Categories
Lavoro

Il comunicatore 2.0

Roberta sta raccogliendo dati per la sua tesi e mi ha gentilmente (e ripetutamente) chiesto di partecipare al suo sondaggio. Molto volentieri rispondo alle sue domande e, se ne avete voglia, vi invito a fare altrettanto.

1. Secondo la tua esperienza e i tuoi pensieri, cosa realmente è cambiato nel modo di fare comunicazione aziendale (soprattutto esterna) con il web 2.0 e i social media?

Parlando delle aziende vere, quelle che operano normalmente sulla produzione vera, evitando quindi le eccezioni e poche stelle nel cielo tech, credo che poco o niente sia cambiato davvero sino a questo momento.

Diciamo che alcune aziende sanno vendere bene prodotti conversazionali e “virali” ma ben poche aziende fanno conversazioni e si mettono a disposizione. La pubblicità non convenzionale funziona benissimo se è il prodotto da vendere non il prodotto da comprare.

2. Quali sono alcuni esempi importanti di aziende italiane che utilizzano strumenti 2.0, totalmente o in parte, nella loro comunicazione aziendale (è possibile fare riferimento sia a grandi aziende che a start up)?

Non saprei indicare aziende tradizionali che hanno cambiato il proprio modo di comunicare in modo sostanziale. Quello che si vede è una corsa verso il web per chi decide di risparmiare perchè purtroppo la rete è ancora vista come la cugina piccola della televisione e dei giornali, per quanto riguarda la comunicazione.

Solo poche aziende (tipicamente PMI) si muovono in vero spirito conversazionale e partecipativo. Ma questo avviene solo perchè chi le dirige vive la rete in modo sociale, anche al di fuori del contesto lavorativo.
Difficile, se non impossibile, trovare aziende che veramente sanno partecipare senza che al loro vertice ci sia questo genere di impulso.

3 .Quali erano, secondo te, le conoscenze e i requisiti che in passato doveva avere chi si occupava di comunicazione aziendale (specificare sia requisiti professionali e tecnici che attitudini caratteriali e comportamentali)?

In passato la comunicazione era saper scegliere l’ufficio stampa, saper compilare brochure, saper stimolare il mercato. Esattamente la stessa cosa che si continua a fare oggi. Solo che adesso qualcuno si è accorto che la gente che prima mormorava, adesso parla apertamente dei prodotti e dei servizi. Sia quando sono buoni, ma soprattutto quando non lo sono.

4. Attualmente, invece, quali sono i requisiti di un comunicatore 2.0 (specificare sia requisiti professionali e tecnici che attitudini caratteriali e comportamentali)?

Partecipare e vivere la rete. Oltre naturalmente a tutte le competenze richieste alla domanda precedente. L’errore, molto spesso, è credere che la partecipazione e gli strumenti nuovi (facebook, linkedin, twitter) possano sostituire completamente la comunicazione aziendale tradizionale.

5. Stabiliti i requisiti precedenti, secondo te, ci sono delle competenze, conoscenze o capacità del passato che possono ancora essere utili ad un comunicatore 2.0? Se si, quali?

Tutte

6. Quanto è importante che un comunicatore conosca, usi e sappia gestire blog, podcast, wiki, social network…ecc? E Perché?

Saper usare strumenti è alla base di ogni arte. Saper scegliere gli strumenti migliori, per l’obiettivo prefissato è quello che fa la differenza tra chi sa fare e chi dice di saper fare.

7. La conoscenza della lingua inglese nel profilo di un comunicatore, secondo te, ha la stessa importanza rispetto al passato? Oppure maggiore o minore? E perché?

La conoscenza dell’inglese è fondamentale perchè la rete nasce in inglese e al momento vive in inglese.

8. Quanto effettivamente le aziende italiane (medio o grandi che siano) adottano, nel settore della comunicazione, metodologie e sistemi di assunzione focalizzati sull’analisi e sulla richiesta di specifici requisiti riguardanti il nuovo modo di intendere il web e le relazioni?

Non saprei dire esattamente quanto questo avvenga. Di sicuro affidandosi all’ECDL per saper decidere se qualcuno sa usare il computer, si è molto superficiali nell’analisi.

9. Infine, ti chiedo i 3 aggettivi che meglio descrivono un buon comunicatore 2.0

Onesto, intraprende, espressivo.

Onesto perchè se vende fumo lo si scopre presto. Sia se lo vende ai clienti dell’azienda, sia se lo vende all’azienda stessa.
Intraprendente perchè i canali di comunicazione cambiano di giorno in giorno e devono essere sempre scoperti e valutati.
Espressivo perchè se vuoi comunicare qualcosa devi saperlo fare, indipendentemente dal canale che scegli.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

2 replies on “Il comunicatore 2.0”

Certo che detto in questo modo sembra che io ti abbia obbligato, ma non è colpa mia se prima dai la tua disponibilità e poi te ne dimentichi a causa dei tuoi mille impegni! 😛
Comunque grazie di cuore per le risposte e speriamo che riesca davvero a fare un bel lavoro.

Ps: Mi fa piacere che anche la mia ricompensa (“virtuale”) sia stata di tuo gradimento! 😉

Leave a Reply