparrare almeno i domini principali, ergo devi andare a sceglierti un nome altamente improbabile…

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