della viralità

Ecco la mia opinione:

I video virali sono stronzate

Divertenti quanto vi pare, ma sostanzialmente sono stronzate galattiche.
Care aziende che decidete di spendere i vostri soldi in promozione sul web, quando qualcuno mette la parola “viral” dentro a qualcosa che vuole vendervi, alzatevi e lasciatelo li, a bollire nel suo brodo, perchè vi sta prendendo in giro. La viralità di un contenuto non la può, per definizione, decidere chi lo produce. Al massimo potrà renderlo spiritoso, interessante, divertente, equivoco, tutto quello che gli pare, ma non virale.

La viralità la decide chi fruisce del contenuto. Punto. Non ci sono storie su questo. Se un video è talmente figo da spingermi a segnalarlo, allora bene, si diffonde. Ma nessuno è in grado di decidere a priori la sua diffusione.

Un piccolo dettaglio che continua a sfuggire a molti: da quando sono arrivati i feed RSS e il web partecipativo (ma soprattutto partecipato) non è chi produce contenuti a decidere, è chi li fruisce.
Se questo entrasse nelle testacce vuote di coloro che continuano a spendere decine di migliaia di euro in progetti stupidi allora forse qualcosa cambierebbe.

Ma soprattutto:

Caro cliente che hai comprato una campagna virale

Ti hanno fregato.

Cara agenzia che vendi video virali

Se mi invii una email in cui mi chiedi di guardare i tuoi video virali, so già che fanno schifo ancora prima di guardarli. Poi non li segnalo neanche se mi fanno ridere. Non importa se mi fai mille complimenti per il lavoro che faccio. Non importa se ti credi furba, non lo sei. Soprattutto se il messaggio di supplica chilometrico lo metti in un commento (come un mosaico qualsiasi).

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

3 comments

  1. mmmh, hai ragione su molte cose ma stavolta non mi hai convinto pienamente. Le aziende, come qualsiasi altro soggetto, hanno diritto di inserire i loro contenuti sulla rete per autopromuoversi.

    Rispetto ad una persona comune le aziende hanno più soldi e più mezzi, quindi è più facile che facciano qualcosa di interessante e che abbiano più possibilità per farti entrare in contatto con quel contenuto.

    In effetti il 90% dei video che mi vengopno suggeriti dagli amici tutti i giorni li ha realizzati una qualche azienda e la cosa, di per sé, non mi da fastidio.

    E’ verissimo invece che è sbagliato promettere ai propri clienti effetti assicurati e grande visibilità, perchè, come dici tu, anche se fai il tuo dovere e il video è divertente non è detto che faccia i numeri. Il flop è sempre dietro l’angolo, ma fa parte del gioco.
    Un tempo investivi milioni di euro per un certo numero di spettatori “sicuri” incollati al televisore per 30 secondi alla volta. Oggi che le aziende sono in crisi ed hanno meno soldi da spendere, sperano con poche decine di migliaia di euro di avere milioni di utenti che spontanemente decidono di passareparola… in molti casi funziona, in altri no, ma il budget speso vale il rischio, evidentemente.

    Il potere l’hanno sempre gli utenti… ? ma anche no. In reatà il potere ad oggi ce l’ha un oligopolio di aziende che (per adesso) lascia apparentemente liberi gli utenti di scegliere. Sembra infatti che “lasciare liberi gli utenti di decidere” sia un business abbastanza redditizio.

    Organizziamo un fondo di sottoscrizione popolare per comprarci youtube? sai che figata se youtube diventasse una cooperativa, allora sì che crederei nella democrazia della rete…
    ma sto andando OOT…

    Riguardo al commento linkato… qualcuno che applica vecchi metodi al mondo dei blog, senza averlo capito bene, c’è sempre…
    dai almeno dimostra che l’interesse delle aziende è in crescita…
    ciao!
    g

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