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Perchè nel post precedente ritenevo che Alessandro avesse torto

Come giustamente Alessandro Gilioli mi ha fatto notare mediante un commento, il post precedente è troppo ermetico per rendere giustizia all’argomento che tratta. Per questo motivo ho deciso di riprendere la questione e spiegare le mie ragioni.

Perchè non sono d’accordo con Alessandro

Alessandro dice:

Così, a occhio, direi che il successo mediatico della Uaar somiglia alle tante forme di eccentrico proliferare di sette d’ogni ordine e tipo, insomma un epifenomeno tra i tanti nel tramonto di questo nostro Occidente neoellenistico.

Credo che da parte di UAAR ci sia una necessità mediatica, senza alcun dubbio. Da qui ad accusarli di essere una setta di senza dio ne passa. UAAR ha pagato una serie di inserzioni pubblicitarie, legittimamente, con lo scopo di creare quel brusio già diffuso all’estero in campagne mediatiche precedenti. UAAR non è una setta e mi fa piacere che la critica pubblica al pensiero religioso non sia lasciato in mano alle sole aziende che vogliono vendere un prodotto. UAAR non vende niente, a quanto mi risulta.

Mettere insieme Atei, Agnostici e Razionalisti

Non capisco neanche il problema di mettere insieme queste tre categorie così diverse tra loro in un’associazione di cui non faccio parte ma che osservo e supporto molto spesso. D’altra parte la finalità dell’associazione è chiara e chi desidera farne parte avrà i suoi buoni motivi.

Le stesse religioni, al loro interno, sono caratterizzate da importanti correnti molto diverse tra loro. Dall’infallibilità papale al prete di periferia che, come diceva Jovanotti, va avanti nonostante il Vaticano.
Baget Bozzo, definito (spero ironicamente) “politico e intellettuale” dal Resto del Carlino di ieri ed Ersilio Tonini, che cosa hanno in comune se non forse il vertice del triangolo che hanno deciso di seguire e il povero Cristo che tengono appeso al collo?

Cosa non mi piace della campagna UAAR

I toni di quella inserzione pubblicitaria non mi piacciono affatto. Sono un assist al tiro in porta di chi andrà a criticare tutta la campagna e le attività svolte sin ora. Quel tono così rigido di imposizione intellettuale è fastidioso persino a me, che fondamentalmente già mi godo la vita, cosciente della mia esistenza esclusivamente naturale e terrena.

Perchè ritengo che UAAR abbia fatto bene

Perchè qualsiasi discussione popolare riguardo all’ottusità religiosa fa bene a prescindere. Pur ritenendo che i toni siano sbagliati da un punto di vista filosofico e comunicativo, se possiamo assistere a campagne pubblicitarie in cui la chiesa cattolica chiede l’otto per mille mostrando bimbi affamati e mense per i poveri (e non le auto blu, radio vaticana, i privilegi cardinalizi), non vedo perchè un’associazione di agnostici, atei e razionalisti non possa comunicare quello che vuole, senza violare la legge.

In questo periodo in televisione passa uno spot di una gomma da masticare in cui Adamo ed Eva sono protagonisti. Adamo è intento a fabbricarsi un pallone mentre Eva cerca di stimolarlo alla proliferazione. LA parte curiosa è che a supporto di queste esigenze carnali (assenti nel vero fasullo giardino biblico) ci siano ben 5 divinità distinte rappresentate da altrettanti signori barbuti tra le nuvole. Politeismo senza ombra di dubbio!

Credo sia questo il vero episodio preoccupante. Lasciare questo genere di interpretazioni ed ironie solo all’ambito commerciale non fa di certo maturare la nostra sensibilità filosofica. Per cui una frase dura, chiara e schietta può non piacere, ma sicuramente fa bene.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

6 replies on “Perchè nel post precedente ritenevo che Alessandro avesse torto”

L’unica cosa che non sono riuscito a spiegarmi è perchè in Italia abbiano dovuto tradurre la frase utilizzata negli altri paesi modificandone il testo.
In inglese ed in spagnolo la frase è identica, in italiano no.
Qualcuno sa come mai?

Ciao Luca,
mi pare che la tua argomentazione sia ora più analitica.

Per quanto riguarda il mettere insieme atei e agnostici, beh secondo me esiste una robusta cesura la linea che separa chi ha una sua ferma convinzione in tema di religione (Dio esiste, Dio non esiste, è buono, è trino etc) e chi invece ha – per quanto riguarda l’esistenza di Dio – solo la vaga idea che sia bene non avere convinzioni.

Credo quindi che sia proprio degli agnostici – proprio in quanto tali, cioè coltivatori del dubbio e dell’assenza di giudizio in temi di fede – un atteggiamento molto meno assertivo dello strillare “dio non c’è”. Pubblicizzare l’assenza di Dio sugli autobus o altrove è proprio di chi è molto convinto di aver trovato una risposta definitiva – come i credenti di tutte le religioni, e al contrario degli agnostici – alle domande su Dio.

Quello che parecchi non hanno capito di quel che ho scritto – compreso il tuo omonimo di Wittgenstein – è che in tema di religione e fede (non stiamo parlando di Inter-Juve né di Veltroni o Bossi) l’agnostico serio non è assertivo né tende a convincere altri, perché l’assenza di certezze intimamente glielo impedisce.

Quanto alla parola “setta”, d’accordo, era un provocazione. Ma i propositori di certezze in tema ontologico, beh, somigliano spesso a sette, quale che sia la certezza che offrono.

Chi vivrà (morrà), vedrà. Quindi stiamo sereni che se ne arriverà a una 😉

L’unica cosa che non capisco è perchè la gente sia disposta a pagare e supportare una cosa del genere.. Che l’odio verso la fede sia più forte dell’amore verso il proprio denaro mi sembra abbastanza inquietante..

Leo 🙂
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