Un lunedi in cattedra

blackboard

La giornata di ieri è stata molto interessante e voglio condividerla con voi. Sono stato protagonista di due attività formative che mi hanno dato molte soddisfazioni.

Doposcuola ARCI

Ho dato la mia disponibilità all’ARCI di Ravenna per fare una serie di attività pomeridiane presso il loro doposcuola. Ieri pomeriggio ho iniziato il ciclo di quest’anno e ho fatto la mia prima ora della stagione.

Avevo sei bambini dai 10 ai 14 anni e a modo mio ho cercato di rendere interessante quell’oretta a mia disposizione:

Inizialmente li ho posti di fronte ad un foglio di carta grande come il tavolo chiedendo loro di disegnare a turno un segmento, un cerchio o una figura geometrica cercando di realizzare un disegno collettivo senza parlare per organizzarlo. Dopo i primi turni è stato possibile lasciarli fare senza imporre un ritmo. In poco tempo hanno riempito il foglio e seppur in ordine sparso sono venute fuori delle case, un albero, degli omini e alcune stelle.

Successivamente ho suddiviso un altro foglio in 6 parti e ognuno ha disegnato nel proprio rettangolo. Poi li ho fatti scorrere di posto e ognuno doveva proseguire il disegno di chi aveva disegnato prima di lui. In questo modo tutti hanno continuato il disegno di tutti.

Successivamente abbiamo ragionato sulla differenza tra una collaborazione parallela nel tempo e una progressiva. Poi abbiamo cercato di suddividere un eventuale compenso derivato dalla vendita di ogni disegno realizzato. Abbiamo così preso in considerazione la differenza tra una negoziazione privata, dove ognuno lottava per avere una fetta maggiore del compenso, e una suddivisione basata su una fonte di diritto che definisse aprioristicamente il modo in cui l’opera creativa viene ricompensata.

E’ stata la prima volta che insegnavo la legge sul Diritto d’Autore a bambini di 10-14 anni. Ed è stato superdivertente.

Corso di informatica alla Casa delle Culture

In serata ho tenuto la prima lezione alla Casa delle Culture di Ravenna. Il corso, finanziato dal comune di Ravenna, viene erogato dalla Free Software Alliance di cui sono presidente e, in questo caso, docente.

La classe è composta, sulla carta, da 20 persone di molte culture diverse, principalmente Nigeriani. Non mi era mai capitato di avere una classe tanto interessata, educata ed attenta. Ho tentato sin da subito di sfatare alcuni miti relativi ai corsi di informatica.

Purtroppo il “corso di informatica” viene spesso visto come “il corso di Microsoft Word” o di altri prodotti simili. Inoltre viene spesso espressa la necessità di “imparare ad usare il computer” come se esistesse un intrinseca utilità nell’usare il mezzo informatico, ignorando il fine di tale utilizzo. L’errato ragionamento è: “dato che con il computer si fa tutto, sapendo usare il computer allora so fare tutto”. Niente di più miope. Il mio corso cercherà sin da subito di sradicare questa falsa credenza.

Io mi concentro sui problemi veri e su come l’informatica può aiutare a risolverli. I problemi che ho identificato sono molteplici: relazionarsi in via elettronica alla pubblica amministrazione, avere una identità in rete, pubblicare notizie utili agli altri, ottenere informazioni dalla rete, pubblicare un testo cartaceo (lettera, volatino, CV).

Tutto questo non presuppone la creazione di legami a programmi specifici ma cercherò di fornire un percorso logico e mentale per raggiungere il risultato senza dipendere dal mezzo. Utilizzerò la rete ed i suoi strumenti e software libero per quanto possibile.

A fine lezione mi hanno fatto il complimento più grande che potessi ricevere. Mi hanno fatto notare come io non abbia deciso di dare a lro un pesce ma abbia deciso di insegnare loro a pescare.

Compito a casa: portare i volantini di computer della grande distribuzione. Vedremo dove stanno le insidie dei prezzi sottocosto.

Picture by niteseeker

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

2 comments

  1. E niente porno 2.0? 😀
    No comunque…mi sembrano tutti temi molto interessanti. Nel secondo caso però vorrei dire: è vero quello che dici, cioè che il corso di informatica è spesso visto nell’ottica dell’ ECDL e non è giusto, però serve anche una infarinatura di base perchè a volte ci si trova di fronte a casi abbastanza imbarazzanti.

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