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Alessandro Bottoni: un Hacktivist al Parlamento Europeo

alessandrobottoni

Ho conosciuto Alessandro Bottoni quando si occupava di Trusted Computing su Punto Informatico e ho avuto il piacere di organizzare insieme a lui alcuni eventi dedicati alla divulgazione di tematiche tecnologiche ostiche alla gente comune, ma terribilmente reali nelle implicazioni con la vita di tutti i giorni.

Non posso dire di aver sempre condiviso la sua visione della rete e del diritto che la deve normare. Però abbiamo sempre avuto discussioni civili e profonde sul mio e sul suo blog. Inoltre averlo frequentato personalmente mi ha dato il privilegio di conoscerlo come uomo e come intellettuale, prima che come personaggio pubblico.

Credo che Alessandro sia una delle persone più oneste che io abbia mai conosciuto, sia intellettualmente che umanamente. Per questa ragione io voterò per lui alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo e vi invito a informarvi sul suo conto per valutare se rappresenta anche i vostri valori.

Non è mia abitudine dare questo genere di consigli perchè poi qualcuno potrebbe strumentalizzarli o non capirli nel senso giusto. Questa volta invece ho deciso di appoggiare pubblicamente la candidatura di una persona che stimo molto e che credo che possa rappresentare quella onestà intellettuale, oltre alla indubbia competenza su temi tecnologici di cui le istituzioni hanno davvero bisogno.

Qui maggiori informazioni sul Progetto Arancione

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

7 replies on “Alessandro Bottoni: un Hacktivist al Parlamento Europeo”

Spero di si.
a prima vista l’articolo è pieno di errori grossolani sia sul piano tecnico (strano visto che si proclama pirata o simile) sia sul piano giuridico.

Sottolineo il problema non sta nei contenuti trattati, ma nel modo di trattarli e nella apparente scarsa conoscenza negli stessi.

Sandro

Confermo: l’articolo è pieno di errori grossolani.

A causa della campagna elettorale, sto scrivendo quattro o cinque articoli al giorno per varie testate (oltre al lavoro che devo fare per vivere) ed ogni tanto mi scappa qualche cazzata, qualche volta anche pesa.

Il problema però è anche un altro: sono costretto ad andare di fretta perchè ogni affermazione meriterebbe un articolo a sè stante. Questo crea un effetto “battuta buttata là” che aggrava la situazione.

Se qualcuno vuole dare una mano, io sono attualmente alla ricerca sia di “consulenti” che mi supportino con le loro informazioni ed i loro suggerimenti, che di attivisti che mi aiutino a far funzionare gli strumenti della campagna (facebook, twitter, etc.), che di volontari che scrivano/correggano alcuni articoli (usando anche la LORO testa e le loro opinioni, non solo le mie). Non posso pagare nessuno ma, come sa bene Luca, ascolto tutti e dò spazio alle persone di cui mi fido.

Tanto per capirci, mentre scrivevo quell’articolo stavo trattando con le persone coinvolte per dare vita a questa nuova iniziativa: http://www.sciencepact.org/. Domattina vado a Roma a presentarla a RedTV con Guidoni. Mi sembra un trade-off accettabile avere qualche cazzata in più in un articolo (scritto gratuitamente al solo scopo di far partire una discussione su questo tema) per avere una inziativa come questa per le europee (che può rappresentare un punto di partenza importante per un tema importante).

Non sono il Padre Eterno e non pretendo di esserlo. Tuttavia, posso essere, se lo volete e se mi aiutate ad esserlo, la VOSTRA voce al parlamento europeo (insieme ad uno staff di collaboratori che a quel punto potrei finalmente pagare). Come la penso, e cosa andrò a fare al parlamento europeo, lo sapete bene. Sono su Internet da 15 anni e non sono un mistero per nessuno. Potete stabilire facilmente se vi riconoscete nelle mie posizioni o meno. Potete anche decidere facilmente se vi potete fidare o meno.

