Presenza o persistenza?

Alcuni amici hanno diversi account su Skype, MSN, Gtalk. Allo stesso modo hanno diversi telefoni cellulari ed altrettanti numeri di telefono. Mi dicono che differenziare gli account e i numeri serve loro per impedire agli scocciatori di raggiungerli durante le ferie o fuori orario.

Io ho sempre preferito convergere tutta la mia presenza su un unico account per ogni servizio, e se fosse possibile condenserei tutti i servizi in uno solo. Vedo la presenza sui vari servizi come la rappresentazione di me, un po’ come il profilo di Facebook e non riesco a differenziare la mia persistenza a seconda dell’ora del giorno o del giorno della settimana.

Riesco solo a decidere se sono connesso al mondo, e allora accendo il telefono e mi collego a qualunque cosa riesca a collegarmi, oppure non ci sono e spengo tutto. Se non ho voglia di parlare con qualcuno non ci parlo, declinando gentilmente per mancanza di tempo, o semplicemente non rispondendo.

Stessa cosa per l’email. La ridondanza di account la uso solo per sopperire all’incertezza di funzionamento. Se non mi arriva qualcosa sulla mail principale la faccio rispedire su una delle secondarie. Ma non divido l’email di lavoro da quella personale. Per me tutto è personale, anche il lavoro.

Sarebbe bello se qualcuno volesse condividere con me la sua opinione nei commenti. Grazie in anticipo a chi vorrà farlo.

Published by Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

16 thoughts on “Presenza o persistenza?

  1. tu hai sempre avuto questo rapporto? io ci sono arrivato gradualmente. non ho mai avuto due cellulari, ma ad esempio c’è stato un periodo che ho avuto 13 account di posta. Ora li ho ridotti a 3, uno aziendale, uno personale e uno personale di lavoro, ma si sono già contaminati, per cui potrei scendere a due.

    Prima ho diversificato, ora riunisco. Però è stato un percorso, diciamo così, di maturazione 🙂

  2. Sono pienamente d’accordo con te.

    Anche io uso un solo indirizzo per molte cose: a parte le email io, a differenza di buona parte dei miei conoscenti, uso anche per MSN il mio account GMail.

    E in linea di massima mi pare corretto, io sono uno, il mio contatto è uno. Punto. 🙂

  3. Io ho due account email, uno per il blog e la presenza in rete e uno personale. Non ho mai avuto due numeri di telefono ad esempio (nonostante abbia 19 anni, dal mio primo cellulare ho sempre avuto lo stesso numero), e penso che non ne avrò per molto tempo ancora. 13 account come dice Tambu mi sembrabo esagerati. Inoltre mi sembra esagerato il numero di servizi che usiamo (o almeno quelli a cui ci iscriviamo e non usiamo).

  4. come te: un indirizzo di posta per lavoro e per i fattacci personali. poi negli ultimi tempi ne ho affiancato uno che fosse più decente (nome.cognome ad esempio). telefono due numeri . Cerco di semplificare, poichè altrimenti non riesco a starci dietro 🙂

  5. Due numeri di telefono 1 lavoro 2 personale, il 1 è acceso solo negli orari di lavoro e solo quando sono fuori ufficio, così se mi cercano soldi posso negarmi 🙂 il secondo è quello personale ed è acceso h24.
    Mail negli anni se ne sono accumulate molte ma uso solo quella di gmail.
    Per gli IM ne ho diversi per tutti i vari servizi riuniti in adium così ho un solo punto di lettura e scrittura e tutti, con qualsiasi IM può chiamarmi, per me ovviamente non cambia nulla visto che adium lavora per tutti.
    ciao

  6. Anche per me vale il principio di de-differenziazione 🙂 Anche la distinzione tra privato e pubblico qui dentro mi fa proprio ridere. Perfetta invece la distinzione connesso/non connesso.

  7. Unico indirizzo di posta, un solo numero di telefono (per un certo periodo due) italiano e uno polacco.

    Ma tu non eri quello con 2 account su gmail poi? 😛

  8. “Per me tutto è personale, anche il lavoro.”

    Credo tu sia molto fortunato: la maggior parte delle persone che lavorano in certi ambiti “ad uso intensivo del cellulare”, ad esempio, non vedono l’ora di avere un cellulare aziendale da spegnere una volta rientrati a casa e durante il weekend. Senno c’è gente che ti cerca anche la domenica mattina presto – successo ad un mio ex-collega.

    Stesso discorso per le email: quando ho avuto una email aziendale, quella era email aziendale, punto e basta. Per clienti e colleghi. Anche perché un’email aziendale é per forza di cose temporanea, quindi trovo più che logico abbia una circolazione minima.

    Per riprendere da dove avevo iniziato, credo tutto dipenda dal tipo di lavoro che svolgi, dal grado di informalità e flessibilità, ad esempio.

    Però, siamo sinceri, nella maggior parte dei casi, purtroppo, lavoro é lavoro, vita personale é vita personale.

  9. Un’unico account catch-all di tutti i miei vecchi indirizzi, sia personale che lavorativa. Nella mia inbox ho chiara la situazione ad ogni apertura visto che faccio uso intensivo delle label colorate presenti in Gmail, a vista riesco a filtrare le personali da quelle lavorative.
    Numeri di telefono due : uno personale 24h, ed uno aziendale acceso in orari di ufficio.

  10. Per ora ho diviso in due account: uno su cui converge tutto il lavoro ed uno su cui converge tutto il “cazzeggio”. Ma forse è più un fatto legato a me che agli altri. Riesco a concentrarmi meglio sul lavoro se non ho troppe interruzioni.

  11. Io pure sono daccordo con te, perchè alla fine, come hai detto pure tu, io sono uno, e ripeterlo comunque su 5 social network è solo una perdita di tempo e dispersione di contatti; per le mail, una basta ed avanza, alla fine quando si ha la propria di Gmail, a poco serve la @dominio, o @libero, insomma, o si tratta di mail lavorative, nelle quali c’è da mantenere una certa professionalità e distacco, o non ne vedo proprio il motivo; alla fine un conto per il numero di cellulare, ma per la mail, se arriva o no gli scocciatori, è poco un problema, è più facile via mail evitarli; nel caso del cellulare, capisco chi ne possiede più di uno, ma io personalmente non riesco a gestirne più di uno, già faccio fatica con numeri, tasche, borselli, figurarsi con due…ma questa è questione fisiologica 😀
    In conclusione, sono per mantenere una mail, un numero, un servizio che dica tutto di me, piuttosto che uno che dica cosa mangio, n’ altro cosa leggo, n’ altro cosa faccio, n’ altro dove vivo.

    G.

  12. Ho tentato di separare le cose ma non ci sono riuscito del tutto ed in linea di massima concordo.. Divido comunque le E-Mail della “ditta” da quelle personali e social, credo che la comunicazione e condivisione 2.0 si basino sulla trasparenza, ovvero uno è come è realmente ed allora è privo di senso separare gli status, potrei affidarmi ad un consulente IT che ama i labrador per una questione di simpatia..

  13. Unico numero di cellulare, anche perché con la borsa strapiena e pesantissima che mi ritrovo sempre il secondo cellulare proprio non saprei dove metterlo. Se non posso ricevere una chiamata perché sono impegnata, lo dico; se non ho voglia di ricevere chiamate (es in vacanza) lo spengo.
    Per anni ho tenuto un’unica casella email per tutto; da quando ho un blog, più personale che di lavoro, ho deciso di separare un po’ gli ambiti, anche per ricominciare a distinguere fra me e la wafer ;-), e sto via via dirottando tutto il “privato” su alebegoli.

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