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Warm Water Discovery – La stampa è marcia

Come molti di voi sapranno da qualche settimana mi sto dedicando al Romagna Business Club, il mio nuovo progetto molto social e molto business sul territorio romagnolo.
Qualche giorno fa ho organizzato una conferenza stampa durante la quale abbiamo esposto le finalità del nostro progetto ai giornalisti e a coloro che ci hanno raggiunto fisicamente o in streaming.
Ieri, sono stato contattato da una concessionaria pubblicitaria che mi ha proposto una serie di inserzioni sulla stampa locale e regionale. Al telefono mi hanno elencato le modalità di inserzione e le possibilità offerte. Ad un certo punto è stato sottolineato con enfasi come l’acquisto di pubblicità sulle loro testate avrebbe direttamente dato accesso al supporto redazionale.

In pratica se io compro pubblicità le testate inizieranno a scrivere di me.

Non pago di queste affermazioni telefoniche ho chiesto al mio interlocutore di formalizzare un’offerta economica in modo da poterla valutare con attenzione. Persino nell’offerta economica è scritto:

La informo inoltre che in caso di adesione è possibile usufruire anche di un articolo redazionale a voi dedicato (a discrezione comunque della nostra redazione e senza nessun ulteriore impegno economico), in forma di Intervista Telefonica o a mezzo Comunicato Stampa.

Io non mi scandalizzo, perchè lo so che funziona in questo modo, semplicemente non userò questo canale perchè per il momento non posso permettermelo e perchè sinceramente mi fa schifo. Ma più per la prima ragione che per la seconda.

Di sicuro manderò a quel paese qualunque altra discussione sulla purezza dei blogger. Non rompetemi mai più le scatole con Clarita che prova uno spazzolino o con la telesvendita della blogosfera fatta PTWG. Son cazzate e basta.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

6 replies on “Warm Water Discovery – La stampa è marcia”

Personalmente non mi scandalizzo più da un bel pezzo. di nulla.

Pur credendo nella forza della rete e del buzz marketing, la vicenda Oral B è (a mio parere) divertente per il fatto che la marchetta è assolutamente decontestualizzata dai contenuti dei blog che l’hanno ospitata. Se nel mio blog parlo di telefonini, la marchetta sul telefonino ci può stare (se onesta e circostanziata), se parlo di altro e un giorno mi metto a lodare i ravioli di Giovanni Rana, citandone pure le proprietà organolettiche, mi trasformo in Wanna Marchi (e per due soldi).

Questo nulla toglie alla bontà delle intenzioni delle amiche che hanno preso parte all’iniziativa.

Luca, c’è la possibilità che tu abbia frainteso: “redazionale” è il nome che si dà ad una pubblicità in forma di articolo, generalmente un’intervista con il proprietario dell’azienda inserzinista, che poi sul giornale viene posizionato in modo, con grafica e con dicitura tali da chiarire a colpo d’occhio che si tratti di una pubblicità, seppure raccontata in forma di “pezzo”. Lella stampa locale (in cui come sai ho lavorato) in genere è un fondo o una spalla ed è marcato da una linea nera che lo circonda per intero, oltre che dalla parola “redazionale” o “messaggio pubblicitario”.

E’ probabile che parlassero di quello e trattasi di pratica perfettamente legale (in quanto presente “disclaimer”).

Mi sa che hai preso un abbaglio.

Alessio, ti prego 😀
Non scrivo quel che so per esperienza diretta e che deduco dalle osservazioni della stampa locale e delle concessionarie di pubblicità locali solo perché poi Luca dovrebbe censurarmi subito.
Dubito inoltre che la stampa nazionale sia meglio.

Alessio, nessun abbaglio!
Funziona proprio così. Lo confermo per esperienza personale. Nei contratti di vendita delle pubblicità ci sono uno o due redazionali e/o intervista con il presidente/direttore/giullare dell’azienda.
E non c’è bisogno di mettere in evidenza l’articolo come messaggio pubblicitario perchè tutto il giornale è composto in questo modo.
Il campo di cui parlo (e di cui ho esperienza) è quello della videosorveglianza e delle sue riviste di settore. Il sistema è questo, è riconosciuto, approvato e tutti lo sanno… quindi in fondo niente di grave.
Sottoscrivo Luca su tutto… compresa la questione pay-per-post!

Scusatemi, mi permetto di fare chiarezza sugli aspetti esposti da tutti voi, dal momento che ho a che fare con queste realtà.

1) Il redazionale è solo qualche volta dedicato ad un’intervista con il proprietario dell’azienda inserzionista. Nella maggior parte dei casi si tratta di articoli dedicati a prodotti o servizi.
2) Un redazionale non è per forza legato ad un contratto di vendita di spazi tabellari (tabellare è il nome dato alla pubblicità classica), spesso si acquistano anche soltanto articoli redazionali e magari è l’annuncio tabellare a diventare un omaggio a fronte del redazionale.
3) Non è solo la stampa locale a vivere di questo, anzi! I maggiori quotidiani propongono costantemente ai clienti quelle che vengono definite “Iniziative speciali”, vale a dire progetti costituiti da redazionali, inserti e quant’altro con lo scopo di costruire un messaggio pubblicitario il più efficace possibile (il che fa rima con: NON IDENTIFICABILE COME UNA SPUDORATA PUBBLICITA’).

Affinché ti possa fare meno schifo, Luca, pensala in questa maniera: la testata ti sta proponendo di utilizzare un sistema che permetta al tuo annuncio di essere letto da più persone.
Per farlo ha bisogno di un sistema che bypassi il filtro che ormai la gente ha impostato per natura nella propria mente, quello che fa scivolare via l’occhio dagli annunci pubblicitari.
Lo so è bieco, più o meno quanto è bieco interrompere la visione di un programma televisivo con una sfilza di spot, oppure essere fermati da persone che esordiscono con “Volevo sapere se crede che ci sia vita oltre la morte” per poi scoprire che si tratta dei testimoni di Geova. La differenza più grande è che a queste due situazioni siamo abituati e quindi non ci scandalizziamo più.

G.

Ah, una cosa, se avete letto una rivista di motori ultimamente, sappiate che l’auto che vedete in copertina sta lì perché la casa che la produce ha pagato fior di quattrini alla testata per quella posizione…

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