Avete un’occasione di dimostrare che l’Intelligenza Collettiva di un gruppo può fare meglio di un singolo individuo. Usatela.

Bottoni, il problema di fondo è che la gente dovrebbe smetterla di fare i laureati in tuttologia, come lei! L’articolo uscito su Punto Informatico sarà manna dal cielo per il primo avvocato che vorrà screditare una ctu/ctp per difendere il proprio cliente.
Si limiti nel parlare di argomenti che realmente conosce e non inventare al momento, farà sicuramente una figura più dignitosa.

Ottimo utilizzo dell’informazione direi….!

Bottoni, che lei possa essere un padre eterno non se lo aspetta nessuno, un buon praticante questo però si.
L’articolo di PI è strapieno di grossolani errori e riferimenti tecnologici obsoleti.
Questo purtroppo mi porta ad assimilarla ai tanti appartenenti alla classe politica che amano sollazzarsi sui temi tecnologici.
Non conosco i suoi trascorsi 15 anni sui quali mi documenterò per completare la mia opinione e valutarla non solo da un articolo ma da un percorso più completo.

Dovrebbe sapere però che la Rete non ama essere usata da certi politici e che, spesso, ad essi si ribella 🙂

Buona campagna elettorale

No.
Ho riflettuto e non poco sulla sua risposta.
l’essere “cornuto e mazziato” proprio non mi sta bene.

Riguardo al suo articolo: non stiamo parlando di qualche errore di distrazione… di fondo c’è solo una profonda ignoranza di come si svolga un perizia informatica o di quali siano le procedure adottate dal PG.

Ora , anche tralasciando le varia sparate su come fare copie del disco rigido o su come vengono intercettate le caselle di posta elettronica, come le è venuto in mente di suggerire ai lettori che
“Se qualcuno si presenta sulla porta e vuol vedere uno dei vostri PC, chiedetegli di tornare con un mandato. “

oppure ancora meglio

“Se qualcuno tenta di mettere le mani su un vostro computer, urlategli nelle orecchie che ogni sua azione distruggerà ogni possibile prova “

Non le è passato per la testa che FORSE la legislazione italiana è PROFONDAMENTE diversa da quella americana che vede rappresentata (spesso male) sui vari CSI, NYPD, cold case, ecc?
Ma non era il caso di aprire un libro (uno su tutti “Computer Forensics” di Ghiardini) e documentarsi PRIMA di scrivere quell’articolo?

Come si fa a scusarsi dicendo che le è sfuggito qualche errore perché andava di fretta e che ha scritto l’articolo gratuitamente?
Sono forse scuse queste? Mi dispiace ma il suo “trade off” non è AFFATTO accettabile.

E quasi per sfottere il prossimo invoca l’aiuto dell’ ”intelligenza collettiva”.

“Avete un’occasione di dimostrare che l’Intelligenza Collettiva di un gruppo può fare meglio di un singolo individuo. Usatela.”

non so a lei ma a me suona quasi come “ok io ho fatto il casino… sistemate voi tutto”.

Francamente credo che più che per “far partire una discussione su questo tema” Lei abbia scritto questo articolo per mera propaganda elettorale e la sua risposta su questo blog è veramente sfacciata.

Ed ancora più francamente non voglio farmi rappresentare in Europa da chi si vanta di essere un hacker, un pirata senza NEPPURE conoscere le basi di quell’ambiente di cui vorrebbe far parte.

In fondo chiedo che la MIA voce sappia quello che dice quando Parla, in caso contrario è meglio stare zitti.

Luca Sartoni ha sicuramente i suoi buoni motivi per fidarsi di Lei ma, per quanto mi riguarda, per il momento NON mi fido.

Per il momento la sua uscita come eurocandidato mi ha molto deluso: Sono stanco di dover scegliere tra il meno peggio.

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