L’altra notte

crepe
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L’altra notte, Livia, Simone, Alessio ed io, rientrando da una festa parigina ci siamo fermati sotto l’hotel dove alloggiava Simone per mangiare una crèpe. L’esercizio pareva abbandonato a se stesso quando tutto d’un tratto uno dei barboni che bivaccava per strada si è rivelato essere l’addetto alla fabbricazione e vendita delle suddette specialità francesi.

Abbiamo quindi iniziato a fare battute in italiano riguardo lo stato di pulizia dell’appena descritto operatore crepistico e nutellististico e di come avesse spento la sigaretta nel tacco della scarpa per poi usare la stessa mano per chiudere la crepe.

Risate a crepapelle per noi italiani soprattutto per esorcizzare il voltastomaco di quella situazione.

Fatto sta che alla fine di tutto ci ha dato il resto ringraziando in italliano. Le crepe erano buonissime. L’antitetanica l’ho fatta, la figura da stronzo anche.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

5 comments

  1. oh mio dio… dimentichi però di citare il fatto che il creparo si è poi strofinato le mani sulla faccia e tra i capelli con un singolo gesto, suscitando il disgusto di noi tutti che ci siamo dovuti allontanare per non ridergli in faccia 😀

  2. Che poi è tipico dell’italiano sentirsi sempre meno degli altri, anglo-francesi in particolare: non si capisce perché la figura da stronzo l’avresti fatta tu, quando lui ha un’impresa di ristorazione e non riesce ad assicurare le più elementari norme igieniche.
    O no? Mon ami. Merde!
    😀

  3. A me si sarebbe chiuso lo stomaco all’istante.
    Cmq i francesi e le norme igieniche so che non vanno molto d’accordo.
    Tipo che usano la baguette come cavalletto per la bicicletta, prima di mangiarla..

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