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Il medico di base

stetoscopio
Picture by NervousTears on DeviantArt

Ho un po’ di febbre da un paio di giorni e vorrei passasse in fretta, così ho deciso di andare dal medico. Non mi ammalo molto spesso e il mio medico mi vede molto raramente; al massimo una volta all’anno. Così ho deciso di andare nel suo nuovo studio associato per farmi visitare.

Il primo problema è stato quello di scoprire quando riceve per le visite. Questa informazione è stampata su un piccolo foglietto che mi ha dato chissà quanto tempo fa ed è andato perduto nel trascorrere del millisecondo successivo alla consegna. Recuperato il suo numero sulle paginebianche (che comunque riportano anche il numero del vecchio studio) ho telefonato in mattinata scoprendo che oggi sarebbe stato disponibile nel pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30. La cantilenante segreteria telefonica mi ha anche fornito un ulteriore numero di telefono per prendere l’appuntamento, se avessi desiderato farlo.

Alle 15.30 pochi istanti prima di avviarmi verso il suo ambulatorio, ho deciso di prendere appuntamento, in modo da non passare troppo tempo nel lebbrosario comunemente detto “sala d’aspetto”. Pochi lo ammettono ma il posto migliore per prendere l’influenza è proprio la sala d’attesa degli studi dei medici di base, dove anziani scatarranti e giovani febbricitanti vengono tenuti stipati per tempi immemori.

Ma è possibile che un povero pensionato con una malattia cronica debba fare la fila una volta ogni quindici giorni per avere la stessa sacrosanta ricetta per il resto dei suoi giorni? Non esiste un modo più efficiente di gestire la fornitura statale dei medicinali? Tanto alla fine, quale medico di base rifiuta le ricette ai propri pazienti?

Ma torniamo alla mia telefonata. La segretaria mi ha avvertito che il mio medico di base è in ferie e che posso essere visitato da un altro medico associato. “Ottimo!” dico io. “Quando vuole essere visitato?” chiede lei. Considerando che sono malato ADESSO, direi che il prima possibile sarebbe meglio. Mi viene fissato un appuntamento per domani alle 10.40, sottolineando di non arrivare prima, tanto è impossibile che il medico sia in anticipo. Chissà perché ma ci avrei scommesso.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

6 replies on “Il medico di base”

😀 io infatti tendo ad auto-curarmi, con l’ omeopatia ed altri rimedi naturali..sarà (forse) più lenta la guarigione ma almeno mi evito signorine cantilenanti, sale d’ attesa bunker, parcelle mediche da ictus 😉

Guido A.

Ah, quanto erano belli gli studi medici “di una volta” in cui dovevi arrivare prima per prendere il numerino e aspettare diligentemente in fila con le nonnine chiaccherone.

Cmq tu dici “Tanto alla fine, quale medico di base rifiuta le ricette ai propri pazienti?”: è che siamo abituati ad andare dal medico per farsi fare le ricette, come se fosse un passacarte, e in teoria non dovrebbe funzionare proprio così…

Io tendo a *non* curarmi. Per fortuna godo di salute discreta, ma il resto me lo sbatto per conto mio, al limite scrocco una ricetta per gli aerosol alla pediatra di mio figlio (che è più accessibile telefonicamente)
Comunque grazie per il memo, mi hai ricordato che devo telefonare al mio medico di base per prendere un appuntamento per la prossima settimana.

Il mio medico fornisce le prescrizioni “abituali” via telefono, e si può passare dalla segretaria a ritirarle. Dà appuntamenti solo per il giorno successivo, al massimo, cosicchè se uno è ammalato oggi, può essere visitato o oggi o domani. A volte, anzi direi sempre, è proprio la buona volontà della singola persona che fa cambiare il “sistema”. Come del resto in tutte le cose.

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